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Messina, donna tenta il suicidio con il gas e rischia la strage

Messina, donna tenta il suicidio con il gas e rischia la strage

Messina, donna tenta il suicidio con il gas e rischia la strage

Sarebbe potuta essere una strage. Questo quanto appurato dagli uomini della Polizia di Stato intervenuti questa mattina nella zona di Minissale, quartiere popolare a sud di Messina nel tentativo di sventare una presunta lite tra marito e moglie.

Giunti sul luogo per la richiesta di soccorso effettuata proprio dalla donna, una messinese di 63 anni, che sarebbe stata vittima della denunciata violenza, gli agenti sono riusciti a entrare all’interno dell’abitazione nonostante proprio la signora avesse a più riprese tentato di dissuaderli dall’aprire la porta.

L'odore di gas nell'abitazione, il rischio di far esplodere tutto

Già sul pianerottolo gli agenti avevano ravvisato un fortissimo odore di gas provenire dall’interno della casa della 63enne, con il marito che non risultava invece presente nell’abitazione – come da lei dichiarato al telefono - e in un secondo momento rintracciato sul luogo di lavoro nel quale si era recato diverse ore prima.

Una volta fatta irruzione, i quattro poliziotti hanno subito soccorso la donna, che a stento riusciva a reggersi in piedi, riuscendo poi a chiudere il gpl che si sprigionava da una bombola presente in una stufa situata in cucina e ad aprire tutte le finestre di casa, fino a quel momento bloccate. Il suono di un campanello sarebbe stato sufficiente, come confermano alcuni testimoni che hanno assistito alla scena dalle palazzine limitrofe, a far saltare in aria l’intero palazzo.

L'intervento di pompieri e 118

Sul luogo immediato anche l’arrivo da parte dei vigili del fuoco provenienti dalla centrale di via Salandra e dei sanitari del 118 per prendere in carico la donna con difficoltà respiratorie e in evidente stato di choc. È stato proprio il marito della 63enne a spiegare agli agenti, una volta sopraggiunto, che la donna sarebbe in cura da tempo presso il locale distretto sanitario e che non si tratti del primo tentativo di suicidio.

In questo caso, il sangue freddo degli agenti e l’aver compreso dal primo momento quanto sospetta risultasse quella chiamata al numero di emergenza, dopo diverse ore ha consentito di sventare una possibile strage in un quartiere estremamente popoloso della città. La signora, che negli ultimi giorni, a quanto pare, aveva interrotto le cure alle quali era sottoposta, è stata poi trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale Papardo di Messina.

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