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Superbonus, le novità del 2024

Superbonus, le novità del 2024

Superbonus, le novità del 2024

Con 81 favorevoli, 48 contrari e 4 astenuti, il decreto Superbonus 2024 passa al Senato, portando con sé diverse novità per chi ha redditi bassi e per coloro i quali non sono riusciti a concludere i lavori.

Ecco cosa cambia con il nuovo Superbonus 2024.

Superbonus 2024: le novità

Il Superbonus 2024 consiste in un rimborso del 70% delle spese sostenute per i lavori sotto forma di detrazioni fiscali.

Per il 2024 non ci si potrà più avvalere di cessione del credito e sconto in fattura. Tutte le sanatorie previste nella prima stesura del decreto sono state confermate, mentre non passano gli emendamenti presentati dall’opposizione.

La sanatoria più importante del Superbonus 2024 riguarda la possibilità, per coloro che non hanno terminato i lavori entro il 31 dicembre 2023, di ottenere le agevolazioni fiscali, nonostante non abbiano recuperato due classi energetiche.

Secondo la normativa Superbonus, infatti, l’Agenzia delle Entrate avrebbe potuto richiedere agli appena citati contribuenti la restituzione delle somme già incassate, proprio a causa del mancato recupero delle due classi energetiche. Grazie alla norma in oggetto è scongiurato questo pericolo, anche se purtroppo la sanatoria può essere valida solo per i contribuenti che si sono serviti della cessione del credito e dello sconto in fattura, non per chi ha optato per le detrazioni in proprio e ha, dunque, anticipato il costo del lavori.

Reddito basso: il contributo statale per il Superbonus 2024

Il Superbonus 2024 prevede un aiuto per le famiglie bisognose, con reddito basso, che hanno iniziato i lavori e non li hanno conclusi. In questo caso, per i lavori effettuati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2024, i richiedenti potranno ottenere un contributo statale, volto a compensare la differenza da versare a causa del passaggio dal Superbonus 110% al Superbonus 70%.

Il contributo statale per il Superbonus 2024 spetta a coloro che hanno un reddito inferiore a 15.000 euro, a condizione che abbiano un SAL al 60% entro il 31 dicembre 2023.

La rigida posizione del Governo

La posizione così rigida del Governo, che non ha approvato nessun emendamento delle opposizioni e non ha concesso ulteriori aiuti, ha portato diverse critiche. Tra le più aspre vi sono quelle dei partiti ecologisti che vedono nell’astio del Governo verso il Superbonus 2024 una tendenza anti-ecologista, fuori dal tempo vista anche la direttiva Case Green.

La proroga

Il Ministero dell’Economia avrebbe dato l’ok allo slittamento al 4 aprile 2024 del termine per la comunicazione relativa allo sconto in fattura e alla cessione del credito in merito ai costi sostenuti nel 2023. Il termine era inizialmente previsto per il 16 marzo.

La proroga è stata chiesta dalle associazioni di categoria che lamentano la tardiva messa a disposizione del software per le comunicazioni e la mole di adempimenti per gli amministratori di condominio e le aziende.

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