Nuove risorse per sostenere le famiglie in difficoltà con il costo degli affitti e favorire il recupero del patrimonio abitativo esistente. È questa la direzione indicata dalla Regione Siciliana nell'ambito del Piano Casa, il programma nazionale che punta a migliorare l'offerta di abitazioni attraverso interventi di riqualificazione e nuove opportunità di accesso alla casa.
Tra le misure annunciate nell'Isola ci sono il ritorno dell'integrazione del contributo per l'affitto e un sostegno economico per chi intende ristrutturare la propria abitazione. A illustrarle è stato l'assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò, a margine dell'incontro “Piano Casa. Opportunità e prospettive per il territorio”, che si è svolto allo Stand Florio.
Piano Casa in Sicilia, contributo per gli affitti e ristrutturazioni
La Regione intende affiancare il programma del governo nazionale con interventi rivolti alle esigenze abitative dei cittadini. Aricò ha spiegato che il progetto punta anche alla riqualificazione del patrimonio immobiliare già esistente, con l'obiettivo di recuperare abitazioni e ampliare le possibilità di accesso alla casa. «Il governo ci ha indicato un percorso di riqualificazione del tessuto abitativo, che riguarda la creazione di decine di migliaia di nuove abitazioni partendo dalle preesistenti. La Regione farà la sua parte», ha dichiarato l'assessore.
Tra le prime iniziative figura il reinserimento dell'integrazione del contributo per l'affitto, misura che era stata richiesta dallo stesso Aricò e accolta dal governo regionale nell'ultima variazione di bilancio. L'assessore ha anticipato che nei prossimi giorni sarà pubblicato un apposito avviso.
Un'altra misura riguarderà invece chi vuole intervenire sulla propria abitazione. «A breve ci sarà il sostegno anche per la ristrutturazione delle proprie case: interverremo con un contributo fino a 300mila euro a tasso zero e un preammortamento di 24 mesi», ha aggiunto Aricò.
Piano Casa nazionale, tre linee di intervento per l'emergenza abitativa
Il programma nazionale si sviluppa lungo tre direttrici, pensate per rispondere a esigenze abitative differenti. A illustrarne l'impostazione è stato il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, intervenuto allo stesso incontro allo Stand Florio.
Il primo ambito riguarda l'edilizia pubblica essenziale, destinata alle persone e alle famiglie con determinati requisiti di reddito Isee. Il secondo è rivolto a chi non possiede i requisiti economici per accedere all'edilizia residenziale pubblica, ma non dispone neppure delle risorse necessarie per sostenere i prezzi del mercato privato. Il terzo filone riguarda invece gli interventi da realizzare soprattutto nelle Città metropolitane, attraverso progetti definiti dai Comuni e fondati sulla collaborazione tra pubblico e privato.
«Il Piano casa si articola su tre filoni. Uno riguarda l'edilizia essenziale pubblica, per coloro i quali hanno un reddito Isee; un altro riguarda gli immobili di coloro i quali non hanno i redditi per stare all'interno dell'edilizia residenziale pubblica, ma neanche i mezzi per accedere al mercato privato; il terzo filone è riservato invece a quegli interventi, soprattutto nelle Città metropolitane, che devono decidere i Comuni e per i quali vi è un rapporto pubblico-privato», ha spiegato Foti.
Il Piano Casa punta quindi a intervenire su più livelli: dall'edilizia pubblica al sostegno delle fasce intermedie, fino al recupero degli immobili e alla collaborazione con i privati. Per la Sicilia, le misure annunciate dalla Regione dovranno tradursi nei prossimi avvisi e negli strumenti concreti a disposizione di famiglie e proprietari.
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