Il referendum sulla riforma della giustizia è stato respinto dagli italiani. Con un'affluenza record vicina al 59% a livello nazionale, il No ha vinto in modo netto. La Sicilia registra la percentuale di votanti più bassa d'Italia, ma guida la classifica del No: alle 17:26, con buona parte delle sezioni scrutinate, il No si attestava al 61,06% con 1.017.154 voti, mentre il Sì si fermava al 38,94% con 648.736 preferenze.
La Vardera: "I siciliani hanno dimostrato di essere pronti al cambiamento"
Il deputato Ismaele La Vardera rivendica il risultato con soddisfazione: "Controcorrente è stata in prima linea nella campagna per il No, assieme a Nicola Gratteri, e ne vado fiero. Questo è un risultato storico per la Sicilia." La Vardera sottolinea il valore politico del dato: "La dimostrazione plastica di come il popolo siciliano, senza voto organizzato, possa ribaltare le dinamiche politico-clientelari che solitamente caratterizzano le competizioni elettorali."
Il deputato non risparmia una stoccata alla maggioranza regionale: "Se fossi nella maggioranza di Schifani mi farei due domande e non esiterei ad ammettere la sconfitta meditando le dimissioni. I siciliani sono stanchi e oggi hanno dimostrato di essere pronti al cambiamento." La Vardera ne approfitta per rilanciare anche la propria candidatura a presidente della Regione: "Vincere è possibile e oggi la Sicilia per bene ha detto chiaramente da che parte sta."
Barbagallo (PD): "Avviso di sfratto a Schifani e al centrodestra"
Ancora più netto il commento del segretario regionale del Partito Democratico Anthony Barbagallo: "Siamo di fronte a un risultato schiacciante del No, ben oltre qualunque previsione. In alcune realtà siciliane i voti per il No sono il doppio rispetto al Sì." Barbagallo attribuisce il risultato a una mobilitazione capillare: "Questo è il frutto di oltre 100 appuntamenti in ogni angolo della Sicilia."
Il segretario dem legge il voto come un segnale politico diretto: "Questo è un avviso di sfratto a Renato Schifani, al suo governo e al centrodestra. Sono stati travolti da scandali di ogni tipo, in particolare quelli giudiziari, e speravano nell'impunità stravolgendo la Costituzione per colpire la magistratura. Gli è andata male, anzi malissimo."
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