Rivolta nel carcere di Piazza Lanza a Catania: rissa tra 200 detenuti, agenti feriti

Rivolta nel carcere di Piazza Lanza a Catania: rissa tra 200 detenuti, agenti feriti

Rivolta nel carcere di Piazza Lanza a Catania: rissa tra 200 detenuti, agenti feriti

Momenti di forte tensione nel carcere di Piazza Lanza a Catania, dove una violenta rissa tra detenuti ha provocato una rivolta all'interno della struttura penitenziaria. Il bilancio è di diversi agenti della Polizia penitenziaria feriti, trasportati in ospedale per accertamenti, mentre all'esterno dell'istituto è stato predisposto un massiccio dispositivo di sicurezza con polizia, carabinieri e guardia di finanza. Secondo le prime informazioni, alcuni detenuti avrebbero preso il controllo di due reparti del carcere.

Rivolta nel carcere di Piazza Lanza: coinvolti circa 200 detenuti

A ricostruire quanto accaduto è Gioacchino Veneziano, segretario della Uil Pubblica Amministrazione Polizia Penitenziaria, che ha spiegato come la situazione sia degenerata nel corso della giornata. «Tutto si è originato da una rissa che ha coinvolto circa 200 detenuti. Le cause del litigio al momento non sono note. Gli agenti sono intervenuti per separare le due fazioni, riportando diverse ferite. A causa del grave sovraffollamento è ormai difficile mantenere separati i diversi bracci del carcere», ha dichiarato Veneziano.

L'intervento della Polizia penitenziaria ha permesso di contenere la situazione, ma alcuni agenti hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari.

Agenti feriti e massiccio presidio delle forze dell'ordine

Durante la rivolta, alcuni detenuti avrebbero assunto il controllo di due sezioni dell'istituto penitenziario. Gli agenti rimasti feriti sono stati accompagnati in ospedale per gli accertamenti del caso, mentre all'esterno della casa circondariale è stato predisposto un presidio di sicurezza con Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, impegnati a monitorare l'evolversi della situazione.

Nicotra: "È un disastro annunciato"

Sulla vicenda è intervenuto anche Mimmo Nicotra, presidente nazionale del Consipe, che ha espresso solidarietà al personale coinvolto. «Esprimo la mia totale vicinanza ai colleghi feriti e auguro loro una pronta guarigione. Quanto accaduto a Piazza Lanza non è una fatalità, ma la cronaca di un disastro annunciato», ha dichiarato.

Secondo Nicotra, il carcere di Catania vive da tempo una situazione estremamente critica, aggravata da un sovraffollamento che sfiora il 170% e da una carenza di organico superiore a 60 unità. «Da mesi denunciamo che la struttura è una polveriera pronta a esplodere. La gestione della sicurezza è stata affidata esclusivamente al sacrificio del personale, costretto a operare con detenuti sempre più aggressivi e, in molti casi, affetti da gravi disagi psichiatrici senza un adeguato supporto sanitario», ha aggiunto il sindacalista.

L'allarme sul sistema penitenziario

Per il presidente del Consipe, quanto accaduto rappresenta il segnale di una crisi ormai strutturale. «Oggi lo Stato ha perso il controllo di due reparti del carcere di Piazza Lanza. È il segno del fallimento della gestione del sistema penitenziario», conclude Nicotra, rilanciando l'allarme sulle condizioni degli istituti di pena e sulla necessità di interventi urgenti per garantire sicurezza agli operatori e ai detenuti.

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