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Garanzia giovani, in Sicilia qualcosa è andato storto

Garanzia giovani, in Sicilia qualcosa è andato storto

Garanzia giovani, in Sicilia qualcosa è andato storto

Palermo - Moltissimi i giovani siciliani che hanno aderito al programma Garanzia Giovani, troppo pochi quelli che in conclusione hanno trovato un lavoro. Questo il bilancio di sei anni di attività, e non può definirsi altro che un fallimento.

I dati vengono fuori dal rapporto stilato dall’Anpal, l’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, che si occupa di coordinare le reti dei servizi per le politiche del lavoro, mediante interventi e servizi che migliorino l’efficienza del mercato. Il rapporto fornisce un bilancio complessivo su Garanzia Giovani dalla sua attuazione fino al 31 dicembre 2022, e la Sicilia non ne esce bene. Dall’inizio del programma, l’Isola si pone tra le regioni con il maggior numero di giovani che si sono registrati, insieme a Lombardia e Campania. Tale dato riflette evidentemente il peso relativo dei cosiddetti Neet, giovani che non studiano e non lavorano, presenti in ogni Regione.Nella fase successiva, queste stesse regioni confermano la maggiore partecipazione dei giovani.

L'andamento annuale delle prese in carico

Osservando l’andamento annuale delle prese in carico tra il 2014 e il 2022 si delinea un trend decrescente: dopo il picco del 2015, anno di avvio effettivo del Programma, nelle annualità successive il numero dei giovani presi in carico dai servizi competenti è via via diminuito con un minimo in corrispondenza del 2020, anno della pandemia e del lockdown. Nel 2021 si registra una ripresa, che però non viene confermata nel 2022, anno in cui si nota invece una flessione nella partecipazione dei giovani al Programma.

Qualcosa deve essere andato storto

La Sicilia si pone in un range superiore alla media nazionale anche per quanto riguarda la presa in carico, il processo per cui i giovani sono stati convocati da un servizio per il lavoro ed hanno sottoscritto un patto di servizio. Rispetto ad un tasso di presa in carico medio nazionale dell’85%, la Sicilia arriva all’89,1%. Eppure, qualcosa deve essere andato storto: al 31 dicembre 2022 la Sicilia segnava un tasso di occupazione del 48%, con 33.810 occupati su un totale di 70.499 giovani coinvolti, contro una media nazionale del 66,4%. Si tratta del valore peggiore della classifica delle regioni; poco sopra, la Calabria, al 52,7%, e la Puglia, al 52,6%, contro i valori massimi registrati in Lombardia (79,3%), il Veneto (77,1%) e la Toscana (75,7%). Un secondo interessante indicatore occupazionale è l’indice di saturazione, dato dal rapporto tra le giornate contrattualmente lavorate nel corso di un anno rispetto al totale delle giornate potenzialmente lavorabili.

Tra 2020 e 2021 la Sicilia mostra un crollo sia in relazione al tasso di occupazione che all’indice di saturazione: se la media nazionale arriva al 35,9% e al 38,6% nei due anni, in Sicilia si scende inesorabilmente al 5,6% e all’11,6%, contro regioni, come la Lombardia, che arriva al 46% e al 49,4%, e l’Emilia Romagna che arriva al 41,8% e al 45%. In tutta Italia, nel periodo 2014-2022 sono circa 879 mila i giovani che hanno partecipato ad una misura di politica attiva prevista dal programma. Di questi, il 36,2% nel Sud e Isole e il 44,3% nelle Regioni del Nord. Non si osservano differenze di genere significative, se non nelle Regioni del Nord-Ovest dove la distanza tra uomini e donne è di 10 punti percentuali a favore dei primi. La fascia di età più coinvolta è quella dei giovani 19-24enni (57,6%), seguita dai più adulti 25-29enni (31,9%). Considerando il profiling, si conferma una maggioranza di giovani più distanti dal mercato del lavoro, anche se la quota di giovani con profiling medio-alto è più consistente: il 42,5% dei giovani ha un livello di profilazione medio-alto e il 35,5% alto.

L’istituzione della Garanzia Giovani nasce dalla raccomandazione della commissione europea dell’aprile 2013, finalizzata a contrastare l’inattività giovanile e a favorire un più agevole ingresso nel mercato del lavoro dei giovani. In Italia il programma è stato avviato il primo maggio 2014 e si rivolge ai 15-29enni disoccupati o inattivi al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione. Il percorso in Garanzia Giovani inizia con la registrazione al Programma da parte del giovane. Entro 60 giorni dall’adesione, il servizio competente lo contatta per fissare un appuntamento: una volta preso in carico, viene definito il percorso personalizzato per l'inserimento lavorativo o per il rientro in formazione/istruzione, in coerenza con le caratteristiche personali, formative e professionali dell'utente definite attraverso il sistema di profiling. Entro 4 mesi dal momento della presa in carico il servizio competente offre al giovane servizi di orientamento e di accompagnamento al lavoro individualizzati, interventi di inserimento e reinserimento in percorsi di istruzione e formazione o un’esperienza di lavoro.

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