Nonostante i significativi progressi compiuti sul piano tecnologico e organizzativo, il Fascicolo sanitario elettronico (FSE) continua a scontare un problema cruciale: il suo utilizzo da parte dei cittadini. Se da un lato la digitalizzazione della sanità italiana ha fatto importanti passi avanti grazie agli investimenti del Pnrr, dall’altro restano evidenti le difficoltà legate all’adozione dello strumento, soprattutto nelle regioni del Sud e in Sicilia.
Introdotto nel 2012 e potenziato negli ultimi anni con il progetto FSE 2.0, il Fascicolo sanitario elettronico rappresenta uno degli strumenti chiave della trasformazione digitale della sanità italiana, consentendo a medici e operatori di accedere rapidamente alla storia clinica del paziente.
FSE 2.0, infrastruttura pronta ma utilizzo ancora limitato
Con il completamento della nuova versione interoperabile su tutto il territorio nazionale, il Fascicolo sanitario elettronico è oggi in grado di garantire una gestione più efficiente delle informazioni sanitarie. Tuttavia, il rafforzamento dell’infrastruttura digitale non è bastato a favorire un utilizzo diffuso da parte dei cittadini.
Se il caricamento dei documenti sanitari da parte delle strutture sanitarie procede in maniera soddisfacente, rimangono invece limitati sia gli accessi dei pazienti al proprio Fascicolo sia i consensi alla consultazione dei dati clinici. Un aspetto determinante, poiché senza autorizzazione del cittadino il personale sanitario non può consultare le informazioni presenti nel sistema.
Medici di base quasi tutti attivi, ma il Sud resta indietro
Secondo il monitoraggio del Ministero della Salute e del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, a dicembre 2025 il 95,2% dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta aveva effettuato almeno un’operazione di alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico. Situazione positiva anche per i medici specialisti delle aziende sanitarie, con una media nazionale dell’89% di professionisti abilitati al sistema. Tuttavia emergono forti differenze territoriali.
Le regioni del Nord registrano percentuali vicine al 100%, mentre nel Mezzogiorno persistono ritardi significativi. In particolare:
- Sicilia: 58%
- Abruzzo: 55%
- Calabria: 44%
Un divario che evidenzia come la digitalizzazione sanitaria proceda ancora a velocità differenti nel Paese.
In Sicilia solo il 5% dei cittadini utilizza il Fascicolo sanitario elettronico
Il dato più critico riguarda però i cittadini. Tra gennaio e marzo 2026, soltanto il 31% dei pazienti italiani che avevano almeno un documento caricato nel Fascicolo sanitario elettronico ha effettuato un accesso alla piattaforma. La situazione appare particolarmente delicata in Sicilia, dove la percentuale si ferma al 5%, una delle più basse a livello nazionale.
Numeri decisamente più elevati si registrano invece in:
- Emilia-Romagna: 65%
- Provincia autonoma di Trento: 63%
- Veneto: 61%
- Toscana: 46%
- Lombardia: 38%
Il dato siciliano conferma le difficoltà nell'utilizzo quotidiano di uno strumento che potrebbe semplificare notevolmente il rapporto tra cittadini e sistema sanitario.
Consenso alla consultazione dei dati: adesioni ancora insufficienti
Un altro nodo riguarda il consenso alla consultazione dei dati sanitari, indispensabile affinché medici e operatori possano accedere alle informazioni cliniche contenute nel Fascicolo. A livello nazionale, al 31 marzo 2026, il consenso era stato espresso soltanto dal 45% dei cittadini. Anche in questo caso la Sicilia si colloca sotto la media italiana, con una percentuale di adesione pari al 28%.
Le regioni più virtuose risultano:
- Emilia-Romagna: 93%
- Veneto: 85%
- Friuli Venezia Giulia: 84%
Mentre le percentuali più basse si registrano in:
- Calabria: 2%
- Abruzzo: 3%
- Campania: 5%
La Regione Sicilia punta sulle campagne informative
Per aumentare la diffusione del Fascicolo sanitario elettronico, anche la Regione Siciliana ha avviato alcune iniziative di sensibilizzazione. Con il decreto dirigenziale n. 28 del 15 gennaio 2026, il Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) ha stanziato circa 34 mila euro per la produzione di materiale informativo e promozionale destinato alle aziende sanitarie dell’Isola. L’obiettivo è favorire una maggiore conoscenza dello strumento sia tra gli operatori sanitari sia tra i cittadini, incrementando accessi e adesioni.
Restano documenti da digitalizzare e risorse Pnrr da utilizzare
Sebbene la maggior parte dei documenti sanitari più comuni sia già disponibile nel Fascicolo sanitario elettronico, il processo di completamento non è ancora concluso.
Tra i documenti maggiormente presenti figurano:
- referti di laboratorio;
- referti radiologici;
- referti specialistici ambulatoriali.
Altri documenti risultano invece ancora poco diffusi, come il bilancio di salute e il certificato medico, disponibili soltanto in poche realtà territoriali.
Resta inoltre aperta la sfida legata all’utilizzo delle risorse del Pnrr. Al progetto di potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico sono stati destinati 1,38 miliardi di euro, ma secondo gli ultimi dati ufficiali la spesa effettivamente sostenuta si attesta a circa 482 milioni, pari al 35% delle risorse complessive previste.
Una sfida ancora aperta per la sanità digitale
Il Fascicolo sanitario elettronico rappresenta uno degli strumenti più importanti per modernizzare il sistema sanitario italiano. Tuttavia, i dati mostrano come il successo della digitalizzazione non dipenda soltanto dalla tecnologia, ma anche dalla partecipazione attiva dei cittadini.
In Sicilia, dove gli accessi e i consensi restano tra i più bassi d'Italia, la sfida dei prossimi mesi sarà quella di trasformare una piattaforma ormai operativa in uno strumento realmente utilizzato nella vita quotidiana dei pazienti e degli operatori sanitari.
di Gioacchino D'Amico
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