Palazzo Chigi blinda il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Lo fa attraverso le parole della stessa Giorgia Meloni, che si presenta a sorpresa in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri dopo la telefonata di ieri con il ministro e l'incontro odierno con il sottosegretario Alfredo Mantovano. Il caso che agita i palazzi romani è la grazia concessa a Nicole Minetti: a seguito di un'inchiesta giornalistica sono emersi elementi che hanno spinto il capo dello Stato Sergio Mattarella a chiedere l'acquisizione di maggiori informazioni.
La risposta della premier è netta: «Mi fido di Nordio». E alle opposizioni che chiedono le dimissioni del Guardasigilli, Meloni risponde senza esitazioni: «A oggi escludo ipotesi di dimissioni».
Meloni spiega la procedura: "L'iter ha rispettato la legge e la prassi"
La presidente del Consiglio ha dichiarato di aver appreso della vicenda dalla stampa e di averne chiesto conto al ministro. Ha poi ricostruito il percorso ordinario delle richieste di grazia: «Dall'inizio di questo governo il ministero della Giustizia ha ricevuto 1.241 domande di grazia e ne ha trasmesse alle Procure generali 1.045, escludendo quelle con vizi di forma. Di queste, tornano con parere favorevole poche decine». In quei casi il ministero «tende a confermare» il parere positivo, così come di norma fa il presidente della Repubblica. «Questo provvedimento non ha seguito in nulla un iter diverso», ha sottolineato Meloni, «è stato portato avanti nel rispetto della legge e della prassi».
La responsabilità degli accertamenti viene rinviata alla Procura Generale di Milano: «Se è vero quello che emerge dall'inchiesta giornalistica, qualcosa manca nel lavoro che è stato fatto. Ma non è un lavoro che fa il ministero, che non ha gli strumenti per operare indagini».
Mantovano: "Documentazione incompleta, pochi margini per il ministro"
Il sottosegretario Mantovano ha precisato che «non si tratta di scaricare la colpa su nessuno»: ciò che era contenuto nel fascicolo arrivato a via Arenula lasciava «pochi margini alla valutazione del ministro». Le ombre su una documentazione che si rivela incompleta hanno portato la Procura a coinvolgere l'Interpol per avviare accertamenti su tutti gli aspetti emersi. Accertamenti su cui la stessa Meloni si è detta d'accordo.
Schlein: "Lo difende come con Almasri"
Lo scudo alzato attorno a Nordio non basta alle opposizioni. «Non mi stupisce che Meloni difenda il suo ministro — ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein —. Lo ha difeso anche sul gravissimo caso di Almasri». Una replica che alimenta il fronte critico e lascia aperta la battaglia politica sul caso grazia Minetti.
(askanews)
Lascia una risposta