Sono stati consegnati i lavori di messa in sicurezza del porticciolo di Porto Rossi a Catania, gravemente danneggiato dalle mareggiate causate dal ciclone Harry lo scorso febbraio. L'intervento riguarda anche il ripristino della struttura e la rimozione delle imbarcazioni rovinate o affondate, per scongiurare rischi ambientali legati allo sversamento di carburante nello specchio d'acqua. L'opera è stata assegnata con procedura di somma urgenza dal Genio civile di Catania all'impresa Idresia Infrastrutture di Isernia, per un importo di 776.000 euro. I lavori dovranno concludersi entro 150 giorni.
I danni del ciclone Harry al porticciolo di Porto Rossi
Le devastanti mareggiate di fine gennaio hanno lasciato il segno su Porto Rossi. Numerose imbarcazioni da diporto ormeggiate nel porticciolo sono state affondate, altre scaraventate sulla scogliera vicina con il concreto rischio di sversamento di carburante nello specchio d'acqua. Le ondate hanno causato anche lo smottamento della via d'accesso allo scalo, che risulta inaccessibile sia via terra sia via mare per la presenza di grossi scogli spostati dalla forza del mare. Danni consistenti hanno colpito anche le strutture fisse e i pontili.
Schifani: "Lavoriamo senza sosta per i danni del ciclone Harry"
Il presidente della Regione Renato Schifani ha commentato l'avvio dei lavori sottolineando l'urgenza dell'intervento su più fronti: "La rapidità dell'avvio degli interventi ha un forte impatto in funzione dell'operatività dell'infrastruttura, ma anche di salvaguardia dell'ambiente per i rischi che la presenza di relitti e di sostanze inquinanti comporta."
Schifani ha poi aggiunto: "Lavoriamo senza sosta per rimediare ai danni eccezionali causati dal ciclone Harry, che ho avuto modo di constatare di persona nelle visite ai luoghi più colpiti. Stiamo mobilitando risorse importanti ed energie consistenti e la lista di lavori consegnati si allunga ogni giorno." Un impegno che, dopo la messa in sicurezza di Porto Rossi a Catania, continua su tutti i fronti colpiti dall'emergenza.
Lascia una risposta