Entra nel vivo il percorso di privatizzazione della SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania Fontanarossa e Comiso. La procedura per l'apertura del capitale ai privati compie un nuovo passo con la conclusione della prima fase della manifestazione di interesse, dalla quale sono stati selezionati dieci grandi operatori internazionali che potranno presentare un'offerta non vincolante.
L'esito della selezione è stato comunicato dalla presidente della SAC, Anna Quattrone, al termine del consiglio di amministrazione riunito nella sede della Camera di Commercio del Sud-Est Sicilia.
Privatizzazione SAC, dieci player ammessi alla seconda fase
Alla manifestazione di interesse hanno aderito complessivamente 14 operatori, ma soltanto dieci sono stati ammessi alla seconda fase della procedura. Tra i soggetti selezionati figurano alcuni dei principali protagonisti del settore aeroportuale e infrastrutturale internazionale: Mundys, SAVE, 2i Aeroporti, Royal Schiphol Group, gestore dell'aeroporto di Amsterdam, Vinci Airports, MAG Overseas Investment, collegata allo scalo di Manchester, Corporación América Airports, Adani Airport Holdings, Oman Airports Management Company e il fondo Macquarie European Infrastructure Fund.
Si tratta di gruppi con una consolidata esperienza nella gestione di infrastrutture aeroportuali, interessati allo sviluppo del sistema aeroportuale del Sud-Est della Sicilia.
Torrisi: "Investimenti per oltre un miliardo e nuove opportunità occupazionali"
L'amministratore delegato della SAC, Nico Torrisi, ha espresso soddisfazione per il livello dei soggetti ammessi alla procedura. «Siamo molto soddisfatti del livello dimensionale e dell'interesse mostrato da questi grandi player internazionali. Non solo sono previste le massime garanzie sui livelli occupazionali attuali, ma con un piano di investimenti di oltre un miliardo di euro ci saranno molte più opportunità di lavoro e di sviluppo per l'intera Sicilia», ha dichiarato. Torrisi ha inoltre precisato che la procedura riguarda l'intera SAC, garantendo quindi un piano di crescita sia per l'aeroporto di Catania sia per quello di Comiso. Nei prossimi giorni sarà aperta a Roma la data room, attraverso la quale i dieci operatori potranno analizzare la documentazione, proporre eventuali integrazioni al piano industriale e presentare una prima offerta non vincolante. Successivamente la gara entrerà nella fase finale, riservata ai cinque candidati che saranno selezionati.
Belcuore: "Il percorso era stato deciso già nel 2019"
Sul percorso di privatizzazione è intervenuto anche il commissario della Camera di Commercio del Sud-Est, Antonio Belcuore, che ha risposto alle critiche avanzate nei confronti dell'operazione. «Questa assemblea dei soci non si è discostata di un rigo dal verbale del 25 novembre 2019, con cui la presidenza Agen approvava all'unanimità l'immediato avvio del sistema di privatizzazione, aprendo al miglior partner privato e al miglior prezzo, guardando alla base industriale», ha affermato.
Trantino: "Lo sviluppo degli aeroporti passa dalla privatizzazione"
A sostegno dell'operazione è intervenuto anche il sindaco di Catania, Enrico Trantino, secondo cui la crescita dello scalo etneo richiede investimenti che il solo capitale pubblico non sarebbe in grado di sostenere. «Lo sviluppo dell'aeroporto si può fare solo privatizzando. SAC registra un utile di esercizio di circa 8 milioni di euro l'anno, ma per accelerarne la crescita servono investimenti vicini al miliardo di euro. Con la sola gestione pubblica queste risorse non sarebbero reperibili», ha spiegato. Il primo cittadino ha inoltre respinto le critiche sull'operazione, sostenendo che, in assenza di elementi concreti contrari, le obiezioni siano riconducibili soprattutto a pregiudizi ideologici. «Con i nostri consulenti e giuristi stiamo costruendo una solida rete di salvaguardia per il socio pubblico, così da mantenere poteri di controllo sulla governance e garantire la tutela del territorio, indipendentemente dal pacchetto azionario finale», ha concluso Trantino.
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