Dopo il confronto tenutosi in Commissione Territorio e Ambiente dell’Ars con l’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, e i gestori del servizio idrico, arriva la replica ufficiale di Siciliacque, la società che gestisce il servizio idrico di sovrambito in Sicilia.
Nel corso della seduta si è discusso della necessità di un rafforzamento del controllo pubblico dell’acqua e di possibili modifiche nella gestione del servizio, anche alla luce delle richieste avanzate dai Comuni per garantire risposte efficaci a cittadini e imprese.
Siciliacque: “Crediti rilevanti per oltre 35 milioni di euro”
Attraverso una nota, la società ha voluto chiarire alcuni aspetti economici e gestionali. “Fermo restando il rispetto per le posizioni espresse dai deputati regionali – si legge – è necessario ribadire con forza alcuni punti essenziali”.
Secondo Siciliacque, l’azienda vanta crediti di gestione particolarmente consistenti. Nel dettaglio, risultano circa 16,3 milioni di euro di crediti per sorte capitale nei confronti del gestore unico d’ambito della provincia di Agrigento. Di questi, 10 milioni di euro, messi a disposizione dalla Regione Siciliana, potranno essere riscossi soltanto nel 2027. A questi si aggiungono altri 19 milioni di euro relativi alla fornitura idrica effettuata negli ultimi due anni e mezzo ai Comuni dell’ex EAS.
Aumento di capitale per garantire la continuità del servizio
La società evidenzia come questa situazione abbia reso necessario, già nel corso del 2024, un aumento di capitale e un finanziamento da parte dei soci per un importo complessivo di 40 milioni di euro. Secondo Siciliacque, si è trattato di interventi indispensabili per assicurare la stabilità finanziaria dell’azienda e garantire la continuità del servizio, nonostante il mancato incasso delle somme dovute. “Abbiamo continuato e continueremo a operare con trasparenza ed efficienza, mantenendo la sostenibilità economica necessaria a garantire il servizio previsto”, sottolinea la società.
Le criticità nel rapporto con Aica
Uno dei passaggi centrali della nota riguarda il rapporto con Aica, il gestore idrico agrigentino. Siciliacque parla infatti di “criticità significative”, spiegando che tali problematiche sono state affrontate finora grazie all’intervento diretto della Regione Siciliana. L’azienda ribadisce inoltre che la gestione della distribuzione locale dell’acqua non rientra tra le proprie competenze.
Carenza idrica: “Non dipende dal gestore di sovrambito”
Siciliacque precisa che le problematiche legate alla carenza di risorsa idrica all’interno dei singoli ambiti territoriali non sono attribuibili al gestore di sovrambito. “Non compete a Siciliacque la distribuzione locale dell’acqua”, evidenzia la società, aggiungendo che attribuire responsabilità non proprie rischia di alimentare confusione senza contribuire alla soluzione delle difficoltà vissute dalle comunità interessate.
Disponibilità al confronto con istituzioni e territori
In conclusione, Siciliacque ha confermato la propria disponibilità a un confronto costante con le istituzioni nazionali, regionali e locali. L’azienda ha ribadito la volontà di collaborare in ogni sede per affrontare le criticità del settore idrico e contribuire a individuare soluzioni condivise per migliorare il servizio e garantire una gestione sostenibile delle risorse idriche in Sicilia.
Lascia una risposta