Rifiuti, maxi gara da 257 milioni per 57 Comuni del Messinese

Rifiuti, maxi gara da 257 milioni per 57 Comuni del Messinese

Rifiuti, maxi gara da 257 milioni per 57 Comuni del Messinese

Un solo grande appalto per cambiare il modo di gestire la raccolta dei rifiuti in 57 Comuni della provincia di Messina. È questa la scelta della Srr Messina Provincia, che ha pubblicato un bando da oltre 257 milioni di euro destinato ad affidare a un unico soggetto, oppure a più imprese riunite in consorzio, i servizi di igiene urbana nei centri dell’ambito.

L’affidamento accompagnerà progressivamente i Comuni fino al 2041 e rappresenta, nelle intenzioni della società di regolamentazione, un cambio di passo rispetto alla frammentazione che ha caratterizzato finora il settore. “Siamo i terzi in Italia, dopo l’Emilia e la Puglia, a indire una gara di questa portata. Sarà una procedura che segnerà un cambiamento nel modo di concepire gli affidamenti dei servizi per la raccolta dei rifiuti”, spiega al Quotidiano di Sicilia il direttore generale della Srr Messina Provincia, Mondello.

Non tutti i Comuni, però, avranno un contratto della stessa durata. Il periodo massimo sarà di 13 anni, mentre quello minimo di sette. “La media nel complesso sarà di dieci anni. Tutto dipenderà dagli attuali appalti in corso: l’aggiudicatario entrerà in servizio alla scadenza dei contratti che sono in vigore”, precisa il direttore.

Rifiuti, un unico gestore per 57 Comuni

La scelta della Srr segue l'impostazione indicata da Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che punta a una gestione sempre più industriale del servizio di raccolta e trattamento dei rifiuti. L’idea è superare la frammentazione e concentrare il servizio nelle mani di un soggetto capace di operare su un territorio molto più ampio. Non più una molteplicità di piccole aziende, dunque, ciascuna impegnata in aree ristrette, ma una gestione coordinata dell’intero ambito.

L’appalto non riguarderà soltanto lo spazzamento, la raccolta e il trasporto dei rifiuti solidi urbani, differenziati e indifferenziati. Nel bando sono compresi anche alcuni servizi amministrativi e finanziari. “Appalteremo anche servizi amministrativi e finanziari, come la redazione del Pef, che attualmente sono affidati a privati con accordi a sé stanti che determinano costi maggiori”, spiega Mondello. L’obiettivo dichiarato è ottenere per i Comuni un risparmio di circa l’8 per cento.

Per questa parte del servizio l’avvio sarà contemporaneo in tutti i Comuni, mentre la raccolta dei rifiuti partirà progressivamente, in funzione della scadenza degli appalti attualmente in vigore.

I Comuni interessati sono Acquedolci, Alcara Li Fusi, Basicò, Brolo, Capizzi, Capo d’Orlando, Capri Leone, Caronia, Castel di Lucio, Castell’Umberto, Cesarò, Falcone, Ficarra, Floresta, Fondachelli-Fantina, Francavilla di Sicilia, Frazzanò, Galati Mamertino, Gioiosa Marea, Graniti, Librizzi, Longi, Malvagna, Mazzarrà Sant’Andrea, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Moio Alcantara, Montagnareale, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Motta d’Affermo, Naso, Novara di Sicilia, Oliveri, Patti, Pettineo, Piraino, Raccuja, Reitano, Roccella Valdemone, Rodì Milici, Sant’Agata di Militello, San Fratello, San Marco d’Alunzio, San Salvatore di Fitalia, Santo Stefano di Camastra, San Teodoro, San Piero Patti, Sant’Angelo di Brolo, Santa Domenica Vittoria, Sinagra, Torrenova, Tortorici, Tripi, Tusa e Ucria.

Mazzarrà Sant’Andrea, la partita della discarica

Nel territorio di competenza della Srr Messina Provincia rientra anche Mazzarrà Sant’Andrea, dove resta aperta una delle questioni ambientali più delicate del Messinese: quella relativa alla discarica dismessa, da tempo in attesa degli interventi di bonifica e messa in sicurezza. Dopo essere riuscita a scongiurare la perdita delle risorse assegnate dal Pnrr, grazie al raggiungimento nei tempi previsti degli obiettivi fissati dal Piano, Invitalia, per conto del governo Schifani, ha pubblicato una gara da oltre 15,5 milioni di euro.

Le imprese interessate avranno tempo fino al 21 settembre per presentare le offerte. Una volta individuato l’aggiudicatario, i lavori di messa in sicurezza dell’area dovrebbero protrarsi per circa due anni e mezzo.

Mazzarrà, il progetto per l’impianto di biogas

Sul futuro di Mazzarrà resta inoltre da chiarire la destinazione del progetto per la realizzazione di una piattaforma di trattamento dei rifiuti con produzione di biogas. L’intervento era stato inizialmente autorizzato e successivamente revocato dalla Regione. La realizzazione era stata ipotizzata attraverso un project financing, con il coinvolgimento della società privata Asja Ambiente. La vicenda si è chiusa sul piano giudiziario con la decisione del Cga, che ha confermato la legittimità delle determinazioni assunte dalla Regione.

Adesso la Srr dovrà valutare se esistano le condizioni per ripensare l’operazione, mantenendo l’impianto nel territorio di Mazzarrà ma eventualmente in un’area diversa da quella della discarica. “Bisogna capire se valga la pena ripensare il progetto mantenendolo su Mazzarrà ma distanziandolo dall’area della discarica oppure no”, spiega Mondello.

Nel frattempo, Asja Ambiente ha ottenuto le autorizzazioni per un impianto analogo a Termini Imerese. La Srr Messina Provincia ha già raggiunto un accordo con l’ente d’ambito di quel territorio per poter conferire i propri rifiuti alle stesse condizioni economiche applicate ai Comuni dell’area. “Da qui ai prossimi due anni, quando l’impianto sarà pronto, valuteremo il da farsi”, conclude Mondello.

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