Il tema degli autovelox non omologati continua a essere uno dei più discussi in Italia. Da anni, infatti, migliaia di sanzioni vengono contestate per irregolarità nelle procedure di omologazione, rendendo in molti casi le multe annullabili.
Secondo le ultime stime, in Italia sarebbero attivi oltre 11 mila dispositivi di rilevazione della velocità, ma solo 3.800 risultano inseriti nell’elenco ufficiale del Ministero dei Trasporti. Un divario che ha alimentato ricorsi, sentenze e un crescente clima di incertezza per automobilisti e amministrazioni locali.
Nuovo decreto sugli autovelox: verso una sanatoria dei dispositivi
Il Governo è al lavoro su un nuovo decreto sugli autovelox, atteso nelle prossime settimane, con l’obiettivo di mettere ordine definitivo alla normativa.
Il provvedimento, che riprende in parte un testo già presentato e poi ritirato nel marzo dello scorso anno, dovrebbe introdurre una sanatoria per gli autovelox più recenti. In particolare, tutti i dispositivi approvati dal 2017 in poi potrebbero essere considerati automaticamente omologati, consentendo così la regolarizzazione di migliaia di apparecchi oggi contestati.
Autovelox vecchi a rischio: cosa succede ai dispositivi più datati
Diversa la situazione per gli autovelox installati da oltre dieci anni, che rischiano di non rispettare i nuovi criteri tecnologici e normativi. Su questi dispositivi resta il dubbio:
-
spegnimento immediato, oppure
-
periodo di transizione per adeguarsi alle nuove regole.
Anche questo aspetto dovrebbe essere chiarito dal decreto in arrivo, che punta a una regolamentazione uniforme su tutto il territorio nazionale.
Come verificare se un autovelox è a norma e fare ricorso
In caso di multa per eccesso di velocità, è fondamentale controllare alcuni elementi chiave del verbale:
-
notifica entro 90 giorni
-
indicazione di luogo, data e ora
-
numero di matricola dell’autovelox
-
riferimento all’omologazione o approvazione
Se il dispositivo indicato non risulta nell’elenco ufficiale del Ministero dei Trasporti, la sanzione può essere impugnata.
Ricorso multa autovelox: tempi e regole da rispettare
Il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla notifica e solo a una condizione fondamentale: la multa non deve essere stata pagata.
Il pagamento, infatti, equivale ad accettazione della sanzione e annulla qualsiasi possibilità di ricorso. Anche nel caso di autovelox omologato, resta aperta la verifica sull’anzianità del dispositivo: se troppo datato e non conforme agli standard post-2017, potrebbe comunque risultare irregolare.
Lascia una risposta