Dalla ritrovata sintonia mostrata al G7 alla nuova tensione diplomatica nel giro di poche ore. Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la dura replica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno improvvisamente raffreddato i rapporti tra Roma e Washington, riportando al centro del dibattito politico internazionale una frizione che sembrava superata.
Solo due giorni fa, al termine del summit del G7 di Evian, la premier italiana aveva descritto il confronto con il presidente americano come sereno e costruttivo. “Ho trovato il nostro rapporto immutato, non c’è stato bisogno di chiarimenti o recriminazioni”, aveva dichiarato Meloni, riferendosi al colloquio informale avuto con Trump a margine dei lavori del vertice.
Le dichiarazioni di Trump scuotono il Consiglio europeo
Lo scenario è cambiato durante la seconda giornata del Consiglio europeo a Bruxelles. A innescare la polemica sono state alcune dichiarazioni attribuite a Trump nel corso di una telefonata con il corrispondente dalla Casa Bianca per La7. Secondo quanto riportato, il presidente americano avrebbe sostenuto che Meloni avrebbe insistito per ottenere una fotografia insieme a lui durante il G7. “Voleva una foto con me a tutti i costi. Non l’avrei fatta, ma mi è dispiaciuto per lei”, avrebbe affermato il tycoon. Parole che hanno immediatamente monopolizzato il dibattito politico e diplomatico europeo, oscurando gran parte dei temi in agenda a Bruxelles.
La risposta di Meloni: “Dichiarazioni totalmente inventate”
La replica della presidente del Consiglio non si è fatta attendere. Attraverso un video diffuso sui propri canali social a margine del Consiglio europeo, Meloni ha respinto con decisione le affermazioni del leader americano. “Si tratta di dichiarazioni totalmente inventate. Sono allibita e non comprendo perché il presidente degli Stati Uniti si comporti in questo modo con un alleato”, ha dichiarato la premier. Meloni ha poi aggiunto che avrebbe preferito vedere la stessa fermezza nei confronti degli avversari strategici dell’Occidente. “Io e l’Italia non imploriamo mai”, ha concluso.
Tajani annulla la missione negli Stati Uniti
Le tensioni diplomatiche hanno avuto conseguenze immediate anche sul piano istituzionale. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha infatti deciso di annullare la missione prevista a Miami per il Business Forum Italia-Usa, in programma il 21 e 22 giugno, dove avrebbe dovuto incontrare il segretario di Stato americano Marco Rubio. Una scelta interpretata da molti osservatori come un segnale politico della crescente irritazione italiana per l’uscita del presidente americano.
Solidarietà europea a Meloni
Nel corso della giornata la premier ha ricevuto una telefonata di solidarietà dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Anche diversi leader europei hanno manifestato sostegno alla presidente del Consiglio. Tra questi il premier spagnolo Pedro Sánchez, che ha definito l’attacco di Trump difficile da interpretare sia sul piano politico sia su quello personale. Più prudente il presidente francese Emmanuel Macron, che si è limitato a dichiararsi sorpreso dalle parole del leader americano, annunciando che il tema sarà affrontato nel prossimo vertice bilaterale con l’Italia previsto ad Antibes. Nessun commento ufficiale, invece, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, reduce anch’egli dal G7 e tra i principali sostenitori del risultato raggiunto dal summit.
Trump rilancia le critiche in un’intervista
La tensione è ulteriormente aumentata in serata con la pubblicazione di un’intervista rilasciata da Trump a NBC News. Il presidente americano ha ribadito le proprie posizioni, sostenendo che Meloni fosse una sua grande sostenitrice ma criticandola per la mancata presenza a un confronto sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz. Dichiarazioni che hanno consolidato la percezione di una vera e propria crisi diplomatica tra Italia e Stati Uniti.
Le questioni europee passano in secondo piano
Lo scontro tra Roma e Washington ha finito per oscurare altri temi centrali del Consiglio europeo. Tra questi, il confronto sul nuovo quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea, che vede l’Italia schierata insieme ai Paesi favorevoli al mantenimento delle politiche di coesione contro le richieste di riduzione avanzate dai cosiddetti Paesi frugali. La discussione è stata rinviata ai prossimi mesi, in attesa di una nuova proposta della presidenza di turno irlandese.
Migranti e accordi con i Paesi terzi: il piano sostenuto dall’Italia
In secondo piano è passata anche l’iniziativa promossa da Giorgia Meloni insieme alla premier danese Mette Frederiksen sul tema migratorio. Diciannove Paesi europei hanno sottoscritto una lettera con cui chiedono all’Unione Europea di rafforzare gli accordi con i Paesi terzi per la gestione dei flussi migratori. Tra le ipotesi discusse figura anche la creazione di centri di rimpatrio congiunti fuori dai confini dell’Ue, proposta che ha però incontrato la netta opposizione della Francia. “Non sono certo che questa sia l’Europa che vogliamo costruire e non credo sia una soluzione efficace”, ha dichiarato Macron al termine del vertice.
Rapporti Italia-Usa sotto osservazione
La polemica tra Trump e Meloni apre una nuova fase di incertezza nei rapporti tra Italia e Stati Uniti, proprio mentre l’Europa affronta dossier strategici come sicurezza energetica, crisi in Medio Oriente, immigrazione e bilancio comunitario. Resta ora da capire se lo scontro verbale delle ultime ore rappresenti un episodio isolato o l’inizio di una fase più complessa nelle relazioni tra Roma e Washington.
1 Commenti
Il porcu politico viddano estorsore è passeggio di parolacce.
Mala politica..