Schifani all’Ars: “La Sicilia è ripartita”. Scontro con le opposizioni su sanità, riforme e investimenti

Schifani all’Ars: “La Sicilia è ripartita”. Scontro con le opposizioni su sanità, riforme e investimenti

Schifani all’Ars: “La Sicilia è ripartita”. Scontro con le opposizioni su sanità, riforme e investimenti

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha illustrato all'Assemblea regionale la relazione sullo stato di attuazione del programma di governo, tracciando un bilancio dell'attività dell'esecutivo e indicando le priorità per la seconda parte della legislatura. Un intervento durato circa un'ora, seguito dal confronto con le opposizioni, che hanno concentrato le proprie critiche su sanità, riforme, capacità amministrativa e questione morale.

Schifani: "Non esistono solo le riforme legislative"

Aprendo il suo intervento, Schifani ha rivendicato il lavoro svolto dal Governo regionale, sottolineando come il cambiamento non passi esclusivamente dall'approvazione di nuove leggi. "Le riforme legislative sono strumenti fondamentali, ma non sono gli unici. Esistono anche riforme amministrative che incidono concretamente sulla vita dei cittadini", ha affermato il presidente della Regione, spiegando che molte delle trasformazioni avviate dall'esecutivo sono state realizzate attraverso l'azione di governo.

Da qui è partita una lunga ricostruzione delle iniziative messe in campo negli ultimi anni, dai conti pubblici agli investimenti, fino agli interventi per il rilancio economico della Sicilia.

Turismo, investimenti e conti pubblici tra i risultati rivendicati

Ampio spazio è stato dedicato al turismo, indicato da Schifani come uno dei principali motori di crescita dell'Isola. Il presidente ha ricordato la strategia basata su promozione internazionale, sostegno alle imprese e valorizzazione del brand Sicilia, evidenziando come l'obiettivo sia quello di superare un'offerta legata esclusivamente alla stagione balneare.

Nel corso della relazione sono stati inoltre richiamati gli interventi sui conti pubblici, gli investimenti finanziati negli ultimi anni, il ciclo dei rifiuti, il progetto dei termovalorizzatori, la gestione della crisi idrica, le politiche ambientali e le iniziative a favore dell'agricoltura.

Schifani ha ribadito che "c'è ancora molto da fare", ma ha indicato come traguardo quello di rendere la Sicilia "il luogo più conveniente del Mediterraneo per investire e produrre", sostenendo che la Regione abbia ormai avviato un percorso di rilancio.

Pubblica amministrazione, assunzioni e semplificazione

Tra i temi affrontati anche il rafforzamento della pubblica amministrazione regionale. Il presidente ha annunciato il via libera della Ragioneria dello Stato all'ampliamento della capacità assunzionale della Regione, con 727 nuove assunzioni, misura che punta a rendere più efficiente la macchina amministrativa. Schifani ha inoltre insistito sulla necessità di accelerare i tempi delle autorizzazioni per favorire gli investimenti, evitando che la Sicilia venga percepita come un territorio frenato dalla burocrazia.

La questione morale: "Il Governo ha sempre agito con rigore"

Nel passaggio conclusivo della relazione il presidente ha affrontato anche il tema della questione morale, rivendicando il comportamento del proprio esecutivo. Schifani ha ricordato le vicende che hanno interessato alcuni esponenti della maggioranza, dalle deleghe temporaneamente revocate alla Democrazia Cristiana fino al caso dell'assessore al Turismo Elvira Amata, ribadendo il principio della presunzione di innocenza e sottolineando come eventuali responsabilità penali riguardino esclusivamente i singoli e non possano essere estese all'intera coalizione di governo.

Le opposizioni all'attacco su sanità e capacità amministrativa

Al termine della relazione si è aperto il dibattito parlamentare. I primi a intervenire sono stati Ismaele La Vardera e Cateno De Luca, che hanno concentrato i loro interventi rispettivamente sulla questione morale e sulla capacità amministrativa della Regione, con particolare attenzione all'attrazione degli investimenti.

Anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca ha criticato l'intervento del presidente con una battuta: "A giudicare dalla sua relazione non ci sono dubbi che lei verrà rieletto". Successivamente ha puntato l'attenzione soprattutto sulla sanità, sui Livelli essenziali di assistenza (Lea) e sulle criticità della rete infrastrutturale siciliana.

Dal Partito Democratico, invece, il capogruppo Michele Catanzaro ha contestato il metodo seguito dal Governo nel rapporto con l'Assemblea.

Il Pd torna sulle liste d'attesa

Fuori dall'Aula, il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo, insieme alla responsabile Sanità della segreteria regionale Antonella Russo, ha commentato i dati diffusi da Agenas sulle liste d'attesa, sostenendo che la Sicilia continui a occupare le ultime posizioni a livello nazionale. Durante la seduta dell'Ars, inoltre, piazza Parlamento è stata teatro del sit-in organizzato dal Csa-Cisal, con i lavoratori dell'Arpa Sicilia che hanno chiesto una deroga ai limiti assunzionali e nuove risorse per consentire la stabilizzazione del personale.

Di Mauro difende il Governo

A prendere le difese dell'esecutivo è stato il capogruppo del Movimento per l'Autonomia, Roberto Di Mauro, che ha invitato le opposizioni a valutare con obiettività i risultati raggiunti sul piano economico e finanziario. Secondo l'ex assessore regionale, il risanamento dei conti consentirà nei prossimi anni di sostenere nuovi investimenti strategici, utilizzando in modo responsabile l'avanzo di amministrazione maturato dalla Regione Siciliana.

di Mauro Seminara

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