Ancona è la Capitale italiana della Cultura 2028. Catania non ce l'ha fatta, nonostante un dossier articolato e una candidatura che aveva convinto molti. L'annuncio del ministro Alessandro Giuli ha chiuso i giochi tra le dieci finaliste: il titolo va al capoluogo marchigiano. Una delusione per la città etnea, che aveva investito energie, istituzioni e oltre cento associazioni nella sfida. Ma il sindaco Enrico Trantino non intende fermarsi.
Trantino: "Catania Continua va onorato, il 20 marzo riunione con le associazioni"
La reazione del primo cittadino è sobria ma determinata. Dopo i complimenti formali ad Ancona, Trantino ha subito chiarito che il progetto "Catania Continua" non va archiviato: "Il nostro Dossier va rispettato, onorato e perseguiti gli obiettivi, per gli autentici valori di partecipazione con cui è stato ideato e realizzato." La candidatura, ha spiegato, "non era un punto di arrivo ma un metodo, una visione strategica per la città."
Il sindaco ha già convocato per venerdì 20 marzo alle ore 10:00, al Palazzo della Cultura, i rappresentanti delle oltre cento associazioni e comitati che hanno contribuito al dossier. L'incontro — aperto alla stampa — servirà ad avviare il lavoro concreto di attuazione del progetto, confermando l'impegno dell'amministrazione verso il Piano partecipato della Cultura 2038.
Schifani: "Catania merita il riconoscimento, pronti a sostenere una nuova candidatura"
Il presidente della Regione Renato Schifani ha preso atto della decisione con fair play, ma non ha nascosto la convinzione sulla solidità del dossier catanese: "Un progetto articolato e partecipato che aveva le carte in regola per competere." Schifani ha già annunciato l'impegno della Regione Siciliana a sostenere una nuova candidatura di Catania in futuro: "Auspichiamo che la città siciliana saprà riproporre la propria candidatura per ottenere il riconoscimento che merita."
I social puntano il dito: rifiuti, decoro e il caso Agrigento
Sui social non mancano le voci critiche. Molti commentatori sottolineano le contraddizioni di Catania: un patrimonio culturale e storico di prim'ordine che convive con problemi irrisolti di rifiuti, decoro urbano e viabilità. Dario Stazzone, presidente della Società Dante Alighieri, ha analizzato la sconfitta su Facebook con lucidità: le decisioni del MIC, scrive, non guardano solo al patrimonio artistico ma a "parametri precisi e alla concreta possibilità di realizzazione" del progetto. E aggiunge un elemento non dichiarato ma plausibile: "Un'implicita rotazione tra le regioni. Dopo Agrigento — e forse bisognerebbe dire dopo la disastrosa gestione di Agrigento capitale della cultura — difficilmente sarebbe stata scelta un'altra città siciliana." La conclusione, però, guarda avanti: "È stato avviato un percorso, occorre continuare a costruire".
Di Melania Tanteri
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