Un immobile sottratto alla criminalità organizzata diventa un punto di riferimento per i giovani e le famiglie di Vaccarizzo. A Catania è stato inaugurato Spazio Lab 2.0, il nuovo centro educativo e di aggregazione sociale realizzato in via Scirocco 5, nel Villaggio Delfino, all’interno di un bene confiscato alla mafia nel 1989 e recuperato per restituirlo alla comunità.
Il progetto punta a offrire ai minori nuove occasioni di apprendimento, socializzazione e crescita, attraverso attività educative, laboratori e iniziative sportive e culturali. La struttura si trova vicino al litorale della Playa e, durante l’estate, gli spazi esterni potranno essere utilizzati anche per attività di colonia marina sociale.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, con l’obiettivo di trasformare luoghi legati al passato criminale in risorse per il quartiere.
Spazio Lab 2.0 a Catania, investimento da 282.600 euro con il PNRR
L’intervento è stato finanziato con 282.600 euro del PNRR, nell’ambito della Missione 5 “Inclusione e coesione”. I lavori hanno riguardato un immobile di circa 176 metri quadrati, dotato di piscina e circondato da un’area esterna di oltre 500 metri quadrati.
Il bene, confiscato a un esponente del clan Santapaola, è stato riqualificato e adattato per ospitare un centro educativo di prossimità. Tra gli obiettivi del progetto ci sono il contrasto alla povertà educativa e alla dispersione scolastica, insieme alla creazione di spazi in cui i ragazzi possano sviluppare capacità, interessi e relazioni positive. Il recupero rientra tra gli interventi seguiti dal prefetto Paola Spena, commissario straordinario per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Sostegno scolastico, teatro, musica e sport per i ragazzi di Vaccarizzo
Le attività di Spazio Lab 2.0 si svolgeranno prevalentemente nel pomeriggio e comprenderanno sostegno scolastico, laboratori artistici, teatro, musica e sport. Sono previsti anche percorsi dedicati all’educazione alla legalità, alla cittadinanza attiva e alla tutela dell’ambiente.
Il centro punta a favorire l’inclusione e la partecipazione dei giovani, creando occasioni di incontro e collaborazione tra scuola, istituzioni, associazioni e realtà del territorio. La vicinanza al mare rappresenta inoltre una risorsa per le attività estive, con la possibilità di utilizzare gli spazi esterni per la colonia marina sociale.
La gestione è affidata a un’associazione temporanea di scopo con capofila la Cooperativa sociale Controvento. Partecipano anche le cooperative sociali Team, Mosaico, SolidarietàChePassione, I Girasoli, Prospettiva, Marianella Garcia e Futura 89, insieme all’associazione Talità Kum. L’inaugurazione è stata accompagnata dall’esibizione dell’Orchestra da Camera diretta dal maestro Fabio Raciti, nell’ambito del progetto Musica Arte e Cultura.
Lombardo: «Restituiamo alla città un bene sottratto alla mafia»
Alla cerimonia hanno partecipato l’assessora comunale ai Beni confiscati e alle Politiche giovanili Viviana Lombardo, in rappresentanza del sindaco Enrico Trantino, il prefetto Paola Spena e il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi. Presenti anche rappresentanti della Prefettura, della Questura, della scuola e del terzo settore, tra cui il vicecapo di Gabinetto della Prefettura Fabio Magnano, il vicario del Questore Salvatore Montemagno, la dirigente dell’Istituto comprensivo Rita Atria Cettina Tumminia e il presidente della cooperativa Controvento Daniele Casella. «È una giornata importante perché restituiamo alla città un bene sottratto alla mafia, trasformandolo in uno spazio di incontro, crescita e opportunità per i ragazzi di Vaccarizzo», ha dichiarato Lombardo.
L’assessora ha sottolineato che la struttura ospiterà attività educative e laboratori, anche in collaborazione con l’Istituto comprensivo Rita Atria. Il progetto, ha aggiunto, rappresenta un segno di rinascita per il quartiere e si inserisce nel programma comunale dedicato al riutilizzo sociale dei beni confiscati.
Restituire questi luoghi alla collettività significa investire nelle nuove generazioni, creando opportunità di crescita e rafforzando il senso di comunità.
Il prefetto Spena: «Le periferie devono avere le stesse opportunità»
Il prefetto Paola Spena ha evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni e comunità nella lotta alla criminalità organizzata. «Iniziative come questa dimostrano che lo Stato contrasta il malaffare quando istituzioni e comunità lavorano insieme», ha affermato, richiamando l’impegno per recuperare i beni confiscati e restituirli ai cittadini. Spena ha ricordato che il Comune di Catania ha ottenuto finanziamenti PNRR per sei progetti dedicati al recupero dei beni confiscati: tre risultavano già inaugurati, mentre gli altri erano prossimi al completamento.
La visita istituzionale era iniziata negli uffici comunali dedicati ai beni confiscati, in via Monte Sant’Agata, per poi proseguire a Palazzo degli Elefanti, dove il prefetto è stata ricevuta dal sindaco Enrico Trantino. Durante l’incontro, Spena ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’amministrazione comunale. Il commissario straordinario ha inoltre richiamato l’attenzione sulle periferie, sottolineando che anche i giovani che vivono nelle aree più distanti dal centro devono poter accedere a servizi adeguati e alle stesse opportunità degli altri cittadini.
L’inaugurazione di Spazio Lab 2.0 segue quella, avvenuta nel gennaio 2026, di un altro centro per i giovani realizzato in un bene confiscato e situato in una zona periferica della città.
Il sindaco Trantino ha ringraziato il prefetto per gli apprezzamenti, sottolineando l’importanza del lavoro di squadra e della collaborazione con il mondo dell’associazionismo, insieme all’impegno degli uffici comunali, dell’assessora Lombardo e del consulente per i beni confiscati Michele Cristaldi.
Con l’apertura di Spazio Lab 2.0, il bene confiscato a Vaccarizzo assume una nuova funzione sociale: diventare un luogo in cui i ragazzi possano studiare, coltivare interessi e costruire relazioni. Un intervento che punta a trasformare la legalità in un’opportunità concreta per il quartiere.
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