Etna, torna operativo l’aeroporto di Catania: allerta arancione e voli ripristinati

Etna, torna operativo l’aeroporto di Catania: allerta arancione e voli ripristinati

Etna, torna operativo l’aeroporto di Catania: allerta arancione e voli ripristinati

Per i passeggeri in partenza da Catania arriva una prima tregua dopo le ore difficili legate alla cenere dell’Etna. L’aeroporto di Catania Fontanarossa è tornato operativo, dopo che il livello di allerta per l’attività vulcanica è passato da rosso ad arancione.

Il cambio di scenario ha consentito di disporre la riapertura dei settori C1 e B3 dello spazio aereo e, di conseguenza, il ripristino delle operazioni di volo sia in arrivo sia in partenza. La situazione, tuttavia, resta sotto osservazione. L’ultimo VONA pubblicato dall’INGV, relativo alle 16:37 UTC del 15 settembre, conferma il codice arancione e segnala che una debole emissione di cenere è ancora in corso.

Aeroporto di Catania, voli ripristinati dopo lo stop

La SAC, società di gestione dell’aeroporto etneo, ha comunicato il ripristino delle operazioni dopo la riapertura dei due settori dello spazio aereo. La decisione ha permesso di anticipare la riapertura dello scalo, inizialmente prevista per le ore successive, consentendo la ripresa dei collegamenti.

Per i viaggiatori, però, resta fondamentale controllare il proprio volo prima di raggiungere Fontanarossa. La SAC invita infatti i passeggeri a verificare lo stato del collegamento direttamente con la compagnia aerea, considerando i disagi accumulati durante la sospensione. Il ritorno alla piena operatività non significa infatti che la programmazione sia immediatamente tornata alla normalità. Cancellazioni, ritardi e riprogrammazioni possono continuare a interessare diversi collegamenti.

Etna, l’allerta resta arancione

Il passaggio dal rosso all’arancione ha rappresentato il passaggio decisivo per consentire la riapertura dei settori B3 e C1. L’INGV, tuttavia, continua a monitorare l’attività dell’Etna. L’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile indica emissioni deboli di cenere ancora in corso, mentre il bollettino multidisciplinare del 15 settembre conferma la prosecuzione della sorveglianza dei parametri del vulcano.

La sequenza degli ultimi giorni mostra quanto rapidamente possano cambiare le condizioni: il codice per l’aviazione è passato più volte da arancione a rosso e viceversa, in relazione all’evoluzione dell’attività e alla presenza di cenere in atmosfera. Per questo motivo, anche con lo scalo nuovamente operativo, la situazione resta dinamica.

Catania, i voli trasferiti a Palermo durante l’emergenza

Le conseguenze dello stop si sono fatte sentire anche sull’altro principale aeroporto siciliano. Durante la fase di chiusura di Fontanarossa, 33 voli originariamente diretti a Catania sono stati riprogrammati sull’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo. A questi si è aggiunto almeno un collegamento dirottato, mentre lo scalo palermitano ha dovuto gestire anche la propria programmazione ordinaria. Il trasferimento dei voli ha permesso di limitare l’impatto dell’emergenza sul traffico passeggeri, ma ha comportato inevitabilmente un incremento del lavoro per lo scalo del capoluogo e la necessità, per i viaggiatori, di organizzare gli spostamenti successivi verso Catania.

Voli Catania, attenzione a ritardi e riprogrammazioni

Con la riapertura di Fontanarossa, il traffico aereo può quindi tornare progressivamente alla normalità. Non tutti i voli, però, ripartiranno necessariamente secondo l’orario originario. Le compagnie devono infatti gestire gli effetti delle cancellazioni e dei trasferimenti delle ore precedenti, ricollocando passeggeri e aeromobili e aggiornando la programmazione. Per chi deve viaggiare oggi da o verso Catania, la raccomandazione resta quindi quella indicata dalla SAC: controllare il volo prima di recarsi in aeroporto e verificare eventuali modifiche direttamente attraverso la compagnia aerea.

L’Etna, intanto, continua a essere monitorato. Il ritorno del codice arancione ha consentito di riaprire lo spazio aereo, ma la presenza di emissioni di cenere conferma che la tregua potrebbe non essere ancora definitiva.

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