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Ponte sullo Stretto, i sindaci di Sicilia e Calabria chiedono di sospendente la Conferenza dei servizi

Ponte sullo Stretto, i sindaci di Sicilia e Calabria chiedono di sospendente la Conferenza dei servizi

Ponte sullo Stretto, i sindaci di Sicilia e Calabria chiedono di sospendente la Conferenza dei servizi

Sospendere la conferenza dei servizi finché non verrà fatta chiarezza in merito all’approvazione del progetto definitivo del ponte sullo Stretto da parte della Commissione Via - Vas del Ministero dell’Ambiente. A chiederlo a gran voce sono stati i sindaci di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, e di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti. A sposare l’iniziativa, con la conferma arrivata al Quotidiano di Sicilia, anche il sindaco di Messina, Federico Basile.

“Abbiamo apposto la firma anche noi, si tratta di una iniziativa comune e intendiamo condividere pienamente questa istanza”, ha confermato Basile ai microfoni del QdS. Una sospensione che è già stata richiesta in forma ufficiale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La data segnata sul calendario non è casuale: “fino al 12 settembre, o, comunque, fino all’eventuale ulteriore termine di sospensione della “parallela” conferenza dei servizi dinnanzi al Mase”, aggiunge il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà.

Una data importante

Il 12 settembre è il giorno segnato in rosso sul calendario rispetto a quando la Stretto di Messina Spa sarà chiamata a presentare tutte le integrazioni documentali richieste dalla Commissione Via – Vas il 17 aprile scorso, richieste per le quali la società presieduta da Pietro Ciucci ha a sua volta fatto riferimento alla proroga di 120 giorni, così da poter fornire tutti gli incartamenti necessari per una analisi completa del ministero. Da tenere in considerazione, in questo passaggio, la sostituzione dell’attuale Commissione Via – Vas, alla quale non è stato rinnovato il mandato in scadenza proprio questo maggio, con una nuova Commissione di esperti accuratamente selezionata dall’attuale governo in carica.

“Il Mit – sostengono i sindaci delle due sponde dello Stretto – dovrà attendere la Via-Vas quale atto preliminare e propedeutico per il proprio parere e la Conferenza dei servizi non potrà non tenere conto delle risultanze che emergeranno a seguito delle integrazioni documentali depositate dalla 'Stretto di Messina', a maggior ragione per quanto sostenuto dalla stessa nella richiesta di proroga”.

A pesare, in modo particolare, l’avvio dell’iter del processo espropriativo, con le controdeduzioni nel merito che potranno essere fornite alla Stretto di Messina Spa entro i primi giorni di giugno, all’interno dunque dei sessanta giorni di tempo accordati nel DL approvato dal governo. Nonostante le oltre 270 richieste documentali formulate ai tecnici di Pietro Ciucci, nessuna proroga è in questo caso stata concessa dalla stessa società ai circa 1800 cittadini interessati dal piano espropri tra Sicilia e Calabria.

Per i tre sindaci, “gli approfondimenti e le integrazioni documentali richieste presuppongono anche l'esecuzione di analisi e indagini, ed è condivisa l’esigenza di svolgere nel modo più accurato ed approfondito le integrazioni nell'ottica di dare piena ed effettiva promozione al valore ambiente”.

Le integrazioni documentali

La prossima Conferenza dei servizi è fissata a Roma per il prossimo 8 giugno, data nella quale non potranno essere presentate le integrazioni documentali richieste proprio alla Stretto di Messina. “Le amministrazioni locali stanno lavorando al fine di richiedere in conferenza istruttoria integrazioni che presuppongono la conoscenza degli studi e delle risultanze che saranno prodotte dalla società, ma le stesse non potranno rispettare la scadenza del Mit fissata al prossimo 8 giugno”.

Dopo la bocciatura della Città metropolitana del progetto ponte, con la conferma dei tecnici presentata prima alla Conferenza dei servizi del 16 aprile scorso e ribadita la scorsa settimana in audizione in Commissione ponte a Messina, i sindaci fanno quadra rispetto al loro no al progetto. E procedono attraverso gli incartamenti in grado di esprimere un parere istruttorio. Per la Caminiti, “La scadenza imposta dal Mit per i pareri dell'8 giugno non può essere rispettata, non ci sono le basi su cui esprimere un parere rispetto a un progetto che non è un progetto definitivo”. Un passaggio che porterà il Comune di Villa San Giovanni a esprimersi solo una volta che sarà espresso un parere definitivo del Ministero dell’Ambiente, con l’iter che nell’eventualità proseguirà poi sul tavolo del Cipess.

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