La discarica di Grotte San Giorgio, di proprietà di Sicula Trasporti, potrebbe riaprire temporaneamente dopo oltre un decennio di inattività. Il progetto, presentato dagli amministratori giudiziari della società sequestrata nel 2020 agli imprenditori Antonello e Salvatore Leonardi, prevede l’uso di 120mila tonnellate di rifiuti per stabilizzare la vasca ed evitare l’accumulo d’acqua.
La proposta ora passerà al vaglio della commissione tecnica-specialistica della Regione, che dovrà valutare l’eventuale impatto ambientale positivo o negativo.
Motivi della stabilizzazione e durata del progetto
La discarica, chiusa nel 2015, ha visto negli anni un abbassamento della parte sommitale del sito, con cedimenti fino a sei metri di profondità, equivalenti a circa 98mila metri cubi. Questo fenomeno ha creato un bacino in cui si raccoglie l’acqua piovana, compromettendo la stabilità complessiva.
Secondo il progetto, il sito dovrebbe rimanere attivo per dieci mesi, ricevendo un flusso mensile di 12mila tonnellate di rifiuti per ottenere una nuova profilatura del terreno e garantire il normale deflusso delle acque meteoriche.
Il progetto firmato da Claudio Giunta per Sicula Trasporti
Il progetto è stato firmato da Claudio Giunta, professionista di Oikos, società della famiglia Proto proprietaria di altre discariche tra Misterbianco e Motta Sant’Anastasia. L’idea di usare i rifiuti come materiale di colmata nasce dalla considerazione che utilizzare materiale naturale comporterebbe un peso eccessivo sulla struttura già compromessa.
Inoltre, secondo Sicula Trasporti, la riapertura del sito comporterebbe vantaggi economici e sociali per i Comuni e i cittadini, riducendo i costi della Tari dovuti alla spedizione dei rifiuti non riciclabili all’estero.
Dettagli sul materiale di copertura e sul capping
La discarica, autorizzata per un milione di metri cubi e con una superficie di circa 35mila metri quadrati, è attualmente coperta con teli in HDPE. Il progetto prevede di sostituire il terreno naturale con materiali geosintetici per la copertura definitiva, garantendo:
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Riduzione dello spessore e dell’altezza finale della discarica;
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Maggiore stabilità complessiva del corpo rifiuti;
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Minor consumo di argille e inerti, alleggerendo il trasporto e la pressione sulla rete viaria;
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Tempi di completamento ridotti;
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Uso di materiali geocompositi per l’argine di fondo e successiva piantumazione di unghia di gatto, rampicante sempreverde originario delle foreste tropicali.
Di Simone Olivelli
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