Il Ddl Enti Locali Ars torna al centro del dibattito a Sala d’Ercole con un clima politico incandescente. Durante la ripresa dei lavori, l’Assemblea è tornata sull’articolo 10 tra accuse di franchi tiratori e tensioni nella maggioranza.
Roberto Di Mauro e Santo Primavera (Mpa), insieme a Margherita La Rocca (Forza Italia), hanno respinto le accuse di aver votato contro la linea della maggioranza. Primavera ha parlato apertamente di “creazione della domanda attraverso la regolazione”, definendo la norma un possibile “cavallo di Troia per alcune lobby dell’IT”. Sulla stessa linea il presidente della Commissione Antimafia, Antonello Cracolici (Pd), che ha parlato di una fase dominata da “faccendieri” e ha definito l’articolo 10 una “norma che si nascondeva”.
Ddl Enti Locali Ars: tensioni sui lavori di commissione
Il caso ha riacceso il dibattito sul metodo di lavoro delle commissioni parlamentari. Dopo la soppressione dell’articolo 7 con voto segreto (32 favorevoli contro 22), l’Aula ha proseguito con l’esame degli articoli successivi. L’articolo 12 è stato respinto dopo un confronto acceso tra il presidente della Commissione Affari istituzionali Ignazio Abbate e diversi deputati. La paternità della norma, contestata per metodo e contenuto, è apparsa incerta. Abbate ha ricordato che il testo in discussione derivava dallo stralcio di norme ordinamentali della finanziaria 2025, arrivate in Aula dopo mesi di iter.
Bocciato il terzo mandato: maggioranza spaccata
Il momento più significativo del Ddl Enti Locali Ars è arrivato con la votazione sull’articolo 13, che conteneva il discusso terzo mandato per i sindaci. Con voto segreto, 34 deputati hanno approvato l’emendamento soppressivo mantenuto dal capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Antonio De Luca. La norma è stata così bocciata. In Aula, il deputato di Forza Italia Salvo Tomarchio ha chiesto provocatoriamente cosa restasse del disegno di legge. La replica del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno è stata amara: “È rimasto quello che ha voluto l’Aula, solo macerie”.
Fratture nella maggioranza e unica norma salvata
Tra le “macerie” politiche restano le tensioni interne alla coalizione. Il capogruppo autonomista Roberto Di Mauro ha accusato il vicepresidente della Regione Luca Sammartino di aver dato indicazioni solo a una parte della maggioranza. La frattura tra Mpa e parte di Forza Italia da un lato e Lega e Democrazia Cristiana dall’altro appare ormai evidente. Alla fine del percorso parlamentare, del Ddl Enti Locali Ars si salva soltanto la norma sulla rappresentanza di genere, mentre il resto del provvedimento esce fortemente ridimensionato da una delle sedute più turbolente della legislatura.
Di Mauro Seminara
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