L’imprenditoria femminile in Sicilia continua a mostrare un ruolo centrale nel tessuto economico regionale. Secondo l’analisi della Cgia di Mestre aggiornata al 30 settembre 2025, l’Isola conta 93.129 imprese femminili, collocandosi al quinto posto in Italia per numero assoluto e con un’incidenza percentuale del 24,7% sul totale delle aziende attive, superiore alla media nazionale del 22,7%.
Flessione delle imprese femminili
Nonostante i dati positivi, il numero di aziende guidate da donne è in calo: rispetto al 31 dicembre 2024, le imprese femminili erano 95.370, con una percentuale del 25,2%. La Sicilia registra quindi una perdita di oltre 2.000 imprese in rosa in meno di un anno, pur mantenendo valori sopra la media nazionale.
Settori di maggiore presenza femminile
Le imprenditrici siciliane operano principalmente nei settori:
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Commercio
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Agricoltura, con 186.781 imprese femminili a livello nazionale
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Servizi alla persona, come parrucchieri, estetiste e lavanderie
L’autoimpiego rappresenta uno strumento importante per conciliare lavoro e famiglia, specialmente in regioni con scarsa offerta di servizi sociali.
Il ruolo del Mezzogiorno nella crescita femminile
Contrariamente ai tradizionali indicatori economici, il Mezzogiorno guida l’imprenditoria femminile con il 24,3% di imprese guidate da donne. Nel Nordovest e Nordest la percentuale si ferma al 21%, mentre il Centro registra il 24%. A livello nazionale, la crescita delle lavoratrici indipendenti nel 2025 è stata del +2,7%, più del doppio rispetto agli uomini.
Ostacoli e prospettive per le imprenditrici
Nonostante il record di presenze, le imprenditrici siciliane affrontano sfide significative:
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Accesso al credito limitato
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Imprese più piccole e meno capitalizzate
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Carico di lavoro domestico e carenza di servizi per l’infanzia
L’imprenditoria femminile diventa così non solo un’opportunità, ma una necessità per restare nel mercato del lavoro, rappresentando una leva strategica per la crescita del Pil nazionale.
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