Frana di Niscemi, nuova fessura e sfollati ancora in attesa: ricostruzione e aiuti al bivio

Frana di Niscemi, nuova fessura e sfollati ancora in attesa: ricostruzione e aiuti al bivio

Frana di Niscemi, nuova fessura e sfollati ancora in attesa: ricostruzione e aiuti al bivio

A Niscemi la frana non è ancora soltanto una ferita da ricucire. Il terreno continua a essere monitorato e una nuova fessurazione di circa 60 metri, comparsa nel versante sud-est alle spalle di un plesso scolastico, ha riacceso l’attenzione sul rischio di nuovi movimenti. Il sindaco Massimiliano Conti ha confermato che la frattura è sotto osservazione e che prima di pensare alla ricostruzione bisogna mettere in sicurezza l’intero versante.

È questo il paradosso con cui Niscemi entra nel nono mese dall’enorme movimento franoso del gennaio 2026: da una parte iniziano a comparire i primi segnali della fase post-emergenza, dall’altra l’emergenza geologica non può ancora considerarsi definitivamente chiusa.

Il quadro è però cambiato rispetto ai mesi più drammatici. La fascia di sicurezza è stata riperimetrata e, secondo quanto annunciato dal Comune, nelle prossime ore sono previsti provvedimenti per consentire il rientro di circa 600-700 persone nelle abitazioni comprese nella fascia che è stata ridotta dai 150 ai 100 metri. Gli sfollati restano comunque circa 1.540. Nel frattempo, il commissario straordinario Fabio Ciciliano è tornato a occuparsi direttamente della gestione dell’area e il Governo ha definito nuove regole per i contributi destinati agli immobili distrutti o danneggiati.

Frana di Niscemi, la nuova fessurazione preoccupa

Il dato che più inquieta in queste ore è la comparsa della nuova fessurazione di circa 60 metri. Si trova nel versante sud-est, alle spalle di una scuola, e viene monitorata dalle strutture competenti. Nei prossimi giorni è previsto anche un confronto con il geologo Nicola Casagli, dell’Università di Firenze, nell’ambito delle attività di studio del versante. La Protezione civile continua intanto a utilizzare cartografie e sistemi di monitoraggio per definire l’area della frana e le fasce di sicurezza.

La priorità resta dunque la stessa: mettere in sicurezza il territorio prima di ricostruire. È una condizione che pesa anche sui tempi di chi ha perso la casa e attende di capire dove e quando potrà ricominciare.

Niscemi, arrivano i contributi per ricostruire le case

Un passaggio importante è arrivato ad agosto con l’ordinanza firmata dal commissario Fabio Ciciliano. Il provvedimento disciplina i contributi per gli immobili distrutti o danneggiati dalla frana e consente di intervenire non soltanto sulle abitazioni crollate, ma anche sugli immobili che, pur essendo strutturalmente integri, si trovano dentro l’area di frana o nella fascia di rispetto e restano soggetti a sgombero o evacuazione per il rischio residuo.

Il contributo può essere utilizzato per l’acquisto di aree alternative e la costruzione di una nuova abitazione, per comprare immobili già disponibili oppure per ripristinare immobili nella disponibilità dei soggetti interessati. Sono inoltre previsti fino a 3 mila euro per perizie tecniche e spese notarili, oltre a un contributo forfettario di 6 mila euro per il riacquisto di arredi e beni mobili non registrati andati distrutti o non recuperabili.

Per le nuove costruzioni o gli interventi di ripristino sono stati fissati anche tempi precisi: i lavori devono iniziare entro 90 giorni dalla notifica del decreto di concessione del contributo e concludersi entro 24 mesi dall’avvio.

La ricostruzione passa anche dalla viabilità

Nel frattempo qualcosa si muove anche sul fronte delle infrastrutture. Nei giorni scorsi il presidente della Regione Renato Schifani è arrivato a Niscemi per la consegna dei lavori di ripavimentazione della Regia trazzera Niscemi-San Michele di Ganzaria, collegata alla provinciale 12.

L’arteria ha un ruolo strategico perché rappresenta anche una via di fuga in caso di emergenza. L’intervento è stato affidato con procedura di somma urgenza e si inserisce tra le opere necessarie per migliorare la sicurezza e la viabilità del territorio colpito dalla frana. È un altro tassello di una fase che progressivamente sta passando dall’assistenza immediata alla gestione della ricostruzione.

Imprese di Niscemi, il nodo degli aiuti

Resta però aperto il problema delle attività economiche rimaste fuori gioco. La Regione, attraverso Irfis e il Fondo Sicilia, ha attivato una misura specifica per le imprese danneggiate dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi. Il programma combina finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto e può riguardare anche imprese danneggiate dalla frana che si trovano al di fuori della cosiddetta zona rossa. La piattaforma per presentare le domande è stata aperta il 12 maggio.

A giugno risultavano già approvate 40 nuove istanze per 8,72 milioni di euro, che si aggiungevano alle prime 38 domande finanziate per circa 7 milioni. La misura prevede risorse sia sotto forma di finanziamento agevolato sia come contributo a fondo perduto.

Per gli imprenditori che, però, si trovano ancora nella zona interdetta e non possono materialmente riaprire, il problema resta quello di capire se gli strumenti disponibili siano sufficienti a coprire perdite, mancati guadagni e costi di ripartenza.

Niscemi guarda alla ricostruzione, ma senza dimenticare chi è rimasto fermo

Il nuovo quadro degli interventi mostra quindi una città che prova a uscire dall’emergenza. Il Governo ha disciplinato i contributi per gli immobili, una parte degli sfollati si prepara a rientrare, la viabilità viene ripristinata e le misure per le imprese sono operative. Ma la presenza di una nuova fessurazione sul versante ricorda che il capitolo della sicurezza del territorio non è ancora chiuso. E proprio qui si concentra la preoccupazione di chi a Niscemi non ha ancora potuto tornare alla normalità. Per chi ha perso la casa, la domanda è quando potrà ricostruire. Per chi ha perso l’attività, la questione è come tornare a lavorare. Per tutti, invece, resta una priorità comune: sapere che il terreno sul quale ricominciare è finalmente sicuro.

Niscemi, dunque, non è più soltanto nella fase dei soccorsi. È entrata nella fase più complessa, quella della ricostruzione, dove alle promesse devono seguire cantieri, risorse, tempi certi e soprattutto una messa in sicurezza capace di impedire che la frana torni a dettare il futuro della città.

risuser

Articoli simili

Lascia una risposta

Chiusi
Chiusi

Inserisci il tuo username o il tuo indirizzo email. Riceverai via email un link per creare una nuova password.

Chiusi

Chiusi
Preferenze Privacy
Preferenze Privacy