Rifiuti nelle discariche in Sicilia, quasi 56 mila tonnellate in meno nel 2025

Rifiuti nelle discariche in Sicilia, quasi 56 mila tonnellate in meno nel 2025

Rifiuti nelle discariche in Sicilia, quasi 56 mila tonnellate in meno nel 2025

Quasi 56 mila tonnellate di rifiuti in meno nelle discariche in Sicilia. È il calo registrato tra il 2024 e il 2025 negli impianti di smaltimento presenti nell’Isola, pubblici e privati, secondo i dati contenuti in un documento dell’assessorato regionale pubblicato ieri mattina.

Il dato emerge dalle tabelle utilizzate dalla Regione Siciliana per calcolare le somme da trasferire ai Comuni come quota parte del tributo speciale pagato dai proprietari degli impianti per il deposito in discarica dei rifiuti solidi. A beneficiare delle risorse sono sia i Comuni nel cui territorio si trovano le vasche di abbancamento, sia gli enti locali situati nelle aree limitrofe, entro un raggio massimo di cinque chilometri. Complessivamente, per le due annualità, si tratta di oltre 3,5 milioni di euro.

Rifiuti nelle discariche in Sicilia, i numeri del 2024 e del 2025

Secondo il report pubblicato dal dipartimento Rifiuti, nel 2024 nelle discariche siciliane sono state conferite 973.731 tonnellate di rifiuti. Nel 2025 il quantitativo è sceso a 917.659 tonnellate, con una riduzione di circa 56 mila tonnellate.

Fonti interne alla Regione, contattate dal Quotidiano di Sicilia, spiegano che il calo sarebbe legato soprattutto alla contrazione della produzione di rifiuti indifferenziati. La riduzione, invece, non sarebbe riconducibile a una variazione delle quantità di rifiuti che lasciano la Sicilia per essere trasferite negli impianti di termovalorizzazione all’estero.

Proprio il ricorso agli impianti oltre i confini regionali e nazionali ha alimentato negli ultimi anni l’aumento dei costi di gestione dei rifiuti e delle Tari in numerosi Comuni siciliani, oltre alle polemiche sulla sostenibilità economica del sistema.

I dati sugli smaltimenti in discarica arrivano, inoltre, in una fase particolarmente delicata per il settore. Al centro del dibattito ci sono infatti i progetti dei due termovalorizzatori che il governo Schifani vuole realizzare a Palermo e Catania, con una capacità complessiva prevista di circa 600 mila tonnellate di rifiuti all’anno.

I progetti sono attualmente al vaglio della commissione tecnica-specialistica, che nelle scorse settimane ha formulato un primo parere con oltre 90 osservazioni, molte delle quali dovranno essere superate attraverso integrazioni alla documentazione presentata.

Il dettaglio dei conferimenti nelle discariche siciliane

Sono 16 le discariche considerate nel documento regionale, tra impianti destinati agli inerti e quelli per i rifiuti non pericolosi, il cui utilizzo comporta il pagamento del tributo speciale.

Nel 2024, a Motta Sant’Anastasia, dove opera Oikos, sono state conferite 282.834 tonnellate. A Siculiana e Montallegro, entrambe di proprietà di Catanzaro Costruzioni, i quantitativi sono stati rispettivamente di 12.696 e 22.768 tonnellate.

Nella discarica di Bellolampo a Palermo, gestita dalla partecipata comunale Rap, sono state conferite 325.883 tonnellate. A Gela i rifiuti sono stati 97.002 tonnellate, mentre a Niscemi la Ecosud ne ha ricevute 24.783. A Melilli, invece, il quantitativo conferito alla Cisma Ambiente è stato di 34.329 tonnellate.

Il quadro prosegue con le discariche di Enna, Sciacca e Priolo Gargallo. Nell'impianto pubblico di Enna sono state conferite 60.980 tonnellate, in quello di Sciacca 1.915 e nella discarica privata di Priolo Gargallo, gestita da F.M.G., 47.143 tonnellate.

A Castellana Sicula i conferimenti sono stati pari a 13.586 tonnellate, mentre a Lucca Sicula 5.194. La società privata A&G di Camastra ha ricevuto 11.918 tonnellate, quella di Agrigento 29.220 e quella di Ragusa 3.429. La discarica comunale di Marineo, destinata agli inerti, ha invece ricevuto appena 41 tonnellate.

Nel 2025 i quantitativi sono cambiati sensibilmente. A Motta Sant’Anastasia sono state conferite 89.118 tonnellate, a Siculiana 55.415 e a Montallegro 99.376. A Palermo il dato è salito a 341.031 tonnellate, mentre Gela ha registrato 91.894 tonnellate. A Niscemi i conferimenti sono stati 16.675 tonnellate, a Melilli 91.942, a Enna 58.817 e a Sciacca 5.423. Priolo Gargallo ha registrato 26.317 tonnellate, Castellana Sicula 8.215 e Lucca Sicula 1.088. A Camastra nel 2025 non risultano conferimenti. Ad Agrigento il quantitativo è stato di 32.040 tonnellate, a Ragusa di 1.622 e a Marineo di 140 tonnellate.

I contributi destinati ai Comuni

Per determinare il contributo spettante ai Comuni, pari al 35 per cento del totale dei tributi versati alla Regione, sono stati presi in considerazione diversi parametri. Tra questi figurano il numero degli abitanti residenti, la superficie della discarica e la tipologia dell’impianto. Ai Comuni che ospitano le discariche sul proprio territorio spetta il 70 per cento della quota destinata agli enti locali. Per il 2024 la somma complessiva ammonta a 1.177.631,07 euro, mentre per il 2025 raggiunge 1.322.675,33 euro. Una parte delle risorse viene destinata anche ai Comuni limitrofi. Agli enti che si trovano entro una distanza di tre chilometri dall’impianto spetta il 20 per cento della quota riservata ai Comuni.

In questa fascia rientrano Misterbianco, Belpasso, Camporotondo Etneo, Torretta, Calascibetta, Melilli, Siracusa, Polizzi Generosa, Calamonaci e Porto Empedocle. Per il 2024 la somma complessiva destinata a questi Comuni è di 336.482,84 euro, mentre per il 2025 ammonta a 340.116,51 euro. Infine, sono previsti contributi anche per i Comuni compresi nella fascia entro cinque chilometri dalle discariche. Si tratta di Catania, Isola delle Femmine, Monreale, Augusta, Floridia, Comiso e Bolognetta.

Per questi enti le somme da trasferire ammontano complessivamente a 168.216,19 euro per il 2024 e a 226.744,34 euro per il 2025. Un sistema di ripartizione che lega quindi il gettito del tributo speciale non solo ai Comuni che ospitano gli impianti, ma anche ai territori che ne subiscono più direttamente gli effetti.

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