Gli incendi boschivi continuano a rappresentare una delle emergenze ambientali più gravi in Italia e, in particolare, in Sicilia. Mentre la campagna antincendio 2026 è già entrata nel vivo con l’impegno di Regioni e Protezione Civile, gli ultimi dati diffusi dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) fotografano un quadro allarmante relativo al 2025. L’Isola si conferma infatti la regione italiana più colpita dalle fiamme, mantenendo un primato negativo che dura ormai da quattro anni consecutivi.
Incendi in Italia: i dati Ispra del 2025
L’analisi dell’Ispra si basa sui rilevamenti della rete Effis, il sistema europeo di monitoraggio degli incendi integrato nel programma Copernicus Emergency Management Services. Grazie all’utilizzo della tecnologia satellitare, il sistema è in grado di individuare con precisione anche incendi di dimensioni ridotte, fornendo una fotografia estremamente attendibile dell’impatto dei roghi sul territorio. Nel 2025 in Italia sono stati percorsi dal fuoco 965 chilometri quadrati di territorio, una superficie equivalente all’intera provincia di Pistoia. Secondo l’Ispra, si tratta di un dato che quasi raddoppia quello registrato nel 2024 e colloca il 2025 tra gli anni più critici degli ultimi due decenni, superato soltanto dai picchi registrati nel 2007, 2017, 2021 e 2023.
Aree protette e incendi: cresce la pressione sugli ecosistemi
Un elemento particolarmente preoccupante riguarda la diffusione degli incendi nelle aree naturali protette. Oltre il 30% delle superfici percorse dal fuoco ricade infatti all’interno di zone soggette a particolari tutele ambientali. Un dato che evidenzia come gli strumenti di protezione del territorio non riescano sempre a garantire una difesa efficace contro i roghi.
Secondo il rapporto, circa il 48% degli incendi ha interessato ecosistemi forestali caratterizzati da latifoglie, conifere e specie arboree sempreverdi, compromettendo habitat di elevato valore naturalistico.
Sicilia prima in Italia per superfici bruciate
La situazione più grave riguarda proprio la Sicilia. I dati satellitari mostrano che l’Isola ha registrato oltre 506 chilometri quadrati di territorio colpiti dagli incendi, pari al 52% della superficie complessivamente bruciata in Italia nel 2025. Insieme a Calabria e Campania, la Sicilia rappresenta una delle aree più vulnerabili del Paese, contribuendo al 71% delle superfici forestali percorse dal fuoco a livello nazionale. Si tratta di un primato negativo che conferma la fragilità del territorio siciliano di fronte a un fenomeno spesso legato a comportamenti umani, accidentali o dolosi.
Boschi distrutti e danni al patrimonio naturale
Guardando esclusivamente alle aree forestali, il quadro resta fortemente critico. Nel 2025 sono andati distrutti quasi 40 chilometri quadrati di superfici boschive in Sicilia. Le aree maggiormente colpite risultano quelle caratterizzate da:
- latifoglie sempreverdi;
- macchia mediterranea ad alto fusto;
- piantagioni forestali artificiali;
- boschi di conifere.
Molti degli incendi registrati sono riconducibili all’azione dell’uomo, confermando come il fenomeno continui a rappresentare una grave emergenza ambientale e di sicurezza.
Le province siciliane più colpite dagli incendi
Analizzando il territorio provinciale, emerge che Enna è stata la provincia con il maggiore impatto sugli ecosistemi forestali.
Le superfici boschive percorse dal fuoco nel 2025 ammontano a:
- Enna: 12,19 km²;
- Caltanissetta: 9,51 km²;
- Agrigento: 7,04 km²;
- Catania: 5,51 km².
Se si considera invece il totale delle superfici bruciate, comprese quelle non forestali, il dato più elevato riguarda Agrigento, con oltre 186 chilometri quadrati andati in fumo, seguita da Caltanissetta con circa 114 chilometri quadrati.
Incendi 2026: i primi dati preoccupano
Anche il 2026 mostra segnali che meritano attenzione. Secondo l’Ispra, tra il 1° gennaio e il 9 giugno 2026 sono già stati interessati dagli incendi circa 60 chilometri quadrati di territorio a livello nazionale. Al momento la regione più colpita è la Toscana, seguita dalla Calabria. Una superficie di 60 chilometri quadrati equivale, per estensione, all’intero Lago di Bracciano. Numeri che confermano come la lotta agli incendi resti una delle principali sfide ambientali del Paese, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, dove il fenomeno continua a causare danni ingenti agli ecosistemi, all’economia e alla sicurezza dei cittadini.
di Simone Olivelli
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