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Rc auto, in Sicilia aumento del tutto spropositato

Rc auto, in Sicilia aumento del tutto spropositato

Rc auto, in Sicilia aumento del tutto spropositato

PALERMO - L’assicurazione Rc aumenta del 9% in media su tutto il territorio regionale. Un’impennata che supera il dato medio italiano, che registra sicuramente un aumento considerevole, ma che non arriva all’8%. Anche in termini di prezzo medio assoluto non si scherza: se la media nazionale si ferma a 388 euro, a Messina, la più esosa delle province siciliane, si arriva a 391,44 euro, con un aumento dell’8,7%. A seguire, Catania, a 385,59 euro, e un aumento dell’8,9%.

Palermo si ferma poco sotto, a 370,51 euro, con un +9,4%. Siracusa arriva a 363,92 euro di premio medio, e una variazione annua del 9,10%; Ragusa a 356,12 euro, rimane sotto la media nazionale in termini percentuali, al +7,3%. Trapani segna l’aumento minore, del 6,4%, arrivando a 346,17 euro. In contrapposizione, Caltanissetta, poco sotto in termini di cifra assoluta, a 342,29 euro, segnala un aumento percentuale del 12%, il più alto della regione e d’Italia, a pari merito con Vercelli. In ultimo, Agrigento, a 316,91 euro (+9,2%) e Enna, a 277,88 euro, (+8,1%). Dopo una lenta discesa partita nel 2014, i prezzi stanno tornando a salire, senza alcuna gradualità.

Rc auto, un rialzo del tutto spropositato

L’Unione nazionale consumatori ha voluto esprimere in modo molto deciso la propria contrarietà, commentando i dati resi noti dall’Ivass, l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni: “Una vergogna! Un prezzo che non si registrava dall’ottobre del 2019 quando era pari a 403,96 euro. Un rialzo del tutto spropositato, che non trova alcuna giustificazione, se non la volontà di aumentare i profitti a scapito delle famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. “Anche sul fronte del differenziale tra città virtuose come Aosta e Napoli non si registra alcun miglioramento”, conclude Dona.

In termini di variazione annuale, l’andamento è catastrofico

Secondo l’Ivass, infatti, il differenziale di premio tra Napoli e Aosta è di 239 euro, ed è stabile su base annua, per cui è evidente come non sia stato apportato alcun aggiustamento per colmare il divario. In generale, il premio medio effettivo risulta più elevato al Centro, arrivando a 424 euro e al Sud, fermo a 413 euro. In termini di variazione annuale, l’andamento è catastrofico: dal 2014 il premio medio è sempre diminuito, anche in termini importanti, con percentuali in negativo, che vanno dall’8% a scendere; nel 2022 il premio medio si era mantenuto pressocchè stabile, con una riduzione di appena -0,6%. Il 2023, invece, è definito da questo picco in risalita di diversi punti percentuali.

Da tempo i gruppi assicurativi italiani avevano preannunciato un aumento delle tariffe, dovuto all’impatto che l’inflazione ha avuto sull’intera filiera della gestione del sinistro. Rispetto allo scorso anno, come evidenziato dal Codacons, “si registra un incremento di circa 28 euro a polizza, ma se si considera che in Italia, in base all’ultimo dato fornito da Ivass, circolano 43 milioni i veicoli assicurati, di cui 32,5 milioni di autovetture, la stangata solo per la categoria degli automobilisti raggiunge la maxi-cifra di 910 milioni di euro”. A livello nazionale, Prato scavalca Napoli in cima alla classifica delle città più costose, con un premio di 558 euro, mentre il capoluogo partenopeo di ferma a 556 euro.

In terza posizione, Caserta, a 499 euro, seguita da Pistoia a 484 euro. Bisogna scendere alla 34esima posizione per trovare Messina, la prima siciliana in elenco. Enna si trova invece sul podio delle città più economiche, seguita da Potenza, a 290 euro, e Oristano, a 291 euro. Al quarto posto troviamo Campobasso e Pordenone, a 398 euro.

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