L’Assemblea Regionale Siciliana si prepara a tornare in Aula martedì prossimo con un calendario ancora concentrato sugli stralci della finanziaria regionale. Tra i temi principali all’ordine del giorno figurano le norme su personale, autorizzazioni, incentivi, lavoro, istruzione, turismo e spettacolo, già esaminate dalle commissioni competenti.
Ma il nodo politico e finanziario più atteso riguarda soprattutto il pacchetto di misure contro il caro carburante in Sicilia, destinato ai comparti maggiormente colpiti dall’aumento dei costi energetici.
In arrivo 30 milioni per trasporti, agricoltura e pesca
Nel corso della seduta sarà inserito un emendamento alla variazione di bilancio con cui la Regione Siciliana punta a sostenere i settori del trasporto, dell’agricoltura e della pesca.
Lo stanziamento inizialmente previsto da 25 milioni di euro è stato aumentato in commissione Bilancio fino a quota 30 milioni. La nuova ripartizione delle risorse prevede:
- 15 milioni di euro per il settore trasporti;
- 10 milioni per l’agricoltura;
- 5 milioni destinati alla pesca.
Le somme saranno reperite attraverso trasferimenti di Irfis Sicilia al bilancio regionale e tramite una rimodulazione di alcune voci di spesa già previste.
Contributi a fondo perduto contro l’emergenza energia
L’intervento della Regione si tradurrà in contributi a fondo perduto destinati a contrastare gli effetti dell’aumento del prezzo dei carburanti, che sta mettendo sotto pressione soprattutto il trasporto su gomma e i collegamenti marittimi.
La misura si inserisce nel quadro temporaneo definito dall’Unione Europea per fronteggiare le conseguenze economiche delle tensioni internazionali e della crisi energetica legata ai conflitti in Medio Oriente, compresa la situazione nello Stretto di Hormuz. Bruxelles ha fissato limiti precisi sugli aiuti pubblici concedibili agli Stati membri, motivo per cui anche la Regione Siciliana dovrà operare entro i parametri autorizzati dall’Ue.
Gli effetti del caro carburante sull’economia siciliana
L’aumento dei costi energetici continua ad avere ripercussioni dirette sull’economia dell’Isola. I rincari incidono infatti sulla distribuzione delle merci, sui trasporti marittimi verso le isole minori e sull’intera filiera agroalimentare. La Sicilia, per conformazione geografica e rete infrastrutturale, resta particolarmente esposta agli effetti del caro carburante. Le difficoltà logistiche e la dipendenza dai collegamenti navali alimentano inoltre il rischio di ulteriori aumenti sui prezzi al consumo. In questo contesto si guarda anche all’arrivo di Costanza I di Sicilia, il nuovo traghetto regionale a propulsione dual fuel destinato alla tratta con Lampedusa.
Il primo test politico dopo il rimpasto di giunta
La seduta dell’Ars rappresenterà anche il primo banco di prova politico per la maggioranza di centrodestra dopo il recente rimpasto nella giunta guidata da Renato Schifani.
Le nuove nomine negli assessorati hanno riequilibrato gli assetti interni della coalizione, ma non hanno cancellato del tutto le tensioni tra i partiti della maggioranza. A preoccupare il governo regionale resta soprattutto il rischio dei cosiddetti franchi tiratori all’interno di Sala d’Ercole, tema già emerso nelle ultime votazioni parlamentari. Alcuni segnali di malumore sarebbero infatti arrivati anche dopo il giuramento dei nuovi assessori, con lo stop in commissione Affari istituzionali a due proposte emendative sostenute da Forza Italia.
L’approvazione della norma sul caro carburante potrebbe quindi trasformarsi nel primo vero test sulla tenuta della maggioranza all’Ars.
Lascia una risposta