Il Piano Casa 2026 si avvicina all’approvazione definitiva della Camera. Dopo il via libera della Commissione Ambiente, il Governo ha deciso di porre la questione di fiducia sul decreto, accelerando così l’iter parlamentare. Il testo arriva in Aula con diverse modifiche, tra nuovi interventi per favorire l’accesso alla casa e alcune misure rinviate a successivi provvedimenti.
Piano Casa 2026: più risorse per studenti universitari fuori sede
Tra le principali novità introdotte durante l’esame parlamentare figura il rifinanziamento del fondo destinato agli studenti universitari fuori sede iscritti agli atenei statali. Per il 2026 sono stati stanziati 8,5 milioni di euro, destinati agli studenti appartenenti a nuclei familiari con un Isee non superiore a 20 mila euro e che non beneficiano di altri contributi pubblici per l’alloggio. La misura rafforza il fondo istituito nel 2021 con l’obiettivo di alleggerire il peso dei canoni di locazione universitari, una delle principali criticità per chi studia lontano dalla propria città.
Nuovi alloggi per lavoratori pubblici e forze dell’ordine
Il decreto amplia inoltre gli interventi rivolti a categorie considerate strategiche per il funzionamento dei servizi pubblici. Sono previste nuove risorse per la realizzazione e il recupero di alloggi destinati al personale della scuola, della sanità e della sicurezza, impiegato lontano dal proprio comune di residenza. Tra le novità figura anche la realizzazione di ulteriori abitazioni riservate alle forze dell’ordine, mentre vengono rafforzate le disposizioni relative all’edilizia residenziale pubblica e all’edilizia convenzionata. Durante il confronto in Commissione è stato inoltre eliminato il riferimento agli investimenti esteri tra i requisiti necessari per accedere alle semplificazioni previste dal Piano.
Rinviato il fondo Pnrr da 1,2 miliardi per l’edilizia sociale
Tra le misure più attese c’era il trasferimento di 1,2 miliardi di euro del Pnrr alla Cassa Depositi e Prestiti per finanziare nuovi progetti di edilizia sociale. L’emendamento è stato però ritirato dopo le osservazioni del Ministero dell’Economia. Lo stop, tuttavia, non sarebbe definitivo. Il Ministero delle Infrastrutture ha infatti annunciato l’intenzione di riproporre la norma all’interno di un prossimo provvedimento. L’obiettivo dell’intervento resta quello di aumentare la disponibilità di alloggi sociali e abitazioni a prezzi accessibili, soprattutto nelle aree caratterizzate da una forte pressione abitativa.
Stop anche alla norma sul patrimonio immobiliare degli enti locali
Tra le disposizioni accantonate figura anche quella che prevedeva il coinvolgimento dell’Agenzia del Demanio nelle operazioni di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare degli enti locali. Anche questa misura potrebbe essere ripresentata nell’ambito di future iniziative legislative dedicate al settore abitativo.
Il settore immobiliare chiede una riforma più ampia
Negli ultimi giorni il Piano Casa è stato al centro del confronto con operatori e associazioni del comparto immobiliare. Nel corso dell’assemblea annuale di Assoimmobiliare, è stata evidenziata la necessità di accompagnare il Piano con una revisione complessiva delle norme urbanistiche, fiscali e finanziarie.
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha richiamato l’attenzione sui circa 150 progetti immobiliari bloccati a Milano, per un valore stimato di oltre 10 miliardi di euro, attribuendo i ritardi principalmente alla burocrazia e all’incertezza amministrativa. Sulla stessa linea il presidente di Assoimmobiliare, Davide Albertini Petroni, che ha indicato come priorità una maggiore flessibilità nei cambi di destinazione d’uso, tempi certi per le autorizzazioni e una più ampia certezza normativa.
I numeri del mercato immobiliare italiano
Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il Piano Casa rappresenta un punto di partenza per una strategia più ampia sul settore abitativo. Una ricerca presentata dall’Istituto Bruno Leoni evidenzia il ritardo dell’Italia rispetto ad altri Paesi europei.
Attualmente:
- l’edilizia residenziale rappresenta circa l’8% degli investimenti immobiliari nazionali, contro una media europea vicina al 25%;
- gli alloggi in affitto costituiscono circa il 13% dello stock abitativo;
- le abitazioni a canone calmierato si fermano al 2,4%, contro una media europea dell’8%;
- il mercato immobiliare commerciale registra investimenti pari a circa 12 miliardi di euro l’anno, poco più dello 0,5% del Pil nazionale.
Fiducia alla Camera, il Piano Casa entra nella fase decisiva
Con il voto di fiducia previsto alla Camera, il Piano Casa 2026 entra nella fase conclusiva del suo percorso parlamentare. Il provvedimento punta a rafforzare il sostegno a studenti, lavoratori pubblici e famiglie in difficoltà, mentre restano aperti i dossier relativi all’edilizia sociale e alla riforma complessiva del mercato immobiliare italiano.
1 Commenti
No mafie, no poltronismo, il mafioso aggressivo.A solo di notte
Il piano lavoro ai giovani?