Economia Sicilia 2025, crescita rallenta ma occupazione e imprese restano in positivo

Economia Sicilia 2025, crescita rallenta ma occupazione e imprese restano in positivo

Economia Sicilia 2025, crescita rallenta ma occupazione e imprese restano in positivo

Un’economia che continua a crescere, ma con ritmi più contenuti rispetto al recente passato. È il quadro che emerge dal rapporto “L’economia della Sicilia 2025” della Banca d’Italia, presentato a Palermo dal vice direttore generale Gian Luca Trequattrini. I dati evidenziano alcuni segnali incoraggianti, ma anche fragilità strutturali che continuano a frenare lo sviluppo dell’Isola.

Nel 2025 il Pil regionale è cresciuto dello 0,6%, un dato leggermente superiore alla media nazionale ma in netto rallentamento rispetto all’1,3% registrato nel 2024. A sostenere l’economia siciliana sono stati soprattutto gli investimenti pubblici, il Pnrr e i fondi di coesione.

Pil in crescita, ma il divario con il resto d’Italia resta elevato

La Sicilia ha registrato una crescita economica più vivace nella prima parte dell’anno, rallentata successivamente dalle incertezze del contesto internazionale e dalle tensioni geopolitiche. Nonostante i progressi, il Pil pro capite siciliano si ferma a 23.309 euro, un valore ancora distante dalla media nazionale. Secondo Bankitalia, la crescita degli ultimi anni è stata sostenuta principalmente da fattori straordinari, come il Superbonus e gli investimenti legati al Pnrr, senza un reale salto di produttività strutturale. Una dinamica che alimenta interrogativi sulla capacità dell’Isola di mantenere lo stesso ritmo di sviluppo una volta terminati gli incentivi straordinari.

Imprese siciliane tra export in crescita e limiti strutturali

Sul fronte produttivo emergono segnali contrastanti. Le esportazioni non petrolifere sono aumentate del 7,1%, trainate soprattutto dalla cantieristica navale, dall’agroalimentare e dal comparto farmaceutico. Anche la redditività delle imprese mostra dati positivi: l’82% delle aziende ha chiuso il bilancio in utile, mentre la liquidità disponibile continua a crescere. Particolarmente significativo il dato delle imprese ad alta crescita occupazionale, che in Sicilia raggiungono il 9,6%, superando la media italiana del 7,9%.

I settori che trainano la crescita

Tra i comparti più dinamici figurano:

  • cantieristica navale;
  • agroalimentare;
  • farmaceutica;
  • semiconduttori;
  • costruzioni legate agli investimenti pubblici.

Il settore edilizio ha registrato una crescita del valore aggiunto dell’1,5%, sostenuta soprattutto dai lavori finanziati attraverso il Pnrr.

Agricoltura e industria petrolifera in difficoltà

Accanto alle performance positive, persistono criticità importanti. L’agricoltura ha registrato una contrazione dello 0,7%, mentre il comparto vitivinicolo ha subito una flessione della produzione pari al 24%. In forte difficoltà anche l’industria petrolifera, che rappresenta circa la metà dell’export regionale. Le esportazioni del settore sono diminuite del 23,4%, penalizzate sia dal calo dei prezzi sia dalla riduzione dei volumi. Particolarmente pesante la contrazione delle esportazioni verso gli Stati Uniti, diminuite di quasi un terzo rispetto all’anno precedente.

Occupazione in aumento ma resta alta la disoccupazione giovanile

Il mercato del lavoro continua a mostrare segnali di miglioramento. Nel 2025 l’occupazione è cresciuta dello 0,9%, in linea con la media nazionale. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 47,3%, il livello più alto dal 2019, mentre la disoccupazione è scesa al 12,2%.

A sostenere la crescita occupazionale sono stati soprattutto:

  • commercio;
  • turismo;
  • ristorazione;
  • servizi.

Le assunzioni nette nel settore privato non agricolo hanno sfiorato le 27 mila unità.

Giovani e Neet: il nodo resta aperto

Nonostante i miglioramenti, il mercato del lavoro siciliano continua a essere caratterizzato da forti squilibri. La disoccupazione giovanile resta al 33,8%, mentre il tasso dei Neet, pur in calo, si attesta al 27,5%, quasi il doppio rispetto alla media italiana. A pesare è anche il fenomeno migratorio: tra il 2019 e il 2024 circa 30 mila persone hanno lasciato la Sicilia, contribuendo alla riduzione della popolazione in età lavorativa.

Famiglie: redditi in aumento ma resta il disagio economico

Nel 2025 il reddito disponibile delle famiglie siciliane è aumentato del 2,6% in termini nominali e dell’1% in termini reali. Anche il turismo continua a rappresentare una voce importante dell’economia regionale, incidendo per il 9,2% sui consumi interni. Tuttavia, il reddito pro capite resta inferiore di circa il 25% rispetto alla media nazionale e il disagio economico continua a coinvolgere una parte significativa della popolazione. L’Assegno di inclusione raggiunge quasi 168 mila nuclei familiari, coinvolgendo oltre 440 mila persone.

Credito e mutui tornano a crescere

Segnali positivi arrivano anche dal sistema finanziario. Dopo oltre due anni di contrazione, i prestiti alle imprese sono tornati a crescere del 3,4%, mentre i mutui per l’acquisto della casa sono aumentati del 3,6%. Resta però elevato il costo del credito: il tasso medio applicato alle imprese per esigenze di liquidità è pari al 6,1%, superiore di 1,2 punti percentuali rispetto alla media nazionale.

Pnrr e fondi di coesione, la sfida decisiva per il futuro

Una parte rilevante della crescita regionale continua a essere sostenuta dalle risorse europee. Alla Sicilia sono stati assegnati 12,6 miliardi di euro nell’ambito del Pnrr, mentre la spesa degli enti territoriali è cresciuta del 7%, con un incremento degli investimenti in conto capitale del 31,3%.

Secondo Bankitalia, la vera sfida sarà trasformare queste risorse in sviluppo duraturo, capace di ridurre il divario con il resto del Paese e contrastare le dinamiche demografiche negative.

Schifani: “Le scelte del governo stanno producendo risultati”

Alla presentazione del rapporto era presente anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha rivendicato i risultati raggiunti. “La Sicilia sta continuando a crescere e Bankitalia dimostra che le scelte compiute in questi anni stanno producendo risultati concreti”, ha dichiarato il governatore. Schifani ha sottolineato la crescita dell’occupazione, l’aumento delle presenze turistiche, il rafforzamento del tessuto imprenditoriale e il raggiungimento del pieno rientro dal disavanzo regionale, definendolo un traguardo significativo per la stabilità finanziaria dell’Isola.

Una crescita ancora fragile

Il rapporto della Banca d’Italia restituisce l’immagine di una Sicilia sospesa tra opportunità e criticità. Da una parte gli investimenti, il turismo e la ripresa del mercato del lavoro; dall’altra il peso della bassa produttività, dell’emigrazione giovanile e dei persistenti divari economici.

La crescita c’è, ma resta fragile. Il vero banco di prova sarà la capacità di trasformare gli investimenti straordinari in uno sviluppo stabile, capace di generare lavoro, innovazione e competitività nel lungo periodo.

di Roberto Greco

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