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Per i giovani siciliani i centri per l’impiego una vera odissea

Per i giovani siciliani i centri per l’impiego una vera odissea

Per i giovani siciliani i centri per l’impiego una vera odissea

“Ho prenotato il mio appuntamento in mattinata, ma alla fine, dopo avere atteso diverse ore, mi hanno mandato a casa perché il sistema era in tilt”. A parlare è Flavio, uno dei tanti giovani che giornalmente si rivolgono a uno degli oltre sessanta centri per l'impiego (Cpi) della Regione Siciliana. Chi nella speranza – pressoché vana – di stilare un curriculum e sperare in qualche proposta di lavoro, chi, molto più spesso, alle prese con i passaggi necessari a gestire la fine di un'esperienza professionale e accedere alle indennità di disoccupazione, chi, infine, con la voglia di mantenersi aggiornato e, per questo, dotarsi di uno dei documenti che richiesti dagli enti di formazione. Su tutti, la Did, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

Centri per l'impiego in Sicilia, il racconto di un giovane

Nonostante in non pochi casi lo stato dei locali che ospitano i Cpi farebbero pensare diversamente, le pratiche vengono gestite informaticamente sul Silav, il portale della Regione. “Il problema è che funziona tutto male”, commenta Flavio al Quotidiano di Sicilia. Il giovane, come tanti interessato a ottenere la Did, ha toccato con mano le criticità al centro per l'impiego di Acireale. “Insieme ad altri abbiamo aspettato che ci chiamassero, ma quella che sembrava una delle tante attese a cui si è abituati negli uffici pubblici si è rivelata qualcosa di più – continua – In più di un'occasione il personale in servizio ha ammesso di dover fronteggiare problemi tecnici con la piattaforma”. Disservizi che, stando a quanto si intuisce dagli annunci pubblicati sulle pareti del centro per l'impiego, non sono una novità: “C'erano due avvisi, uno risalente a novembre e l'altro a gennaio, in cui si informa l'utenza dell'impossibilità di assicurare il regolare svolgimento delle attività a causa di malfunzionamenti tecnici”, sottolinea Flavio.

“Sono segnalazioni che periodicamente ci arrivano e accade da tempo, purtroppo però l'aspetto tecnico non dipende strettamente dal nostro dipartimento”. Replica così al telefono Pippo Ricciardo, il dirigente della Regione che si occupa del coordinamento nell'isola delle attività del centro per l'impiego. Alla domanda su chi sia il soggetto deputato a garantire la funzionalità del portale Silav, Ricciardo fa riferimento a Sicilia Digitale, la società in house della Regione che si occupa di informatica e che, costituita nel 2005 con il nome di Sicilia e-Servizi, negli ultimi anni è stata più volte nel mirino delle polemiche.

Sicilia Digitale, la replica

“Non corrisponde al vero affermare che abbiamo la competenza in materia di risoluzione dei problemi interni alla piattaforma usata dai centri per l'impiego – dichiara un dipendente di Sicilia Digitale rispondendo al Quotidiano di Sicilia –. Noi ci occupiamo esclusivamente di garantire la raggiungibilità del portale. Ovvero consentire al personale dei Cpi così come all'utenza di collegarsi al sito e di farvi accesso. Poi, ciò che funziona o non funziona nel suo utilizzo, eventuali bug, non dipendono da noi”. Se per i dipendenti, a cui spetta a gestire le comprensibili lamentele dei cittadini che ogni giorno si presentano ai centri per l'impiego [3] rischiando di trascorrervi inutilmente parte della giornata, il compito non è certo agevole; altrettanto non semplice appare risalire a chi avrebbe il compito di spiegare cosa è che non va sul Silav e soprattutto di mettere in atto le soluzioni. “Non è a Sicilia Digitale che deve chiedere delucidazioni”, incalza il dipendente della società in house. Per poi aggiungere: “Deve rivolgersi ai recapiti nella pagina Contatti del sito Silav”. Qui si trovano i riferimenti a due indirizzi mail - supportotecnico@silavsicilia.it e supportotecnico@cosicilia.it – ma nessun recapito telefonico. “Chi risponde a questi indirizzi? Non glielo so dire, ma nessuno di noi”, concludono da Sicilia Digitale.

"Utenti poco pazienti"

L'ultimo commento su una vicenda che verrebbe da definire kafkiana, se questo non fosse un aggettivo fin troppo inflazionato per ciò che accade in Sicilia, è Nerina Patanè, dirigente responsabile dei centri per l'impiego in provincia di Catania. “È vero, periodicamente abbiamo dei problemi e la speranza è chiaramente che vengano risolti una volta per tutti. Tuttavia – conclude – in questi giorni non mi risultano criticità particolari, a volte anche gli utenti sono poco pazienti”.

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