Due vetrine mandate in frantumi nel giro di pochi giorni, la paura di nuovi furti e la sensazione di essere lasciati soli. Nel cuore di Palermo, a pochi passi dal Politeama, la sicurezza torna a essere una delle principali preoccupazioni per chi lavora e investe nel centro cittadino.
Il caso è esploso nuovamente a settembre con due furti con spaccata in via Isidoro La Lumia. Prima è stato preso di mira Zangaloro, poi, a distanza di poche ore, il nuovo punto vendita di “Con mollica o senza”, inaugurato appena 48 ore prima. In entrambi i casi i ladri hanno colpito le vetrine delle attività, provocando danni e portando via la cassa.
Gli episodi hanno riacceso il confronto sulla sicurezza nelle aree della movida e sulle difficoltà denunciate da commercianti e gestori dei locali, soprattutto nelle strade immediatamente vicine alle zone sottoposte a vigilanza rafforzata.
Zone rosse a Palermo, cosa prevedono e dove sono
Le zone rosse di Palermo sono state istituite nell'ottobre 2025 dopo l'omicidio del 21enne Paolo Taormina, ucciso nella zona della movida. Il provvedimento prevedeva controlli rafforzati e la possibilità di allontanare dalle aree individuate le persone considerate pericolose sulla base dei requisiti stabiliti dall'ordinanza.
Ad aprile 2026 la Prefettura ha prorogato la misura fino al 23 ottobre 2026, estendendo l'area sottoposta a vigilanza rafforzata anche a piazza Nascè. Le zone interessate sono quelle del Teatro Massimo, della Vucciria, di via Maqueda-Stazione e piazza Nascè.
La distinzione è importante: via Isidoro La Lumia non è compresa formalmente nella zona rossa, anche se si trova nell'area centrale della città e a poca distanza dal Politeama. È proprio qui che si sono verificati i recenti episodi ai danni di Zangaloro e “Con mollica o senza”.
Due spaccate in pochi giorni: la paura dei commercianti
Il primo episodio ha riguardato Zangaloro. Dopo un precedente tentativo fallito, nella notte del 12 settembre i ladri sono riusciti a entrare nel punto vendita di via La Lumia, rompendo la vetrina. I titolari hanno denunciato l'accaduto sui social, sottolineando i danni provocati non soltanto all'attività ma anche al lavoro delle persone che la gestiscono.
Poco dopo è toccato a “Con mollica o senza”, il format di street food fondato da Donato De Caprio e Steven Basalari. Il locale era stato inaugurato appena 48 ore prima quando, nella notte, due persone hanno infranto la vetrata e portato via la cassa. Le immagini delle telecamere sono state consegnate alla polizia. Nonostante il furto, l'imprenditore ha scelto di riaprire immediatamente l'attività, rivolgendosi alle istituzioni e ribadendo la volontà di continuare a investire a Palermo.
Commercianti: “Siamo stanchi, il problema va avanti da anni”
A raccontare al QdS il clima nella zona è Diego Bonsignore, titolare di un pub di via Quintino Sella e vicepresidente dell'associazione dei commercianti “Vivo Impresa”. “C'è profonda delusione e abbattimento perché non si fa nulla per migliorare la situazione”, spiega, ricordando come il problema di furti e spaccate non sia recente. Secondo Bonsignore, nella zona episodi di questo tipo si verificano da quattro o cinque anni.
Lo stesso commerciante racconta di aver subito un furto ad agosto e di avere già dovuto fare i conti con numerosi episodi criminali durante gli anni di attività. “Io da quando sono aperto ho subito circa cinque-sei furti”, riferisce. La preoccupazione riguarda anche il futuro delle attività. “Molti hanno chiuso e io ci sto pensando – racconta Bonsignore – perché dopo 30 anni mi sono letteralmente stancato. Il declino è sotto gli occhi di tutti”.
“Le zone rosse sono solo un palliativo”
Per Bonsignore il problema principale resta la continuità dei controlli. “Le zone rosse sono solo sulla carta – sostiene – i controlli dovrebbero essere costanti, fissi e ciò non avviene”. Una valutazione che va però distinta dal dato formale: le aree individuate dalla Prefettura sono tuttora sottoposte a una misura di vigilanza rafforzata, prorogata fino al 23 ottobre. Il punto sollevato dai commercianti riguarda invece l'effettiva percezione della sicurezza nelle strade e negli orari maggiormente esposti ai rischi.
Il timore è che le attività criminali possano spostarsi nelle zone immediatamente vicine a quelle maggiormente presidiate. Un problema che, secondo gli operatori economici, rischia di rendere più difficile la vita quotidiana di chi gestisce bar, pub, ristoranti e negozi.
“Noi commercianti siamo diventati un bersaglio”
Bonsignore contesta anche il modo in cui vengono effettuati i controlli. “Un problema che non puoi combattere, ma che direttamente o indirettamente ricade su noi commercianti”, racconta, riferendo di avere ricevuto numerosi controlli negli anni. La richiesta degli operatori è quella di concentrare maggiormente l'attenzione sulle persone ritenute potenzialmente pericolose e sulle situazioni considerate a rischio, senza trasformare i controlli sulle attività commerciali nell'unico strumento di presidio.
Il tema è particolarmente delicato nelle ore notturne, quando la presenza di locali e persone può rappresentare un elemento di vitalità per le strade ma anche creare condizioni più favorevoli a risse, furti e altri episodi di illegalità.
Sicurezza e movida, una partita anche economica
La questione non riguarda soltanto l'ordine pubblico. Per i commercianti, la sicurezza è strettamente legata alla tenuta economica del centro di Palermo. Bar, pub, ristoranti e negozi contribuiscono a mantenere vive aree che, soprattutto nelle ore serali, rischierebbero altrimenti di svuotarsi. “L'introito che portiamo alla città è ingente, dai costi delle tasse al suolo pubblico, rendendo viva una zona che potrebbe essere morta”, sottolinea Bonsignore.
Il timore è che una successione di furti e aggressioni possa produrre l'effetto opposto: meno investimenti, attività costrette a ridurre gli orari e commercianti sempre più orientati a lasciare le zone considerate più problematiche.
Le richieste dei commercianti alle istituzioni
Nel corso degli anni, racconta ancora Bonsignore, le associazioni di categoria hanno avanzato diverse richieste all'amministrazione e alle autorità competenti. Tra queste anche interventi sui piccoli market che vendono alcolici fino a tarda notte. Il commerciante racconta inoltre di essere stato aggredito dopo essersi rifiutato di vendere superalcolici oltre l'orario che aveva stabilito per il proprio locale. In seguito all'episodio, riferisce, il pub venne chiuso per una settimana.
La richiesta che torna oggi sul tavolo è quella di un presidio stabile e realmente continuativo, soprattutto nelle fasce orarie in cui la movida raggiunge il momento di maggiore afflusso.
La nuova stagione della movida e il nodo dei controlli
Con l'avvicinarsi dell'autunno, la movida tornerà a concentrarsi soprattutto nelle zone centrali e nei locali al chiuso. Per i commercianti si apre quindi una fase delicata, perché alla ripresa delle attività serali si accompagna la necessità di garantire condizioni di sicurezza adeguate. Nel frattempo, i recenti furti di via La Lumia hanno riportato il problema sotto i riflettori. Le forze dell'ordine hanno avviato le attività investigative sui singoli episodi e, più in generale, proseguono i servizi di controllo nelle aree della movida.
La domanda che resta sul tavolo, però, è quella posta dagli stessi commercianti: come rendere strutturale la sicurezza senza lasciare scoperte le strade che si trovano appena fuori dalle aree maggiormente presidiate?
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