L’ipotesi di impatti ambientali significativi non può essere esclusa. È questa la posizione prudente assunta dalla Commissione tecnica-specialistica (Cts) della Regione Siciliana sull’istanza presentata da Oikos, società proprietaria della discarica Valanghe d’Inverno, tra i territori di Motta Sant’Anastasia e Misterbianco.
La richiesta, avanzata a dicembre dall’azienda della famiglia Proto, riguarda un aumento di volumetria di circa 90 mila metri cubi, motivato da una recente sentenza del Consiglio di Stato. Secondo i giudici amministrativi, nel calcolo degli spazi autorizzati non dovrebbero essere conteggiati i materiali utilizzati quotidianamente per la copertura dei rifiuti, il cosiddetto capping.
Aumento della discarica Oikos: cosa prevede il progetto
Oikos sostiene che l’intervento non comporterebbe modifiche alla superficie o all’impronta planimetrica dell’impianto. I rifiuti verrebbero collocati lungo i gradoni già esistenti, incidendo esclusivamente sulle altezze: la quota massima passerebbe da 237 a 243 metri.
Secondo la società, la rimodulazione dei gradoni più a monte permetterebbe di mantenere la sommità dei rifiuti al di sotto del profilo del versante, evitando effetti visivi sul paesaggio circostante. Un elemento, questo, evidenziato anche nel primo parere istruttorio della Cts.
Il parere della Commissione tecnica-specialistica
La Cts, presieduta da Gaetano Armao, è stata coinvolta nell’ambito della procedura prevista dal Codice dell’ambiente, che consente alle aziende di chiedere una valutazione preliminare per modifiche o adeguamenti tecnici.
L’esito, al momento, non conferma l’assenza di impatti ambientali. Al contrario, la Commissione ha stabilito che la proposta debba essere sottoposta a verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale (Via), ritenendo che le modifiche possano incidere su paesaggio, suolo e sottosuolo.
Il nodo del Piano di assetto idrogeologico
Uno dei punti più delicati riguarda la collocazione della discarica all’interno del Piano di assetto idrogeologico (Pai). L’area di Valanghe d’Inverno ricade infatti in zona P2, classificata a pericolosità geomorfologica media.
In questi casi, gli interventi sono consentiti solo previa verifica di compatibilità geomorfologica, supportata da indagini geologiche e geotecniche approfondite e da eventuali opere di mitigazione, con l’obiettivo di non aggravare il rischio esistente.
Discarica Oikos: manca lo studio di compatibilità
Al momento, Oikos non ha ancora trasmesso alla Regione lo studio di compatibilità geomorfologica, documento ritenuto essenziale per valutare la sostenibilità dell’aumento di volumetria. Sarà proprio questo passaggio a orientare le prossime decisioni amministrative.
Parallelamente, la vicenda tornerà anche davanti alla giustizia amministrativa. Al Cga riprenderà il confronto tra la società e i Comuni di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, affiancati da Legambiente e dai comitati No discarica, sulla legittimità delle autorizzazioni rilasciate nel 2009 e confermate nel 2019.
Nuovo esame al Cga dopo la revocazione
La disputa sembrava chiusa nel 2024, quando il Cga aveva respinto il ricorso di Oikos contro una precedente sentenza del Tar. Tuttavia, la società è riuscita a ottenere la revocazione della decisione di secondo grado, aprendo così la strada a un nuovo esame nel merito.
Una partita ancora aperta, quindi, che intreccia valutazioni ambientali, scelte amministrative e contenzioso giudiziario, in uno dei casi più controversi della gestione dei rifiuti in Sicilia.
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