Videogiochi online in Sicilia, oltre 100 mila utenti spendono denaro

Videogiochi online in Sicilia, oltre 100 mila utenti spendono denaro

Videogiochi online in Sicilia, oltre 100 mila utenti spendono denaro

Non serve più uscire di casa per entrare in un mondo dove il denaro può diventare parte del gioco. Basta uno smartphone, una console o un computer. In Sicilia, il fenomeno dei videogiochi online coinvolge soprattutto le fasce più giovani e apre una questione che va oltre il semplice intrattenimento: cosa succede quando dentro il gioco compare anche la possibilità di spendere?

A fotografare il fenomeno sono gli ultimi dati dell’Istat, riferiti al 2024 e pubblicati il 3 settembre 2026. In Sicilia, tra gli utilizzatori di videogiochi online dagli 11 anni in su, il 37,9% gioca a titoli nei quali è possibile spendere denaro per acquistare strumenti, risorse, accessori o altri elementi utili a proseguire l’esperienza.

Ma è soprattutto il dato successivo a meritare attenzione: tra coloro che hanno questa possibilità, il 50,9% dichiara di averla utilizzata qualche volta o spesso. In termini assoluti, secondo i dati riportati nell’indagine, si tratta di oltre 100 mila utenti siciliani.

Videogiochi online in Sicilia, quando il gioco diventa anche una spesa

Il dato non significa che chi acquista un elemento all’interno di un videogioco sia automaticamente un giocatore d’azzardo o che dietro ogni acquisto si nasconda una situazione di dipendenza.

Il punto è un altro. Il videogioco è diventato un ambiente nel quale giocare e spendere possono convivere, soprattutto quando si tratta di titoli online costruiti intorno ad acquisti, potenziamenti, strumenti e contenuti aggiuntivi. Ed è proprio questo aspetto a diventare più delicato quando riguarda i ragazzi. L’Istat rileva infatti che il videogioco è particolarmente diffuso tra gli adolescenti: tra gli 11 e i 14 anni gioca il 78,6% dei ragazzi, mentre tra i 15 e i 17 anni la quota resta superiore al 70%. In questa fascia d’età, quindi, il videogioco non è un'attività marginale, ma una parte significativa del tempo libero e della socialità digitale.

Sicilia, la spesa nei videogiochi sopra la media tra chi può acquistare

Il confronto con il dato nazionale rende ancora più interessante la situazione siciliana. In Italia, tra i videogiocatori online dagli 11 anni in su, il 41% utilizza videogiochi nei quali è possibile spendere denaro. La Sicilia si colloca sotto questa percentuale, con il 37,9%. Ma la situazione cambia quando si considera chi, avendo questa possibilità, decide effettivamente di acquistare.

A livello nazionale la quota è del 47,9%. In Sicilia sale invece al 50,9%. È questo il dato che merita maggiore attenzione: meno giocatori siciliani rispetto alla media nazionale sono esposti alla possibilità di spendere, ma tra quelli che lo sono la propensione all’acquisto risulta più elevata. Una differenza che racconta quanto il rapporto tra videogiochi e denaro sia ormai entrato nelle abitudini di una parte dei giocatori.

Giovani e videogiochi, una questione che riguarda anche le famiglie

L'indagine Istat restituisce un quadro nel quale il gaming è ormai profondamente radicato nelle abitudini dei più giovani. Nel 2024, a livello nazionale, il 29,7% della popolazione dai 3 anni in su ha dichiarato di aver giocato con videogiochi nei dodici mesi precedenti l’intervista. La percentuale raggiunge il massimo proprio tra gli 11 e i 14 anni. In Sicilia, dunque, il tema non riguarda soltanto il settore dell’intrattenimento digitale. Coinvolge anche le famiglie, chiamate a conoscere meglio i meccanismi attraverso i quali i videogiochi consentono di effettuare acquisti.

Non si tratta necessariamente di vietare il gioco, ma di comprendere cosa c’è dietro la schermata, quali strumenti di pagamento vengono utilizzati e quanto facilmente un acquisto possa essere percepito come una parte naturale dell’esperienza.

Il confine tra gioco e acquisto diventa sempre più sottile

Il fenomeno va letto senza confondere piani diversi. Gli acquisti all’interno dei videogiochi non coincidono automaticamente con il gioco con vincite in denaro analizzato dall’Istat. Sono però un segnale della trasformazione dell’esperienza videoludica. Il giocatore non si limita più a comprare il videogioco: può acquistare contenuti digitali, strumenti, potenziamenti e risorse direttamente mentre sta giocando. Ed è proprio questa immediatezza a rendere il fenomeno particolarmente delicato quando coinvolge i minori. La possibilità di spendere è incorporata nell'esperienza e può diventare difficile, soprattutto per i più giovani, distinguere tra ciò che serve per giocare e ciò che rappresenta una spesa aggiuntiva.

Per la Sicilia il dato Istat offre quindi un campanello d’allarme più che una sentenza. Il gaming è ormai parte della quotidianità dei ragazzi, e con esso anche nuove modalità di consumo digitale. Conoscerle diventa il primo passo per accompagnare i giovani in un ambiente che non è più soltanto un luogo dove divertirsi, ma anche uno spazio nel quale si comunica, si compete e, sempre più spesso, si spende.

 

di Michele Giuliano

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