Ponte sullo Stretto, cantieri entro fine 2026: costi, espropri e tempi del progetto

Ponte sullo Stretto, cantieri entro fine 2026: costi, espropri e tempi del progetto

Ponte sullo Stretto, cantieri entro fine 2026: costi, espropri e tempi del progetto

Il conto alla rovescia per il Ponte sullo Stretto potrebbe essere finalmente iniziato. Dopo anni di annunci, rinvii e passaggi amministrativi, la società Stretto di Messina guarda alla fine del 2026 come possibile momento di apertura dei cantieri. A indicare la tempistica è l’amministratore delegato Pietro Ciucci, secondo cui, alla luce delle attività già completate e di quelle ancora in corso, la fase realizzativa potrebbe partire entro la fine dell’anno. Il cronoprogramma indicato dalla società prevede poi 7,5 anni di lavori, con il 2034 confermato come primo anno di esercizio del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.

Prima di arrivare ai cantieri, però, resta ancora un passaggio decisivo: il controllo della Corte dei conti. L’organismo dovrà verificare la legittimità degli atti e, in caso di esito positivo, consentire alla delibera Cipess di diventare efficace.

Il Cipess, cioè il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, dovrà quindi procedere con la nuova delibera relativa al progetto. È un passaggio particolarmente importante perché il precedente provvedimento, approvato nell’agosto 2025, era stato fermato dalla Corte dei conti nell’ottobre dello stesso anno.

Ponte sullo Stretto, cosa succederà dopo il via libera della Corte dei conti

Ciucci assicura che la Stretto di Messina non è mai rimasta ferma e che negli ultimi mesi sono state affrontate le osservazioni formulate dalla Corte dei conti attraverso una procedura definita dettagliata e trasparente. Tra gli atti già completati figura la firma e la validazione dell’accordo di programma tra ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ministero dell’Economia e delle Finanze, Regioni Sicilia e Calabria, Rete ferroviaria italiana, Anas e società Stretto di Messina. L’accordo serve a definire gli impegni tecnici e finanziari dei diversi soggetti coinvolti e, soprattutto, a coordinare gli interventi stradali e ferroviari collegati al Ponte, in modo che possano procedere in maniera sincronizzata.

Se arriverà il via libera della Corte dei conti, non si partirà immediatamente con la costruzione del Ponte. Il primo passo sarà la progettazione esecutiva, accompagnata dal via libera al Programma delle opere anticipate. Si tratta degli interventi preparatori necessari per rendere possibile l'apertura dei cantieri e ridurre il più possibile l’impatto dei lavori sul territorio.

Ponte sullo Stretto, le opere preparatorie per i cantieri

La fase preliminare comprende una serie di interventi destinati a preparare le aree interessate dai lavori. Si partirà dalle piste di cantiere, pensate per evitare la sovrapposizione tra il traffico dei mezzi impegnati nella costruzione e quello ordinario, e dai campi base. Sono inoltre previsti sistemi autonomi di approvvigionamento idrico, il potenziamento della rete fognaria, la bonifica degli ordigni bellici e la risoluzione delle interferenze con le reti di acqua, gas, elettricità e telecomunicazioni. A questi interventi si aggiungono il monitoraggio ambientale, le indagini archeologiche e geognostiche e le opere di compensazione ambientale, territoriale e sociale.

Un capitolo particolarmente delicato sarà quello degli espropri, necessari per acquisire terreni e immobili interessati dalla realizzazione delle opere. Secondo Ciucci, saranno avviati gradualmente, in relazione alle esigenze dei cantieri. Per gli espropriandi sono previsti, rispetto alla legislazione ordinaria, indennizzi maggiorati del 15% e un contributo fino a 40 mila euro per le spese sostenute.

Ponte di Messina, pedaggi e piano economico

Sul fronte economico, l’Autorità di regolazione dei trasporti ha espresso parere positivo sul piano economico finanziario dell’opera. Secondo Ciucci, il pedaggio per le autovetture sarà inferiore ai 10 euro a tratta, mentre per i mezzi pesanti è previsto un costo almeno del 25% inferiore rispetto a quello sostenuto oggi per attraversare lo Stretto. I pedaggi serviranno a coprire i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria. La costruzione del Ponte, invece, sarà interamente finanziata attraverso contributi pubblici.

Ponte sullo Stretto, il contratto e i costi dell’opera

Resta poi da considerare il contratto per la costruzione dell’infrastruttura. Secondo Ciucci, la Commissione europea ha confermato la corretta applicazione dell’articolo 72 della direttiva europea sugli appalti. L’aggiornamento del corrispettivo del contraente generale, cioè il soggetto incaricato della realizzazione dell’opera, rientrerebbe nel limite del 50% e non richiederebbe quindi una nuova gara.

Il contratto era stato originariamente stipulato nel 2005 con il consorzio Eurolink e successivamente riattivato. Nel frattempo il valore dei lavori è passato da 3,8 a 10,5 miliardi di euro. La società Stretto di Messina attribuisce l’aumento principalmente alla crescita dei prezzi delle materie prime e non all’introduzione di nuovi lavori.

Ponte sullo Stretto, oltre cento prescrizioni sulla sicurezza

Un altro passaggio fondamentale riguarda la sicurezza e gli aspetti tecnici del progetto. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha dato il via libera al passaggio alle successive fasi progettuali e operative, ma ha accompagnato il parere con oltre cento prescrizioni e raccomandazioni.

Le richieste riguardano soprattutto la geologia dell’area dello Stretto, il comportamento della struttura rispetto al vento, la sicurezza dei cavi e delle torri e diversi possibili scenari di rischio.

Particolare attenzione è stata riservata alla sismicità dello Stretto, una delle aree più attive d’Italia sotto questo profilo. Il Consiglio ha chiesto ulteriori indagini per individuare le faglie attive e quelle potenzialmente in grado di produrre una rottura della superficie.

Sul fronte del vento, invece, sono state rilevate differenze tra alcuni risultati ottenuti nei quattro laboratori che hanno effettuato le prove sull’impalcato. Da qui la richiesta di ulteriori valutazioni. Sono state inoltre richieste nuove prove sul cosiddetto “galoppo” dei cavi, un fenomeno di instabilità legato all’azione del vento, oltre ad analisi sulla resistenza delle torri in condizioni estreme.

Nel quadro delle verifiche dovranno essere considerati anche scenari come incendi, esplosioni di navi in transito, sabotaggi, attentati, attacchi con droni e attacchi informatici. Un ulteriore tema riguarda l’altezza del Ponte rispetto al livello del mare. Il progetto prevede una quota minima di 68 metri, mentre nel 2023 sono state 37 le navi transitate nello Stretto con un’altezza superiore a tale quota.

Per Ciucci, tuttavia, le prescrizioni non rappresentano un ostacolo alla tabella di marcia. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha dato il via libera alle successive fasi progettuali e operative e, secondo l’amministratore delegato, gli approfondimenti richiesti riguardano aspetti già conosciuti dalla società e destinati a essere sviluppati nella progettazione esecutiva.

Ponte sullo Stretto, obiettivo apertura nel 2034

Sul fronte dei costi, Ciucci esclude aumenti rispetto ai 13,5 miliardi di euro preventivati. Anche sulle tempistiche la società mantiene l’obiettivo già indicato: completare i lavori e arrivare all’apertura al traffico nel 2034. La stessa impostazione viene sostenuta dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha definito il parere tecnico un passaggio normale per una grande opera e ha richiamato esempi come la Tav Torino-Lione, il Mose di Venezia e il tunnel ferroviario del Brennero. Per Salvini, il Ponte rappresenta inoltre un’infrastruttura strategica, anche se il progetto continua a essere al centro di un acceso confronto politico. Il confronto con altre grandi opere italiane permette di mettere in prospettiva l’investimento. Per il tunnel di base della Tav Torino-Lione sono previsti 11,1 miliardi di euro, 10,6 miliardi per il terzo valico dei Giovi, 10,5 miliardi per la Galleria di base del Brennero, circa 6 miliardi per il Mose e 4,5 miliardi per la Pedemontana Lombarda.

Il Ponte sullo Stretto, con i suoi 13,5 miliardi di euro di investimento previsto, si colloca dunque tra le infrastrutture più costose mai progettate in Italia. Ora la partita decisiva passa dai controlli amministrativi alla progettazione esecutiva: se il percorso procederà secondo il cronoprogramma indicato da Ciucci, i cantieri potrebbero aprire entro la fine del 2026 e il Ponte potrebbe entrare in funzione nel 2034.

risuser

Articoli simili

Lascia una risposta

Chiusi
Chiusi

Inserisci il tuo username o il tuo indirizzo email. Riceverai via email un link per creare una nuova password.

Chiusi

Chiusi
Preferenze Privacy
Preferenze Privacy