Già dalla serata del 1° gennaio 2026, l’eruzione di Capodanno dell’Etna è diventata virale sui social network. Le colate laviche, chiaramente visibili anche a distanza, hanno attirato l’attenzione di residenti e appassionati da numerosi paesi alle pendici del vulcano. Secondo quanto osservato dagli esperti, l’attività in corso presenta caratteristiche particolari rispetto agli eventi più recenti.
Colata laterale Etna: fenomeno raro ma sotto controllo
In questa fase, sull’Etna si è sviluppata una eruzione laterale, un evento meno frequente che ha destato curiosità e qualche preoccupazione. La colata sembrerebbe essersi spinta molto vicino al centro abitato di Milo, uno dei comuni etnei più esposti all’attività vulcanica.
Tuttavia, come precisano i tecnici, non esiste alcuna minaccia per la popolazione. La lava procede infatti con estrema lentezza, riducendo drasticamente qualsiasi rischio immediato per le abitazioni o le infrastrutture.
Monitoraggio Ingv: dove si trova il fronte lavico
L’Ingv – Osservatorio Etneo di Catania sta seguendo costantemente l’evoluzione del fenomeno attraverso rilievi sul campo e immagini satellitari.
Dalle verifiche emerge che:
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il fronte lavico più avanzato si trova a sud di Rocca Musarra, a una quota di circa 1.580 metri sul livello del mare;
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la bocca effusiva attiva è localizzata nella Valle del Bove, nei pressi di Monte Simone, a circa 2.100 metri di altitudine.
Al momento non si registrano variazioni significative nell’attività eruttiva e la situazione resta costantemente monitorata dagli esperti.
Situazione stabile sull’Etna
L’eruzione di Capodanno rappresenta l’ennesima dimostrazione della vivacità dell’Etna, ma anche dell’efficacia dei sistemi di controllo. L’attività resta sotto osservazione, senza impatti sulla sicurezza dei cittadini e senza necessità di interventi straordinari.
Immagine di repertorio
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