Nessuna riforma strutturale in vista, ma qualcosa cambia comunque. La legge di Bilancio 2027 non stravolgerà l'impianto della riforma Fornero, che resta il riferimento normativo per l'accesso alla pensione in Italia. Eppure dal prossimo anno si farà sentire un meccanismo che era rimasto silente: l'adeguamento automatico alle aspettative di vita, che sposterà in avanti di un mese i requisiti per la quiescenza. Una variazione apparentemente piccola, ma che per molti lavoratori può fare la differenza tra uscire nel 2027 o dover aspettare.
Pensione di vecchiaia 2027: età e contributi richiesti
Per la pensione di vecchiaia, l'Inps ha chiarito che dal 2027 l'età minima salirà a 67 anni e un mese, mentre il requisito contributivo resterà invariato a 20 anni di versamenti. Per i cosiddetti contributivi puri — chi ha iniziato a versare dal 1° gennaio 1996 in poi — entra in gioco anche una soglia minima di importo: l'assegno non potrà essere inferiore al valore dell'assegno sociale, che nel 2027 è stimato intorno ai 554 euro mensili.
Resta aperta la strada della pensione di vecchiaia contributiva con soli cinque anni di contributi, ma a un costo: l'età richiesta salirà a 71 anni e un mese.
Pensioni anticipate: cosa cambia nel 2027
Anche le pensioni anticipate ordinarie risentono dell'adeguamento. I nuovi requisiti contributivi saranno 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. La finestra mobile di tre mesi per la decorrenza rimane invariata.
Le misure di deroga ancora in campo
Sul fronte degli scivoli pensionistici, il quadro è ancora in evoluzione. L'Ape sociale è confermata fino al 31 dicembre 2026 — con uscita a 63 anni e 5 mesi — ma per il 2027 non è ancora arrivata la proroga. La quota 41 per i precoci resta accessibile per le categorie tutelate (disoccupati, caregiver, invalidi e lavoratori gravosi), con 41 anni di contributi di cui almeno 12 mesi versati prima dei 19 anni e una finestra d'attesa di tre mesi.
Per i lavori usuranti permane la possibilità di uscita anticipata a 61 anni e 7 mesi, con almeno 35 anni di contributi e il raggiungimento di quota 97,6. L'isopensione, prorogata fino al 2029, consente invece anticipi fino a sette anni rispetto ai requisiti ordinari, con oneri a carico del datore di lavoro.
Assegno sociale e invalidità pensionabile
Chi non dispone di contributi sufficienti può accedere all'assegno sociale a partire da 67 anni e un mese, rispettando i limiti reddituali previsti. Confermata anche la pensione anticipata per invalidità pensionabile: 56 anni per le donne, 61 per gli uomini, almeno 20 anni di contributi e una finestra di 12 mesi.
L'Inps definisce il 2027 un anno di transizione, con requisiti tra i più severi degli ultimi anni. Pianificare per tempo, valutando la propria situazione contributiva, diventa la mossa più utile per non farsi trovare impreparati.
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