Realizzare un immobile abusivo richiede spesso meno tempo di quanto ne serva per demolirlo. È una delle contraddizioni che caratterizzano il contrasto all'abusivismo edilizio in Sicilia, dove tra ricorsi amministrativi, carenza di risorse economiche e personale insufficiente, gli interventi di abbattimento procedono con estrema lentezza.
Anche quando istituzioni e politica mettono in campo strumenti per contrastare il fenomeno, gli iter amministrativi si rivelano complessi. Al diritto dei proprietari di impugnare i provvedimenti davanti ai tribunali si aggiungono le difficoltà operative degli enti locali e un tema che continua a essere particolarmente delicato anche sotto il profilo del consenso politico.
Abusivismo edilizio in Sicilia, demolire resta una sfida
In Sicilia, dove il fenomeno dell'edilizia illegale continua a rappresentare una criticità strutturale, ordinare e portare a termine la demolizione di immobili costruiti senza autorizzazione resta un percorso tutt'altro che semplice. A inizio anno ha suscitato un acceso dibattito la decisione della Regione di rifinanziare con 2 milioni di euro il fondo di rotazione destinato ai Comuni per effettuare demolizioni in danno dei proprietari. Una misura giudicata necessaria dagli amministratori locali, ma ritenuta insufficiente rispetto alla reale dimensione del fenomeno.
Tra i primi a evidenziare il problema è stata Legambiente Sicilia, secondo cui lo stanziamento, pur rappresentando il più elevato dalla nascita del fondo nel 2021, non consente di affrontare in modo efficace il contrasto all'abusivismo.
Il fondo demolizioni è già stato esaurito
Che le risorse fossero limitate lo dimostrano anche i numeri. Mentre a Napoli il protocollo sottoscritto tra Comune e Procura ha previsto un fondo di 4,5 milioni di euro per gli abbattimenti degli immobili abusivi, in Sicilia i 391 Comuni hanno dovuto fare affidamento su appena 2 milioni. Secondo il presidente di Legambiente Sicilia, Tommaso Castronovo, sarebbe necessaria una dotazione stabile di almeno 5 milioni di euro per garantire interventi continui e scoraggiare l'edilizia illegale.
A confermare le difficoltà arriva anche un dato raccolto dal Quotidiano di Sicilia attraverso fonti dell'amministrazione regionale: il fondo risulterebbe già completamente esaurito. All'assessorato regionale al Territorio e Ambiente sarebbero infatti arrivate circa 100 richieste di finanziamento, delle quali quasi 90 considerate formalmente idonee. Al momento non è stato reso noto l'elenco dei Comuni beneficiari né quello degli immobili destinati alla demolizione.
I numeri confermano la diffusione dell'edilizia illegale
Il fenomeno continua a interessare in modo significativo il Mezzogiorno. Secondo i dati del rapporto BES dell'Istat, riferiti al 2022, nel Sud Italia 42,1 abitazioni ogni cento sono state realizzate senza le necessarie autorizzazioni. Limitando l'analisi a Sicilia e Sardegna, il dato si attesta al 36,3%, confermando una situazione ancora molto critica. Numeri che evidenziano come il problema non riguardi soltanto il rispetto delle regole urbanistiche, ma anche la tutela del territorio e della sicurezza.
Comuni costretti a restituire i finanziamenti
Il fondo regionale opera come fondo di rotazione: le somme vengono anticipate ai Comuni senza interessi per finanziare demolizioni e ripristino dello stato dei luoghi. Successivamente gli enti dovrebbero recuperare le spese rivalendosi sui proprietari degli immobili abusivi. Nella pratica, però, i tempi della giustizia e delle procedure rendono molto difficile recuperare rapidamente le somme anticipate. Il decreto istitutivo del fondo stabilisce che gli interventi debbano essere conclusi entro dodici mesi, prorogabili di altri sei. In caso contrario scatta la revoca del finanziamento.
Revocati i fondi a Gela, Bolognetta e Misiliscemi
L'ultimo provvedimento di revoca ha interessato i Comuni di Gela, Bolognetta e Misiliscemi, che dovranno restituire complessivamente centinaia di migliaia di euro.
In particolare:
- Gela dovrà restituire oltre 170 mila euro relativi a quattro finanziamenti concessi nel 2024;
- Bolognetta dovrà restituire circa 185 mila euro ottenuti nel 2022 per tre interventi mai conclusi;
- Misiliscemi dovrà restituire quasi 89 mila euro destinati a un'operazione di demolizione rimasta incompiuta.
Nei decreti emanati dal Dipartimento regionale Urbanistica viene evidenziato come ai Comuni fosse stato richiesto di relazionare sullo stato delle procedure. In diversi casi, nonostante i solleciti, non sarebbe arrivata alcuna risposta, circostanza che ha portato alla revoca dei contributi.
Il quadro che emerge conferma come il contrasto all'abusivismo edilizio in Sicilia continui a scontrarsi con ostacoli economici, amministrativi e culturali. Un problema che va oltre le sole demolizioni e che continua a rappresentare una delle principali sfide per la tutela del territorio siciliano.
di Simone Olivelli
1 Commenti
Corrotti, mafiosi, violazione di domicilio ed estorsione politica a carini..e cod bancari..ladri.. .
Non pago mafie..