Il bonus auto 2026 entra nel vivo con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri "Automotive", approvato dal Governo e finanziato con una dotazione complessiva di 1,35 miliardi di euro. Il provvedimento punta a favorire il rinnovo del parco circolante e la transizione verso una mobilità più sostenibile, introducendo una serie di incentivi destinati a cittadini e imprese. Le misure riguardano non solo l'acquisto di veicoli, ma anche il retrofit a GPL e metano, le infrastrutture di ricarica domestica, il noleggio a lungo termine e il rinnovo dei mezzi commerciali.
Bonus auto 2026, quali incentivi sono previsti
Il decreto prevede diverse forme di sostegno economico per accompagnare la transizione del settore automobilistico.
Tra le principali agevolazioni figurano:
- sconti diretti in fattura per l'installazione di impianti a GPL e metano su veicoli endotermici;
- rimborso dell'80% per l'installazione di colonnine di ricarica domestiche, fino a 1.500 euro per le persone fisiche;
- aumento del tetto massimo a 8.000 euro per le infrastrutture di ricarica installate nei condomini;
- un programma sperimentale di noleggio a lungo termine con canoni agevolati;
- contributi per l'acquisto di furgoni e veicoli commerciali leggeri, con importi variabili in base alla massa del mezzo.
L'obiettivo è ridurre consumi ed emissioni, sostenendo al tempo stesso famiglie e imprese.
Quando arrivano gli incentivi auto 2026
Il piano del Governo copre il periodo fino al 2030, ma il maggiore impegno economico è previsto tra il 2026 e il 2027. Le prime misure, dedicate al retrofit a GPL e metano e ai veicoli commerciali leggeri, dovrebbero diventare operative subito dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Altre agevolazioni entreranno invece in vigore dal 1° gennaio 2028, secondo un calendario differenziato stabilito dal DPCM.
Chi può ottenere il bonus auto 2026
Tra le novità più rilevanti c'è il fondo da 50 milioni di euro destinato al programma di noleggio sociale a lungo termine.
Per accedere all'incentivo è necessario:
- avere un ISEE non superiore a 30.000 euro;
- sottoscrivere un contratto di noleggio di almeno tre anni;
- scegliere un'auto di prima immatricolazione, almeno Euro 6, con emissioni non superiori a 135 grammi di CO₂ per chilometro.
In attesa dei decreti attuativi, il programma rappresenta uno degli strumenti con cui il Governo punta a favorire una mobilità più sostenibile anche per le famiglie con redditi medio-bassi.
Gli importi previsti dagli incentivi
Oltre al noleggio agevolato, il decreto introduce altri contributi economici.
Tra questi:
- 400 euro di sconto per l'installazione di impianti GPL;
- 800 euro per la conversione a metano di veicoli compresi tra Euro 3 ed Euro 6;
- rimborso fino all'80% delle spese sostenute per installare una colonnina di ricarica privata;
- incentivi destinati alle imprese che rinnovano il proprio parco di veicoli commerciali.
Gli importi varieranno in funzione della tipologia di intervento e dei requisiti previsti.
Bonus auto 2026 con rottamazione
La rottamazione continua a rappresentare uno degli elementi centrali del nuovo sistema di incentivi. Per accedere ad alcune delle misure più consistenti sarà infatti necessario demolire un veicolo particolarmente inquinante.
La rottamazione consentirà di ottenere:
- l'accesso al programma di noleggio sociale, con obbligo di dismettere un'auto fino a Euro 4;
- contributi più elevati per il rinnovo dei veicoli commerciali destinati alle imprese.
Bonus auto 2026 senza rottamazione
Chi non dispone di un veicolo da rottamare potrà comunque beneficiare di alcune agevolazioni.
In particolare saranno finanziati:
- l'installazione di impianti GPL o metano su veicoli già circolanti;
- l'acquisto e l'installazione delle colonnine di ricarica domestiche.
In questo caso, però, non sarà possibile accedere agli incentivi collegati al rinnovo completo del veicolo.
Come richiedere il bonus auto 2026
La procedura sarà interamente digitale e seguirà un sistema già utilizzato nelle precedenti campagne di ecobonus.
Le domande non saranno presentate direttamente dai cittadini, ma saranno gestite dai concessionari e dagli operatori accreditati, che provvederanno a:
- registrare il cliente sulla piattaforma ministeriale;
- prenotare le risorse disponibili;
- caricare la documentazione richiesta;
- applicare lo sconto direttamente in fattura oppure ridurre il canone nel caso del noleggio.
La piattaforma sarà gestita dal Ministero dell'Ambiente, in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che definirà le modalità operative.
Incentivi regionali: le opportunità aggiuntive
Accanto agli incentivi nazionali, diverse Regioni stanno predisponendo bandi dedicati per sostenere il rinnovo del parco veicoli. Tra gli esempi più significativi figurano Veneto e Lombardia, che hanno previsto misure specifiche per imprese e cittadini, con contributi destinati all'acquisto, al leasing o al noleggio di mezzi a basse emissioni.
I bandi regionali potranno essere cumulabili, nei limiti previsti dalla normativa, con le agevolazioni nazionali, offrendo così ulteriori opportunità a chi intende sostituire un veicolo obsoleto o investire in una mobilità più sostenibile.
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