Il settore delle costruzioni in Sicilia è in crisi strutturale. I dati dell'Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia relativi al primo trimestre del 2026 parlano chiaro: le imprese attive nel comparto edilizio sono 21.850, ma nel solo periodo gennaio-marzo si sono registrate 1.627 chiusure a fronte di appena 698 nuove iscrizioni, un saldo negativo che conferma la fragilità del settore. A lanciare l'allarme è ANCE Sicilia, attraverso il Gruppo Giovani Imprenditori presieduto da Gianluca Zaccaria.
I dati: imprese che chiudono e under 35 sempre più rari
Oltre al saldo negativo, preoccupa la struttura stessa del comparto: quasi la metà delle imprese — 11.609 — è costituita da ditte individuali o con un solo addetto, riducendo il numero di realtà realmente strutturate a poco più di 10mila. A pesare ancora di più è il dato sul ricambio generazionale: secondo l'analisi di Infocamere, sono appena 3.797 le imprese edili guidate da under 35, circa un terzo del totale. Il comparto occupa oltre 72mila addetti, ma la tenuta futura dipende da una generazione che fatica ad avvicinarsi al settore.
Zaccaria: "Le famiglie denigrano l'edilizia, ma non è un lavoro di Serie B"
Il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di ANCE Sicilia, Gianluca Zaccaria, individua cause culturali profonde dietro la crisi: «Il problema non riguarda solo la mancanza di manodopera, ma anche la difficoltà di trovare una nuova generazione di imprenditori edili. Le famiglie preferiscono mandare i giovani all'università, denigrando il lavoro edile. Persiste ancora il retaggio della muratura come occupazione di ripiego». Un atteggiamento che, secondo Zaccaria, si intreccia con l'attrattiva dei modelli di guadagno rapido promossi sui social — dall'influencer al consulente finanziario — che allontanano i giovani da settori produttivi concreti. «Vogliamo ribadirlo: questo non è un lavoro di Serie B».
Il piano ANCE: tour nelle scuole e università per avvicinare i giovani all'impresa edile
Per invertire la tendenza, il Gruppo Giovani Imprenditori ha avviato un tour negli istituti tecnici e nelle università dell'Isola. L'obiettivo è raccontare cosa significa fare impresa nel settore delle costruzioni, oltre i luoghi comuni. «Vogliamo far capire agli studenti che il lavoro edile non è soltanto fatica, ma può diventare gratificazione — spiega Zaccaria —. La gratificazione di vedere nascere qualcosa realizzato da sé stessi, fosse un palazzo o la rinascita di una scuola distrutta. Dietro ogni infrastruttura, ospedale o abitazione c'è il lavoro di imprenditori che investono, rischiano e contribuiscono concretamente allo sviluppo delle comunità».
Per farlo in modo efficace, conclude Zaccaria, è indispensabile un'alleanza tra istituzioni, sistema formativo e imprese per cambiare la percezione culturale delle professioni tecniche e artigiane. «L'edilizia rappresenta una delle chiavi dello sviluppo economico dei prossimi decenni in Sicilia. Ma senza una nuova generazione disposta a raccogliere questa sfida, il rischio è di perdere un asset fondamentale per l'intera regione».
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