La Sicilia prova a rafforzare la propria capacità di vedere arrivare le emergenze prima che diventino emergenze. È questo l'obiettivo dei due nuovi appalti assegnati alla società emiliana CAE, destinati a rinnovare una parte importante della rete regionale di monitoraggio meteorologico e dei sistemi di avvistamento degli incendi.
Il valore complessivo delle due aggiudicazioni supera 11,5 milioni di euro, al netto dell'Iva. Da una parte ci sono le torrette antincendio da trasformare in sistemi digitali capaci di analizzare continuamente il territorio; dall'altra una profonda revisione della rete di centraline che raccolgono i dati meteorologici utilizzati dalla Protezione civile.
È un investimento che arriva in un territorio nel quale il monitoraggio assume un peso sempre maggiore. La Protezione civile regionale continua infatti a gestire quotidianamente avvisi legati a rischio incendi, ondate di calore e fenomeni meteorologici, mentre la prevenzione passa sempre più dalla disponibilità di dati tempestivi e affidabili.
Torrette antincendio, la rete diventa digitale
Il primo intervento riguarda la digitalizzazione di 12 torrette di avvistamento degli incendi boschivi.
La gara, gestita da Sicilia Digitale nell'ambito del progetto Sicily Cyber Security, è stata aggiudicata a CAE con un importo di 3.418.524,36 euro. L'aggiudicazione è stata formalizzata con l'atto del 2 settembre 2026. In gara erano presenti anche Telecom Italia e un raggruppamento guidato da Almaviva. L'obiettivo è trasformare le torrette tradizionali in veri e propri punti intelligenti di osservazione, in grado di sorvegliare in maniera automatizzata le aree boschive considerate strategiche.
Il sistema sarà basato su sensoristica evoluta e termocamere, con la possibilità di effettuare una scansione continua dell'area circostante e individuare segnali compatibili con l'insorgenza di un incendio. Non si tratta quindi soltanto di vedere le fiamme quando sono già visibili a occhio nudo. L'idea è sfruttare l'elaborazione automatica delle immagini e l'intelligenza artificiale per riconoscere tempestivamente possibili anomalie e generare una segnalazione.
Termocamere e intelligenza artificiale per individuare i roghi
Le nuove apparecchiature saranno chiamate a effettuare una sorveglianza a 360 gradi, seguendo una scansione programmata dell'area. Il sistema potrà analizzare le immagini raccolte dalla sensoristica e segnalare automaticamente la presenza di elementi riconducibili a un possibile incendio. L'obiettivo è ridurre il tempo che intercorre tra l'innesco e la segnalazione, uno degli elementi decisivi quando si deve impedire che un piccolo focolaio diventi rapidamente un rogo di grandi dimensioni.
Alle immagini si aggiungeranno anche dati meteorologici locali, particolarmente utili nel momento in cui un incendio è già in corso. Vento, temperatura e altre condizioni atmosferiche possono infatti fornire informazioni preziose per valutare l'evoluzione delle fiamme e pianificare gli interventi. La scelta tecnologica è dunque quella di mettere insieme sorveglianza visiva, dati ambientali e sistemi automatici di analisi.
Fotovoltaico e videosorveglianza nei siti più isolati
Una delle difficoltà del progetto riguarda la collocazione delle torrette. Molti dei siti individuati si trovano infatti in aree montuose o lontane dalla rete elettrica. Per questo l'appalto comprende anche sistemi autonomi di alimentazione, con impianti fotovoltaici affiancati da generatori elettrogeni per garantire la continuità operativa. Le torrette saranno inoltre dotate di sistemi di videosorveglianza contro furti e danneggiamenti. Una scelta necessaria per proteggere apparecchiature che, proprio perché installate in luoghi isolati, possono essere esposte ad atti vandalici o tentativi di sottrazione. Il progetto regionale prevede quindi non soltanto strumenti per rilevare gli incendi, ma una vera infrastruttura tecnologica destinata a rimanere operativa anche nelle condizioni più difficili.
Centraline meteo, un'altra gara da oltre 8 milioni
L'altro grande investimento riguarda la rete delle centraline meteorologiche della Protezione civile. La gara, dal valore iniziale superiore agli 8,2 milioni di euro, è stata aggiudicata anch'essa a CAE. Dopo il ribasso offerto in gara, il valore del contratto ammonta a 8.097.117,77 euro più Iva.
L'intervento punta a superare la frammentazione di una rete cresciuta nel corso degli anni attraverso sistemi e soggetti diversi. La Regione dispone infatti di strumentazioni con caratteristiche tecnologiche differenti, mentre una parte della rete agrometeorologica è gestita dal Sias, il Servizio informativo agrometeorologico siciliano. La nuova fornitura mira quindi a costruire una rete più omogenea e soprattutto più moderna, capace di mettere a disposizione della Protezione civile dati in tempo reale.
Dismesse 57 stazioni, 122 saranno sostituite
Il progetto prevede una vera operazione di riorganizzazione della rete esistente. Sono 57 le stazioni considerate ridondanti che dovranno essere dismesse, mentre altre 122 saranno sostituite con impianti più moderni. Sono inoltre previste nuove stazioni in 43 siti e l'integrazione di 21 impianti già esistenti con nuovi sensori. L'obiettivo è evitare sovrapposizioni e, allo stesso tempo, aumentare la capacità di rilevare le variazioni delle condizioni atmosferiche sul territorio regionale.
Una rete più capillare e tecnologicamente aggiornata significa infatti poter disporre di informazioni più precise per la gestione di temporali, precipitazioni intense, vento, temperature estreme e altri fenomeni che possono trasformarsi rapidamente in emergenze.
Nuovi sistemi per controllare gli invasi
Nel progetto rientra anche il monitoraggio delle risorse idriche. Sono previsti infatti l'aggiornamento e il riposizionamento di 29 sistemi di misurazione dei livelli degli invasi. È un elemento tutt'altro che secondario per una Sicilia che negli ultimi anni ha dovuto affrontare una lunga fase di siccità e di forte pressione sulle risorse idriche.
I dati raccolti dalle stazioni dovranno confluire in una nuova centrale di ricezione in tempo reale, prevista nella sede della Protezione civile di San Giovanni La Punta. A completare il sistema ci sarà inoltre il potenziamento della rete radio UHF, con sei nuovi ripetitori e l'integrazione delle apparecchiature attraverso collegamenti radio e reti 2G/4G.
Più tecnologia, ma la vera sfida resta la prevenzione
Gli investimenti mettono dunque sul campo una quantità importante di tecnologia: termocamere, sensori, intelligenza artificiale, trasmissione dati in tempo reale e sistemi di comunicazione. Ma la tecnologia, da sola, non può risolvere il problema della prevenzione. La vera sfida sarà trasformare le informazioni raccolte in interventi tempestivi. Una telecamera può individuare una colonna di fumo, una centralina può rilevare una variazione improvvisa dei parametri atmosferici e un sistema automatico può lanciare un allarme. A quel punto, però, devono esserci uomini, mezzi e procedure in grado di intervenire rapidamente. È proprio qui che si misurerà l'efficacia dei nuovi investimenti. Più dati dovranno significare più prevenzione, non semplicemente una rete tecnologica più moderna.
In una regione esposta agli incendi boschivi, al dissesto idrogeologico, alle ondate di calore e agli eventi meteorologici estremi, la partita non è soltanto quella di reagire meglio alle emergenze. È soprattutto quella di accorgersi prima che stanno per arrivare.
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