Pnrr: l'Italia pagherà 64 miliardi di interessi entro il 2058

Pnrr: l'Italia pagherà 64 miliardi di interessi entro il 2058

Pnrr: l’Italia pagherà 64 miliardi di interessi entro il 2058

Il PNRR non è un regalo dell'Europa. Dei 194,4 miliardi assegnati all'Italia, solo 71,8 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto. I restanti 122,6 miliardi — circa il 63% del totale — sono prestiti che il Paese dovrà restituire a Bruxelles, con l'aggiunta degli interessi. Un conto che, ipotizzando tassi stabili al livello del 2025, potrebbe raggiungere i 64 miliardi di euro di soli interessi entro il 2058, l'anno della scadenza finale del Piano.

Come funziona il rimborso: preammortamento, capitale e tassi variabili

Il meccanismo di restituzione si articola su un orizzonte trentennale per ogni singola rata. Il rimborso del capitale inizia dopo dieci anni dall'erogazione, ma nel frattempo gli interessi maturano subito — è il cosiddetto preammortamento. Il prefinanziamento del 2021, per esempio, inizierà a essere rimborsato nel 2032 e si chiuderà nel 2052. L'ultima rata italiana arriverà nel 2026: il relativo rimborso partirà nel 2037 e l'intero debito sarà saldato entro il 2058.

Il costo del finanziamento riflette il tasso a cui l'Unione europea raccoglie i capitali sui mercati per poi distribuirli agli Stati membri. A prima vista conveniente — nel 2021 il tasso era solo dello 0,15%, contro il 3,04% dei BTP decennali — ma esposto a una forte variabilità nel tempo: già nel 2023 il tasso medio era salito al 3,50%, dopo aver toccato l'1,38% nel 2022 e il 2,61% nello stesso anno per la seconda rata.

I numeri reali: 3,43 miliardi già pagati, 148 miliardi da sborsare in totale

L'Italia ha incassato finora le prime otto rate del Piano più il prefinanziamento iniziale, per un totale di 99,05 miliardi di euro. Su queste somme, considerando le scadenze di pagamento già scattate, il Paese ha già versato circa 3,43 miliardi di euro di soli interessi. Ma è il conto finale a fare impressione: i 99,05 miliardi già ricevuti peseranno sul debito pubblico per circa 49 miliardi di interessi entro il 2058. Aggiungendo il capitale da restituire, si arriva a 148,05 miliardi di euro complessivi da sborsare — quasi il 50% in più del prestito originario.

A questi dati vanno ancora aggiunte le ultime rate non ancora incassate, per le quali i tassi d'interesse non sono ancora noti. Se il tasso medio del 2025 (3,17%) restasse invariato fino al termine del Piano, gli interessi sull'intero prestito di 122,6 miliardi sfiorerebbero i 64 miliardi di euro.

Il MEF prevede 10 miliardi di interessi solo nel triennio 2026-2028

Le cifre sono difficili da rintracciare nei documenti ufficiali, spesso sepolte nelle migliaia di pagine dello Stato di previsione del MEF. Tra le voci di spesa è presente quella relativa agli "interessi e oneri finanziari sui prestiti di cui al Recovery and Resiliency Facility": per il triennio 2026-2028, la previsione ammonta a quasi 10 miliardi di euro, di cui 2,8 miliardi nel 2026 e 3,4 miliardi per ciascuno degli anni successivi.

Una traiettoria in chiaro rialzo che solleva una questione di fondo: se gli investimenti del PNRR non riusciranno a generare condizioni strutturali di crescita economica, il Piano avrà prodotto più debito pubblico che sviluppo reale per il Paese.

di Gioacchino D'Amico

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