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Sprechi alimentari, essere solidali è un gesto che conviene

Sprechi alimentari, essere solidali è un gesto che conviene

Sprechi alimentari, essere solidali è un gesto che conviene

Se lo scorso 29 settembre si celebrava la prima Giornata internazionale della consapevolezza su sprechi e perdite alimentari, risale al 2014 l’istituzione in Italia della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare ad opera della campagna Spreco Zero e dell’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari (Distal), in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente. Oggi, 5 febbraio, ricorre l’ottava edizione, ancora una volta incentrata sulla sensibilizzazione e sulla responsabilizzazione dei cittadini su un problema che riguarda l’intero pianeta. Stando ai dati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) sulle stime globali, ogni anno viene sprecato o perso circa un terzo dei beni alimentari prodotti per il consumo umano. SPRECO ALIMENTARE, POVERTÀ E FAME. PROBLEMATICHE PARADOSSALI Una problematica, quella dello spreco alimentare, che entra in contrasto con un altro radicato e sempre attuale dramma che colpisce milioni di persone nel mondo: la fame. Oggi circa 690 milioni di individui non riescono a racimolare il cibo utile a nutrirsi; le persone che invece non possono condurre una sana vita alimentare raggiungono i 3 miliardi. Un paradosso che la pandemia da Covid-19 non ha fatto altro che accentuare dal momento che tra i suoi effetti collaterali vi è anche un aumento della povertà. Nel rapporto 2020 stilato da Caritas Italiana, facendo riferimento ai dati provenienti dai vari centri di ascolto, il tasso dei “nuovi poveri” rispetto al 2019 si è innalzato passando dal 31% al 45%: ciò significa che almeno un individuo su due si rivolge alla Caritas per la prima volta. A CATANIA L’INVENDUTO NON VIENE SPRECATO Dati allarmanti ai quali si contrappone un flebile spiraglio di luce rappresentato dai commercianti catanesi. In Sicilia, terra di grande ospitalità, non ci si poteva aspettare altrimenti. Alcuni piccoli imprenditori del settore alimentare ci hanno raccontato che, al fine di ridurre al minimo gli sprechi di cibo, poco prima che i prodotti scadano li dividono tra i propri dipendenti e, nei panifici, l’invenduto viene anche consegnato alle persone più bisognose mentre parte del pane viene reimpiegato per produrre confezioni di mollica da rivendere successivamente. LO SPRECO ALIMENTARE NELLA GDO Differente il discorso riguardante la Grande Distribuzione Organizzata. Grazie alla legge n. 166 del 2016 promulgata “per la cessione gratuita degli alimenti a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi alimentari”, anche le catene di supermercati possono donare i prodotti in scadenza e ciò avviene anche a Catania. Due, tre giorni prima della scadenza indicata sulla confezione, i prodotti vengono ceduti a enti come "Banco Alimentare" o ‘"Comunità di Sant'Egidio" - ci fa sapere un dipendente della GDO -. È bene precisare che tale donazione riguarda solamente i prodotti confezionati, non quelli rotti perché questi ultimi potrebbero essere contaminati. Dei prodotti in scadenza vengono destinati agli enti sopracitati quelli che riportano sulla loro confezione la formula "da consumarsi preferibilmente entro…" . Se nella confezione non è presente la dicitura "preferibilmente" o viene riportata solo la data di scadenza, la merce non viene donata per paura che possa essere nociva. I prodotti che non possono essere né venduti né donati sono pochissimi - specifica il dipendente - e vengono smaltiti dallo stesso supermercato ad eccezione di quella merce per la quale l’azienda fornitrice prevede il reso, in quest’ultimo caso le confezioni vengono restituite al mittente. DATA DI SCADENZA O PERIODO MINIMO? Al fine di ridurre gli sprechi in ambito domestico, è opportuno fare un distinguo delle formule utilizzate sui prodotti per indicarne la scadenza. La dicitura “da consumarsi preferibilmente entro…” indica il termine minimo di conservazione del prodotto. Ciò significa che se quest’ultimo viene conservato correttamente, trattiene tutte le sue proprietà e potrà essere consumato anche nei giorni successivi la data indicata sulla confezione senza correre alcun rischio di sicurezza. Qualora sulla confezione del prodotto venga indicata solo la scadenza - utilizzata generalmente per i cibi rapidamente deperibili ossia i freschi (latticini, pasta fresca, carni, pesce etc.) - senza la formula contenente il “preferibilmente”, questo dovrà essere consumato entro la data indicata, superata la quale il prodotto in questione potrebbe risultare nocivo a causa della proliferazione batterica. COMBATTERE LO SPRECO ED ESSERE SOLIDALE CONVIENE La legge 166/2016 prevede, all'articolo n. 17, degli incentivi per le aziende operanti nel settore alimentare che effettuano la cessione gratuita a fini solidali di cibo, in particolare, il Comune "può applicare - si legge - un coefficiente di riduzione della tariffa (relativa alla tassa sui rifiuti ndr) proporzionale alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita e oggetto di donazione”. Fungendo da stimolo per le attività commerciali che si occupano di vendita di prodotti alimentari, tale incentivo è altresì un contributo utile a contrastare il fenomeno dello spreco alimentare. Alessandra La Farina

redazione

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