Fascicolo sanitario elettronico: la Sicilia è in ritardo

Fascicolo sanitario elettronico: la Sicilia è in ritardo

Fascicolo sanitario elettronico: la Sicilia è in ritardo

Il fascicolo sanitario elettronico in Sicilia stenta a decollare, nonostante la scadenza del 31 maggio per l'uniformazione nazionale si avvicini rapidamente. Introdotto in Italia nel 2012 e potenziato grazie ai fondi del PNRR, lo strumento non viene ancora sfruttato al massimo delle sue potenzialità: nell'Isola, i numeri di accesso e adesione restano tra i più bassi d'Italia, con il rischio concreto di perdere decine di milioni di euro europei già stanziati.

Cos'è il fascicolo sanitario elettronico 2.0 e a cosa serve

Grazie al boost finanziario della Missione 6 del PNRR, il fascicolo sanitario elettronico 2.0 dovrebbe mettere a disposizione di ospedali e operatori sanitari l'intera storia clinica del paziente in formato digitale: referti medici, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, prescrizioni, cartelle cliniche e vaccinazioni.

Una vera biografia medica a portata di click, pensata per agevolare i medici che si trovano a visitare pazienti sconosciuti e i cittadini — soprattutto meridionali — che ricorrono sempre più spesso alla mobilità sanitaria, migrando verso ospedali di altre regioni.

Fascicolo sanitario elettronico in Sicilia: il 3% di accessi

I dati del Ministero della Salute relativi al periodo luglio-settembre 2025 sono impietosi: in Sicilia appena il 3% dei pazienti a cui è stato caricato almeno un documento ha effettuato l'accesso al proprio fascicolo. In termini assoluti, si tratta di 22.115 siciliani su 786.616.

A livello nazionale la media si ferma al 27%, ma il dato nasconde profonde disparità territoriali. Mentre il Sud arranca — con Basilicata, Molise, Puglia e Marche su livelli simili alla Sicilia — il Nord corre a velocità ben diversa:

  • Toscana: 40%
  • Lombardia: 53%
  • Emilia Romagna: 64%
  • Veneto: 66%

Il nodo del consenso: la Sicilia sotto la media nazionale

Un secondo freno all'operatività del fascicolo sanitario elettronico riguarda il consenso dei pazienti alla consultazione dei propri documenti da parte del personale sanitario. In Sicilia ha prestato il consenso solo il 26% dei pazienti (1,2 milioni su 4,8 milioni totali), contro una media nazionale del 44%.

Anche qui il divario Nord-Sud è evidente. Le regioni più virtuose sono tutte al Nord:

  • Friuli Venezia Giulia: 82%
  • Veneto: 89%
  • Provincia autonoma di Trento: 90%
  • Emilia Romagna: 92%

PNRR e fondi europei: la Sicilia rischia di perdere 54 milioni

Sul fronte della spesa, i ritardi sono ancora più allarmanti. Il PNRR ha destinato all'Italia 1,1 miliardi di euro per il potenziamento del fascicolo sanitario elettronico, attraverso 174 progetti. Secondo un report UIL del 18 febbraio, i pagamenti a livello nazionale non superano il 31%, con il rischio di perdere circa 760 milioni di euro.

La quota assegnata alla Sicilia ammonta a 59,7 milioni di euro per 19 progetti. La spesa regionale si ferma però al 9%: circa 5,3 milioni spesi su quasi 60 disponibili. Con le scadenze PNRR ormai imminenti, l'Isola rischia di veder sfumare 54,3 milioni di euro.

La formazione dei medici: le ASP siciliane si rimboccano le maniche

Tra i nodi da sciogliere c'è anche la formazione digitale di circa 25.000 medici siciliani. Dei quasi 60 milioni PNRR assegnati alla Sicilia, 6,2 milioni sono stati distribuiti alle nove ASP in modo proporzionale al numero degli assistiti, per la formazione del personale e l'acquisizione di competenze digitali.

Le Aziende sanitarie stanno accelerando. Lo scorso dicembre le ASP di Palermo e Messina hanno avviato la fase operativa, sottoscrivendo una convenzione con gli Ordini dei medici e coinvolgendo i primi 10.000 professionisti. Anche a Catania, in questi giorni, l'Ordine dei medici ha dato il via alla formazione per l'innovazione digitale.

"È un percorso fondamentale che permetterà di conferire al fascicolo sanitario elettronico tutte le notizie utili nella gestione del paziente", ha dichiarato Gianfranco Di Fede, direttore sanitario dell'ASP di Catania.

Una scadenza ravvicinata e un percorso ancora in salita

La strada verso la piena operatività del fascicolo sanitario elettronico in Sicilia resta accidentata su più fronti: scarso utilizzo da parte dei pazienti, fondi PNRR spesi in minima parte e documenti clinici ancora in larga misura non digitalizzati. Solo quattro regioni italiane — Calabria, Emilia Romagna, Veneto e Provincia autonoma di Trento — risultavano a settembre 2025 con le cartelle cliniche effettivamente caricate sul portale.

Con il 31 maggio come orizzonte temporale per l'uniformazione nazionale, il rischio che la Sicilia arrivi in ritardo — e con risorse europee non spese — è concreto e richiede una accelerazione immediata su tutti i fronti.

 

Di Gioacchino D'Amico

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