In Italia, la pensione di vecchiaia si raggiunge normalmente a 67 anni, con almeno 20 anni di contributi. Tuttavia, in presenza di specifiche condizioni di salute e di un riconoscimento di invalidità civile sopra determinate soglie, è possibile accedere a canali di uscita anticipati rispetto alla regola generale.
Pensione anticipata con invalidità pari o superiore all’80%
Se viene riconosciuta un’invalidità almeno pari all’80%, è possibile richiedere la pensione di vecchiaia anticipata (misura rivolta ai lavoratori dipendenti del settore privato), rispettando l’iter di domanda e accertamento sanitario presso l’INPS.
Requisiti principali (2026)
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Invalidità: ≥ 80%
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Età: 61 anni per gli uomini, 56 anni per le donne (valori indicati per il 2026)
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Contributi: almeno 20 anni
Nota pratica: in alcuni casi si applica una finestra mobile di 12 mesi prima della decorrenza dell’assegno.
Pensione con invalidità pari o superiore al 74%: l’opzione “Quota 41” per lavoratori precoci
Chi non arriva all’80%, ma ha un’invalidità almeno del 74%, può rientrare tra le categorie che accedono alla pensione per i lavoratori precoci (spesso chiamata Quota 41), a condizione di rispettare i requisiti previsti.
Requisiti chiave
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41 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2026
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Almeno 12 mesi di contributi effettivi versati prima dei 19 anni
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Appartenenza a una delle condizioni previste (tra cui invalidi civili ≥ 74%)
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