Il Comune di Catania ha annullato la gara d'appalto da oltre 1,2 milioni di euro pensata per combattere l'abbandono dei rifiuti e i comportamenti incivili sul territorio attraverso droni e telecamere dotate di intelligenza artificiale. A bloccare tutto è stato un parere del ministero dell'Interno che esclude le polizie locali dall'utilizzo di droni per il controllo del territorio.
La determina di annullamento è stata firmata dalla dirigente Lara Riguccio, responsabile della direzione Ambiente di Palazzo degli Elefanti, a poche settimane dalla scadenza prevista per la presentazione delle offerte — già posticipata due volte per la necessità di correggere gli atti di gara dopo segnalazioni di operatori del settore.
Droni anti-abbandono rifiuti: perché il Comune non può usarli
Il nodo giuridico è emerso grazie a una comunicazione della Prefettura di Lecce, trasmessa ai sindaci della provincia salentina ma valida per tutti gli enti locali, che ha reso noto un parere del dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell'Interno. Il Viminale chiarisce che l'impiego di droni per il controllo del territorio è disciplinato dal decreto-legge del 18 febbraio 2015, il quale riserva questa facoltà esclusivamente alle forze di polizia indicate dalla legge 121 del 1981: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, agenti di custodia e Corpo forestale.
I vigili urbani, dunque, restano esclusi. Le polizie locali non sono legittimate a utilizzare droni o dispositivi analoghi in autonomia, nemmeno per finalità amministrative come il contrasto all'abbandono selvaggio dei rifiuti.
Il piano dell'amministrazione Trantino: telecamere AI, droni e control room
L'annullamento della gara segna una battuta d'arresto netta per il progetto dell'amministrazione Trantino, che aveva puntato sulle nuove tecnologie per individuare e sanzionare chi abbandona rifiuti anche nelle situazioni più difficili da monitorare. Il capitolato prevedeva la fornitura e la gestione biennale di droni e telecamere con intelligenza artificiale, capaci di identificare i trasgressori in condizioni complesse.
Il sistema era concepito su larga scala: telecamere e droni avrebbero coperto l'intero territorio comunale, suddiviso in zone selezionate in base agli indici di abbandono rifiuti e formazione di discariche abusive. I flussi video sarebbero confluiti in una control room dotata di algoritmi avanzati per rilevare comportamenti sospetti, movimenti di mezzi non autorizzati, oggetti abbandonati e situazioni di assembramento.
Ora resta aperta la questione su cosa farà Palazzo degli Elefanti: potrebbe ripartire con una nuova gara limitata alle sole telecamere fisse, unica componente del progetto originario non soggetta ai divieti normativi emersi.
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