Ddl Enti locali, ritorno a Sala d’Ercole: maggioranza alla prova in Ars

Ddl Enti locali, ritorno a Sala d’Ercole: maggioranza alla prova in Ars

Ddl Enti locali, ritorno a Sala d’Ercole: maggioranza alla prova in Ars

Terminata la lunga maratona della legge finanziaria, l’Assemblea regionale siciliana si prepara a riaprire i lavori con tre disegni di legge già pronti per l’Aula. Tra questi, il più atteso è il ddl Enti locali, inserito all’ordine del giorno di Sala d’Ercole dopo una serie di rinvii che si trascinano dall’autunno 2024.

Si tratta del disegno di legge n. 738, tecnicamente denominato Stralcio I Comm ter/A, contenente le norme sugli enti locali, rimaste finora ostaggio di divisioni interne alla maggioranza.

Il ruolo di Ignazio Abbate nella mediazione politica

Il ddl porta la firma del presidente della Commissione Affari istituzionali, Ignazio Abbate, ed è il frutto di un lavoro condiviso che coinvolge deputati di diversi schieramenti. Proprio su questo testo si è costruita una fragile tregua politica durante le ultime fasi della legge di bilancio, approvata tra stralci e tensioni.

Il provvedimento, licenziato dalla Commissione già nel febbraio scorso, prevede una riorganizzazione dell’ufficio ispettivo regionale per le Autonomie locali, con il passaggio dall’Assessorato al Dipartimento competente, oltre a una nuova disciplina delle assenze per amministratori locali impegnati negli organismi di area vasta e Città metropolitane.

Cosa prevede il ddl Enti locali

Il disegno di legge si compone di circa venti articoli e affronta temi particolarmente sensibili, tra cui:

  • gettoni di presenza e indennità per gli amministratori;

  • introduzione del consigliere comunale supplente;

  • modifiche ai contributi regionali per i Comuni in dissesto o in riequilibrio finanziario;

  • rieleggibilità dei sindaci: fino a tre mandati nei Comuni tra 5 e 15 mila abitanti e senza limiti sotto i 5 mila residenti.

Proprio quest’ultimo punto rappresenta uno dei nodi più divisivi, capace di incidere sugli equilibri politici locali e regionali.

Calendario parlamentare e nuovi equilibri di maggioranza

Il ritorno del ddl Enti locali a Sala d’Ercole è stato più volte annunciato nel corso del 2025, salvo poi essere rinviato per dare priorità ad altri provvedimenti. Ora, però, la sua approvazione appare centrale per la tenuta della maggioranza, chiamata a dimostrare compattezza dopo le tensioni emerse sulla Finanziaria.

Il contesto politico resta fluido, anche alla luce delle dichiarazioni del presidente della Regione Renato Schifani, che a fine anno ha ribadito come “nulla sia cambiato” negli equilibri interni, nonostante le fibrillazioni nel gruppo della Democrazia cristiana.

Dc, nuove alleanze e scenari in evoluzione

Il gruppo Dc, oggi privo della guida di Totò Cuffaro, si trova davanti a una scelta strategica: proseguire lungo un percorso di autonomia parlamentare sostenendo le riforme condivise, oppure confluire in nuovi schieramenti. Tra le opzioni sul tavolo c’è anche il progetto politico di Cateno De Luca, “Ti amo Sicilia”, pronto a raccogliere adesioni in caso di ulteriori fratture. Un quadro che rende il voto sul ddl Enti locali un vero test politico per l’inizio dell’anno.

Opposizioni e tavoli per le prossime elezioni

Parallelamente, anche sul fronte dell’opposizione si moltiplicano i confronti. Pd, Movimento 5 Stelle e Controcorrente guardano alla costruzione di un’alleanza progressista, mentre prende forma uno schieramento alternativo che potrebbe coinvolgere il Progetto Civico Italia con figure come Alessandro Onorato, Silvia Salis e Gaetano Manfredi.

In questo scenario, le sedute d’Aula di gennaio rappresenteranno un banco di prova decisivo, non solo per il ddl Enti locali ma anche per le norme ordinamentali rimaste fuori dalla legge di stabilità.

Voti segreti e prova di maggioranza in Ars

La questione del voto segreto resta sullo sfondo e potrebbe tornare centrale proprio durante l’esame del ddl Enti locali. L’approvazione della Finanziaria ha solo rinviato il confronto interno, senza risolvere le tensioni.

Gennaio, dunque, si annuncia come un mese cruciale: dai Comuni alla Regione, passando per le alleanze future, il ddl Enti locali Sicilia sarà il primo vero test politico del nuovo anno.

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