Per due giorni consecutivi il Consiglio comunale di Palermo non è riuscito a riunirsi. Dopo il flop del 9 settembre, quando la maggioranza non aveva garantito il numero legale per consentire a Roberto Lagalla di presentare la relazione sull’attuazione del programma, anche la seduta del 10 settembre è andata deserta. Questa volta, però, ad assentarsi è stato anche il sindaco.
Un doppio episodio che ha trasformato le tensioni interne al centrodestra palermitano in un caso politico sempre più difficile da archiviare come un semplice incidente d’Aula. La seduta era stata convocata per consentire al primo cittadino di fare il punto sull’ultimo anno di amministrazione, ma i lavori non sono neppure iniziati. Il calendario ufficiale del Comune conferma le convocazioni del 9 e 10 settembre e una nuova seduta fissata per l’11 settembre.
Consiglio comunale Palermo, maggioranza ancora assente
Il primo campanello d’allarme era suonato il 9 settembre. In quell’occasione erano presenti soltanto 19 consiglieri di maggioranza, un numero insufficiente per aprire la seduta. Lagalla era arrivato in Aula per illustrare la propria relazione, ma non ha potuto prendere la parola.
Il giorno successivo la situazione è apparsa ancora più netta. A Palazzo Comitini erano presenti il presidente del Consiglio Giulio Tantillo e pochi consiglieri dell’opposizione, mentre la maggioranza non ha garantito la presenza necessaria. I gruppi di minoranza hanno scelto di non entrare in Aula, lasciando che fosse il centrodestra a fare i conti con la propria assenza.
Per le opposizioni, non si tratta più di una difficoltà occasionale, ma del segnale di una crisi politica ormai conclamata.
Le opposizioni: “Lagalla non ha più una maggioranza”
Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Oso-Controcorrente, Progetto Civico Italia e Gruppo Misto hanno attaccato duramente il sindaco. Secondo i consiglieri di minoranza, quanto accaduto dimostra che Lagalla non sarebbe più nelle condizioni di governare Palermo. La richiesta è quindi quella di prendere atto della situazione e rassegnare le dimissioni. «Nessuno può più parlare di un incidente di percorso», sostengono le opposizioni, che definiscono la situazione una crisi capace di impedire al Consiglio di svolgere il proprio lavoro e alla città di essere amministrata.
Nel mirino finiscono anche le tensioni legate alle nomine nelle società partecipate del Comune. Proprio il rinnovo dei vertici delle aziende municipali rappresenta uno dei terreni sui quali, secondo la minoranza, si starebbero consumando i contrasti all'interno della maggioranza. Nei giorni scorsi erano già emerse critiche sulla gestione delle partecipate e sulle nuove nomine.
Lagalla: “Non farei un dramma”
Di fronte alle accuse dell'opposizione, il sindaco Roberto Lagalla ha scelto però una lettura decisamente diversa. A margine di un convegno ha escluso che ci siano problemi di tenuta della maggioranza. «Non credo che ci siano problemi di unione della maggioranza», ha affermato Lagalla, attribuendo quanto accaduto a dinamiche del Consiglio comunale che possono essere «occasionali, volubili, capricciose» e, in qualche caso, «maliziose». Il sindaco ha quindi invitato a non drammatizzare l'accaduto.
Una posizione che, tuttavia, si scontra con la fotografia arrivata dall'Aula: due sedute consecutive senza i numeri necessari e una relazione sull'attuazione del programma che non è ancora stata discussa.
La partita politica guarda già alle prossime elezioni
Lo scontro arriva inoltre in una fase delicata per la politica palermitana. La disponibilità di Lagalla a ricandidarsi ha già aperto il confronto sul futuro della coalizione e, secondo le opposizioni, le assenze in Aula rappresenterebbero anche una risposta politica alla sua intenzione di proseguire l'esperienza amministrativa.
Nel centrodestra, però, nessuno ammette apertamente una rottura. La questione delle nomine nelle partecipate, insieme agli equilibri tra i partiti della coalizione, resta uno dei nodi più delicati. Adesso l'attenzione si sposta sulla nuova convocazione del Consiglio comunale, prevista per l'11 settembre. Sarà un altro test per verificare se la maggioranza riuscirà a ricompattarsi e soprattutto a garantire quei numeri che nelle ultime due giornate sono mancati.
Per Palermo, intanto, il dato politico resta difficile da ignorare: il Consiglio non ha ancora potuto ascoltare la relazione del sindaco sull'attuazione del programma e la maggioranza è chiamata a dimostrare nei fatti se esiste ancora una reale capacità di governo.
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