La partita sui termovalorizzatori di Palermo e Catania entra in una nuova fase proprio mentre aumenta il volume della documentazione tecnica da esaminare. La Regione ha concesso altri 15 giorni per presentare osservazioni sui progetti, dopo il deposito di nuove integrazioni da parte dei progettisti. Una decisione che riapre la finestra per associazioni ambientaliste, enti e soggetti della società civile chiamati a esprimersi nell’ambito del procedimento autorizzativo.
I due impianti, destinati a sorgere rispettivamente a Bellolampo e nell’area industriale di Catania, sono al centro della conferenza dei servizi che dovrà raccogliere i pareri necessari per arrivare al rilascio delle autorizzazioni. Il percorso comprende la procedura di Valutazione di impatto ambientale e il PAUR, il Provvedimento autorizzatorio unico regionale. La Regione punta a completare l'iter per procedere con le successive fasi di realizzazione, con l'obiettivo indicato nei mesi scorsi di arrivare all'affidamento dei lavori nel 2027 e all'entrata in funzione degli impianti entro il 2028.
Termovalorizzatori Palermo e Catania, la nuova documentazione
La proroga arriva dopo il deposito di ulteriori elaborati tecnici. Per il progetto di Catania, l'Ufficio speciale regionale aveva già chiesto a settembre di ampliare di altri 15 giorni il periodo utile per consentire al pubblico di esaminare le integrazioni trasmesse il 2 settembre. La Regione ha motivato la decisione con l'esigenza di garantire una partecipazione più ampia al procedimento.
Il quadro si è ulteriormente ampliato con la documentazione relativa anche all'impianto palermitano. I nuovi atti riguardano diversi aspetti progettuali e autorizzativi e arrivano dopo le richieste di chiarimenti e integrazioni emerse nella prima fase dell'istruttoria.
La Commissione tecnica-specialistica è chiamata a valutare la compatibilità ambientale dei progetti. Nelle precedenti fasi istruttorie erano emersi elementi da approfondire e correggere attraverso ulteriori chiarimenti e documenti.
Termovalorizzatore Catania, approfondimenti su idraulica e urbanistica
Per il progetto catanese, tra le integrazioni trasmesse figurano la relazione idraulica e la documentazione relativa ai parametri urbanistici ed edilizi. Il tema urbanistico era già stato sollevato dal Comune di Catania durante la prima seduta della conferenza di servizi, con la richiesta di ulteriori approfondimenti sulla compatibilità dell'intervento rispetto agli strumenti e ai parametri applicabili. I progettisti hanno quindi trasmesso nuova documentazione, sostenendo che gli elaborati integrativi servono a chiarire quanto già prodotto e non modificano l'impostazione sostanziale del progetto.
Il termovalorizzatore di Catania è previsto in Strada III della zona industriale. Il procedimento autorizzativo comprende, oltre alla VIA, anche la Valutazione di incidenza, l'Autorizzazione integrata ambientale e le altre autorizzazioni necessarie alla realizzazione e all'esercizio dell'impianto.
Termovalorizzatore Palermo, gli ultimi documenti integrativi
Più articolato è il pacchetto di integrazioni relativo al termovalorizzatore di Palermo, previsto nell'area di Bellolampo. Tra i documenti figurano approfondimenti sulla stima dei costi necessari per il ripristino dei luoghi al termine della vita dell'impianto, riscontri alle osservazioni dell'Asp sulla relazione tecnico-sanitaria, valutazioni sull'impatto elettromagnetico e aggiornamenti sulla connessione alla Rete di trasmissione nazionale.
La documentazione comprende inoltre relazioni sull'impianto fotovoltaico, sugli impianti meccanici e sui parametri urbanistici, oltre agli atti relativi al procedimento per l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio sulle aree interessate. Si tratta di elementi che entrano nella fase istruttoria mentre la conferenza dei servizi è chiamata a mettere insieme i diversi pareri degli enti coinvolti.
Termovalorizzatori, la potenza di connessione sale da 25 a 32 MW
Tra gli aggiornamenti più rilevanti c'è quello relativo alla connessione alla rete Terna. La Regione ha pubblicato il 15 settembre la comunicazione sull'aggiornamento della potenza di connessione per entrambi i progetti. In fase iniziale era stata ipotizzata una potenza di 25 MW per ciascun impianto. Con l'avanzamento della progettazione e l'affinamento dei bilanci di massa ed energia, la richiesta è stata aggiornata a 32 MW per impianto. La modifica, secondo la documentazione progettuale, tiene conto di una determinazione più precisa delle prestazioni energetiche attese e della necessità di mantenere un margine tecnico sufficiente per la connessione.
Il dato non significa che ciascun termovalorizzatore immetterà in rete 32 MW in maniera continuativa. Si tratta della capacità massima che la connessione dovrà poter gestire nelle condizioni di maggiore produzione previste dal progetto. L'aggiornamento riguarda entrambi gli impianti e costituisce uno degli elementi tecnici entrati nella documentazione più recente.
Termovalorizzatori, ambientalisti ancora contrari
La proroga riapre anche il confronto con le associazioni ambientaliste, che da tempo contestano il percorso seguito dalla Regione. Il nodo non riguarda soltanto la realizzazione dei due impianti, ma anche tempi e modalità della partecipazione pubblica.
Nelle settimane precedenti, diverse associazioni e organizzazioni avevano contestato la disponibilità di appena 15 giorni per esaminare oltre 184 elaborati integrativi, chiedendo più tempo e il rinvio dell'audizione prevista nell'ambito del procedimento.
Il fronte contrario ai progetti sostiene che una mole così consistente di documentazione richieda tempi adeguati per consentire una valutazione effettiva degli aspetti ambientali, sanitari e tecnici. Le associazioni hanno inoltre chiesto alla Regione di fermare l'iter e di valutare l'apertura di una inchiesta pubblica.
La richiesta è stata formulata anche alla luce delle criticità che, secondo le organizzazioni, sarebbero emerse durante l'istruttoria. Si tratta di valutazioni e contestazioni espresse dalle associazioni, sulle quali dovranno pronunciarsi gli organismi competenti nell'ambito della procedura.
Inchiesta pubblica sui termovalorizzatori, la richiesta delle associazioni
L'inchiesta pubblica è prevista dal Codice dell'ambiente per consentire una partecipazione più ampia nei procedimenti relativi a opere di particolare complessità e rilevanza ambientale. Le associazioni che si oppongono ai due termovalorizzatori chiedono che venga attivata proprio questa procedura, ritenendola necessaria per ampliare il confronto sui progetti.
La Regione, invece, sta proseguendo l'iter autorizzativo attraverso la conferenza dei servizi e la raccolta delle osservazioni. Il nuovo termine di 15 giorni consente ora agli interessati di esaminare le ultime integrazioni progettuali prima del prosieguo della procedura.
Intanto, i due termovalorizzatori restano uno dei progetti centrali della strategia regionale sui rifiuti. La Regione li considera impianti destinati a ridurre il ricorso alle discariche e a produrre energia dal trattamento dei rifiuti; il fronte ambientalista continua invece a chiedere ulteriori approfondimenti e un confronto pubblico più ampio.
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