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Avviso 7, quasi 80 milioni di euro per “rivoluzionare” la formazione in Sicilia

Avviso 7, quasi 80 milioni di euro per “rivoluzionare” la formazione in Sicilia

Avviso 7, quasi 80 milioni di euro per “rivoluzionare” la formazione in Sicilia

È stato aperto dall’Assessorato alla formazione l’Avviso 7 per la costituzione del catalogo dell’offerta formativa e correlata alla realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell’occupabilità in Sicilia.

In tutto una prima finestra da quasi 80 milioni di euro che ha come obiettivo “l’accrescimento dell’occupabilità della popolazione in età lavorativa attraverso l’aggiornamento di conoscenze, abilità e competenze con un focus sull’utilizzo di tecnologie informatiche, nonché la riqualificazione delle competenze mediante il conseguimento di qualifiche professionali, in un’ottica di rafforzamento delle specificità dell’economia siciliana”.

L’annuncio è stato dato dal direttore generale del dipartimento, Maurizio Pirillo, nel corso di un convegno organizzato dall’Obr Sicilia e Rete Fondimpresa sulla transizione digitale e il gap di competenze. Sono sette le aree professionali che questa prima finestra dell’avviso finanzia.

Avviso 7, le aree professionali finanziate

Si parte dall’agroalimentare che con 3 milioni di risorse rappresenta il 3,8% dell’avviso, cultura formazione e tecnologie informatiche con 4,3 milioni (5,3%), manifattura e artigianato 1,5 milioni (1,9% dell’ammontare dell’avviso), meccanica impianti e costruzioni che vale 17 milioni di euro (il 22,5%), servizi alla persona pesa per 7,8 milioni di euro per il 9,3% dell’avviso.

La voce servizi commerciali è quella che vale di più nell'Avviso 7, con 29 milioni a disposizione (che rappresentano il 37% dell’ammontare totale) e, infine, turismo e sport con 15,6 milioni, che sfiora quota 20%. Le cifre non spese in questa prima finestra verranno riproposte in una seconda finestra dell’avviso, è stato spiegato nel corso dell’incontro.

Pirillo “apriamo al mondo”

“Con questo avviso abbiamo aperto al mondo”, ha spiegato Pirillo. “Prima avevamo un sistema in cui pochi enti facevano tutti le stesse cose. Serve - ha aggiunto - che da parte del sistema della formazione ci sia una presa di coscienza per proporre un catalogo di fabbisogni che sono presenti in Sicilia ma che non vengono proposte”.

“Superiamo le criticità di un vecchio sistema della formazione che era legato a un sistema produttivo che adesso non esiste più. Per governare il processo serve maggiore sorveglianza tra i soggetti atti alla materia”. Per quanto riguarda la vecchia programmazione, invece, Pirillo spiega come “riusciremo a raggiungere il target a dicembre, ma serve riuscire a creare strumenti stabili di attrazione delle risorse altrimenti spenderemo solo un terzo del miliardo disponibile nel nuovo ciclo”.

I casi esaminati

Nel corso della giornata di confronto sono state presentate alcune iniziative di formazione condotte da aziende siciliane grazie all’Obr Sicilia e Fondimpresa, un organismo bilaterale creato da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil con percorsi di formazione studiati per essere “tagliati” sulle esigenze delle aziende e dei lavoratori. “La formazione continua”, ha detto Maria Pensabene, alla guida dell’Obr Sicilia, “in ciascuno dei casi esaminati, ha mostrato di avere prodotto output coerenti con le attese e le esigenze di efficacia espresse dalle aziende. Il cambiamento sul lavoro generato dalla formazione è la miglior prova dell’impatto positivo che essa ha avuto sul personale coinvolto che si è ritrovato ad avere maggiori e più qualificate competenze che si traducono in un accrescimento della produttività”.

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