Cibi afrodisiaci San Valentino: cosa dice davvero la scienza

Cibi afrodisiaci San Valentino: cosa dice davvero la scienza

Cibi afrodisiaci San Valentino: cosa dice davvero la scienza

Ostriche, spezie orientali, cioccolatini e un calice di champagne sono spesso protagonisti del menù romantico. Ma i cibi afrodisiaci San Valentino funzionano davvero?

Secondo gli esperti della piattaforma anti-bufale “Dottore ma è vero che…?” della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici), la risposta è chiara: non esistono evidenze scientifiche solide che dimostrino un reale potere afrodisiaco degli alimenti.

La credenza è antichissima e diffusa in molte culture, ma resta legata più alla tradizione che alla scienza.

Cosa significa davvero afrodisiaco

Il termine “afrodisiaco” richiama Afrodite, dea greca dell’amore, e indica cibi o sostanze a cui vengono attribuite capacità di aumentare desiderio e piacere.

Affinché un alimento possa essere definito realmente afrodisiaco, dovrebbe:

  • Favorire la vasodilatazione e l’afflusso di sangue

  • Stimolare la sensibilità fisica e psicologica

  • Influenzare i livelli ormonali

  • Avere un effetto rapido anche dopo una singola assunzione

Secondo la comunità scientifica, risultati di questo tipo sono più compatibili con terapie farmacologiche o psicologiche, non con un semplice piatto consumato a cena.

Peperoncino e ostriche: hanno davvero effetti afrodisiaci?

Tra i cibi afrodisiaci San Valentino più citati troviamo il peperoncino e le ostriche. Il peperoncino contiene capsaicina, sostanza studiata per le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche. Tuttavia, un consumo occasionale e in piccole quantità non produce effetti significativi sul desiderio sessuale. Le ostriche, invece, sono spesso associate allo zinco, minerale collegato alla produzione di testosterone. Anche in questo caso, però, non esistono prove scientifiche che dimostrino un miglioramento diretto delle funzioni sessuali.

Cioccolato e alcol: stimolanti o effetto contrario?

Il cacao può influenzare l’umore grazie a sostanze come serotonina e feniletilammina, che aumentano la sensazione di piacere. Tuttavia, per ottenere un effetto significativo sarebbe necessario consumarne quantità poco salutari. Gli studi non hanno dimostrato un impatto diretto sul desiderio sessuale.

Per quanto riguarda l’alcol, l’idea che un calice di vino abbia poteri afrodisiaci è fuorviante. Se inizialmente può favorire rilassamento e ridurre l’ansia, con l’aumento della concentrazione nel sangue le funzioni dell’organismo si deprimono, comprese quelle legate alla sfera sessuale.

L’abuso cronico può portare a problemi come disfunzione erettile ed eiaculazione precoce: effetti tutt’altro che afrodisiaci.

Cibi afrodisiaci San Valentino: meglio puntare su atmosfera e complicità

I cibi afrodisiaci San Valentino restano quindi più un mito romantico che una realtà scientifica. Questo non significa rinunciare a una cena speciale, ma è bene non aspettarsi miracoli dal menù. Atmosfera, intesa e benessere psicologico giocano un ruolo decisamente più importante rispetto a ostriche o cioccolatini.

(Adnkronos)

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